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Moldavia, in un documento segreto il piano della Russia per riprendersi il Paese entro il 2030

Le proteste dei filorussi a Chisinau (reuters)
L'inchiesta di un consorzio investigativo sui piani per destabilizzare l'ex Repubblica sovietica che sogna l'Ue. Ieri i filorussi hanno nuovamente bloccato le strade del Paese. Oggi previste nuove manifestazioni
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Ieri sera esponenti del "Movimento per il popolo" finanziato dal partito filorusso Shor, guidato dall'omonimo oligarca in esilio Ilan Shor, sono tornati a bloccare le strade della Moldavia gridando slogan contro la presidente europeista Maia Sandu e il caro-bollette. E oggi, alle 11, si ritroveranno davanti alla sede del Parlamento. Non sono che le ultime iniziative messe in atto da Mosca per destabilizzare la piccola ex Repubblica sovietica incuneata tra l'Ucraina filo-occidentale e la Romania, membro della Ue.

Secondo un consorzio di media investigativi indipendenti, tra cui il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, il sito web Yahoo News e la testata russa Dossier Tsentr, il Cremlino avrebbe messo a punto un vero e proprio piano per riprendere il controllo politico della Moldavia entro il 2030. Il documento segreto chiamato "Obiettivi strategici della Federazione Russa nella Repubblica di Moldavia" sarebbe stato abbozzato nella primavera del …

Ieri sera esponenti del "Movimento per il popolo" finanziato dal partito filorusso Shor, guidato dall'omonimo oligarca in esilio Ilan Shor, sono tornati a bloccare le strade della Moldavia gridando slogan contro la presidente europeista Maia Sandu e il caro-bollette. E oggi, alle 11, si ritroveranno davanti alla sede del Parlamento. Non sono che le ultime iniziative messe in atto da Mosca per destabilizzare la piccola ex Repubblica sovietica incuneata tra l'Ucraina filo-occidentale e la Romania, membro della Ue.

Secondo un consorzio di media investigativi indipendenti, tra cui il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, il sito web Yahoo News e la testata russa Dossier Tsentr, il Cremlino avrebbe messo a punto un vero e proprio piano per riprendere il controllo politico della Moldavia entro il 2030. Il documento segreto chiamato "Obiettivi strategici della Federazione Russa nella Repubblica di Moldavia" sarebbe stato abbozzato nella primavera del 2021, un anno prima dell'inizio dell'offensiva contro l'Ucraina, dal Direttorato presidenziale per la cooperazione transfrontaliera in cooperazione con le agenzie di intelligence russe: Fsb, Svr e Gru. Lo stesso Direttorato che aveva redatto il piano rivelato un mese fa per annettere la Bielorussia entro il 2030.

Il documento segreto di Mosca

Il documento prevederebbe tre ambiti - politico-militare, umanitario e commerciale-economico - e traguardi specifici a breve termine (2022), medio termine (2025) e lungo termine (2030), vale a dire: "Contrastare i tentativi di attori stranieri (in primis Stati Uniti, Unione Europea, Turchia e Ucraina) di interferire negli affari interni moldavi, rafforzare la Nato e indebolire la Russia"; "neutralizzare" i tentativi di espellere la presenza militare russa dalla Transnistria autoproclamatasi indipendente e infine "creare un gruppo filorusso di influenza nelle elite economiche e politiche".

Tra i vari obiettivi ci sarebbe l'adesione della Moldavia all'Unione economica eurasiatica e all'alleanza militare dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, nonché la "neutralizzazione dei tentativi di limitare le attività dei media russi e filo-russi", "la creazione di una rete di ong che promuovano lo sviluppo delle relazioni russo-moldave" e l'ampliamento delle opportunità per gli studenti moldavi di ricevere un'istruzione in lingua russa.

I timori del premier Recean e della presidente Sandu

L'ex consigliere per la sicurezza nazionale di Sandu Dorin Recean che un mese fa ha assunto l'incarico di primo ministro è venuto a conoscenza del documento di cinque pagine la scorsa settimana. I contenuti, ha confermato ai media del consorzio, riflettono ciò che lui e molti nel suo governo liberale sanno da tempo: "I russi cercano da molto tempo di assicurarsi che la Moldavia non abbia sovranità sulla sua politica estera".

E un mese fa Maia Sandu ha direttamente accusato Mosca di voler organizzare un golpe per rovesciare il suo governo. "Il piano includeva sabotaggi e il coinvolgimento di persone militarmente addestrate travestite da civili per compiere azioni violente, attacchi a edifici governativi e prendere ostaggi", ha detto ai giornalisti in una conferenza stampa.

Lontana da Mosca, vicina alla Ue

La Moldavia tuttavia negli ultimi anni si è sempre più allontanata dall'orbita di Mosca. Nel 2020 Maia Sandu, ex economista della Banca mondiale con studi ad Harvard, ha battuto alle presidenziali il presidente uscente filo-russo Igor Dodon che, stando a Dossier Tsentr, inviava le bozze dei suoi discorsi all'intelligence russa per approvazione.

Nel 2021 il Partito di azione e solidarietà (Pas) filo-occidentale ha ottenuto una schiacciante maggioranza nel Parlamento avviando il processo di integrazione nella Ue. E l'anno scorso la Moldavia, insieme all'Ucraina, ha ottenuto lo status di candidato alla Ue. Come se non bastasse, dopo che la Russia ha minacciato di aumentare i prezzi e tagliare le forniture, lo scorso dicembre Chisinau ha dichiarato che sarebbe passata a una compagnia energetica nazionale e ha rifiutato di utilizzare il gas russo per la prima volta nella sua storia post-sovietica.

Ed è proprio sull'energia che fanno leva le manifestazioni anti-Sandu chiedendo che il governo rimborsi la popolazione per l'aumento delle bollette degli scorsi mesi. La Repubblica di Moldavia, 2,6 milioni di abitanti e 430mila rifugiati ucraini accolti nell'ultimo anno, è uno dei Paesi europei più poveri. "Quando la gente ha paura, dice: 'Ok, l'orso russo è troppo grande per noi. Forse possiamo ottenere un compromesso così non ci toccherà", ha commentato Recean citato dall'inchiesta. "Sarei molto felice se i cittadini moldavi vedessero questo documento".