Israele manda per la prima volta all'Ucraina sistemi anti-droni. Ma si valutano anche quelli anti-aerei
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Per la prima volta, Israele sarebbe pronta a fornire all’Ucraina tecnologia anti-drone. A rivelarlo al portale di informazione Axios sono fonti di entrambi i Paesi. I sistemi che Israele ha proposto all'Ucraina di acquistare – prodotti dalle industrie militari Elbit e Rafael – utilizzano la guerriglia elettronica per bloccare e abbattere i droni. I dispositivi hanno una portata di circa quaranta chilometri e possono essere posizionati vicino a centrali elettriche o altri siti critici.
Sin dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022, Kiev ha ripetutamente chiesto a Gerusalemme di fornirle armamenti e in particolare tecnologia di difesa antiaerea. Lo Stato ebraico non ha però mai accettato, scegliendo invece di concentrarsi sull’assistenza umanitaria. Pur condannando l’invasione dell’Ucraina, Israele infatti ha continuato a lavorare per preservare i rapporti con Mosca…
GERUSALEMME – Per la prima volta, Israele sarebbe pronta a fornire all’Ucraina tecnologia anti-drone. A rivelarlo al portale di informazione Axios sono fonti di entrambi i Paesi. I sistemi che Israele ha proposto all'Ucraina di acquistare – prodotti dalle industrie militari Elbit e Rafael – utilizzano la guerriglia elettronica per bloccare e abbattere i droni. I dispositivi hanno una portata di circa quaranta chilometri e possono essere posizionati vicino a centrali elettriche o altri siti critici.
Sin dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022, Kiev ha ripetutamente chiesto a Gerusalemme di fornirle armamenti e in particolare tecnologia di difesa antiaerea. Lo Stato ebraico non ha però mai accettato, scegliendo invece di concentrarsi sull’assistenza umanitaria. Pur condannando l’invasione dell’Ucraina, Israele infatti ha continuato a lavorare per preservare i rapporti con Mosca, che mantiene una importante presenza militare in Siria e ne controlla i cieli, rappresentando quindi un attore chiave per i raid aerei contro gli obiettivi iraniani nel paese. In Russia inoltre vivono centinaia di migliaia di ebrei e le autorità israeliane si stanno adoperando preservarne l’incolumità.
Che cosa è cambiato
Negli ultimi mesi però qualcosa è cominciato a muoversi, soprattutto da quando lo scorso ottobre è emerso come l’Iran – che Israele considera la più grande minaccia alla sua esistenza – stia rifornendo Mosca di droni. Da quando è tornato al governo a fine dicembre, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accennato più volte di essere pronto a considerare un cambiamento nella politica israeliana verso la guerra. Solo martedì, il premier ha tenuto una riunione con diversi ministri e la leadership militare per discutere la questione.
Cosa vorrebbe Kiev
Come spiegato da Axios, la tecnologia anti-drone a cui le autorità israeliane avrebbero dato il via libera già all’inizio di febbraio non rappresenta una vera e propria modifica dello status quo, in quando si tratta di equipaggiamenti elettronici che mandano i droni in errore senza alcun potenziale offensivo. Tanto è vero che il Ministero della Difesa ucraino si sarebbe dimostrato solo parzialmente interessato, perché Kiev è già in grado di intercettare tra il 75 e il 90% dei droni. "Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è un sistema difensivo contro i missili balistici", ha detto ad Axios un funzionario ucraino.
Proprio questa richiesta sarebbe stata oggetto della riunione tenuta da Netanyahu e gli altri funzionari israeliani martedì. Una riunione in cui stando a quanto riportato dalla stampa israeliana, potrebbero aver ricevuto il via libera fornitura di sistemi di difesa anti-aerea e assistenza nella bonifica di aree minate.