Usa, lo storico college femminile di Hillary Clinton dice sì ai transgender e alle persone non binarie
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - C’è un college negli Stati Uniti che farà salire la bile agli integralisti d’America: è il Wellesley, università privata per sole donne fondata nel 1870 alla periferia di Boston, Massachusetts. Le studentesse hanno votato a maggioranza sì al referendum non vincolante sull’ammissione di persone non binarie e transgender maschili, cioè persone nate femmine ma che si identificano come uomini. Finora il Wellesley era famoso per essere uno dei sette storici college femminili d’America, quello dove le “donne faranno la differenza nel mondo", il tempio liberal da cui erano uscite due segretarie di Stato, Madeleine Albright e Hillary Clinton, la sceneggiatrice di Harry ti presento Sally Nora Ephron, e dove in Mona Lisa smile Julia Roberts recitava nel ruolo di una professoressa di storia dell’arte.
NEW YORK - C’è un college negli Stati Uniti che farà salire la bile agli integralisti d’America: è il Wellesley, università privata per sole donne fondata nel 1870 alla periferia di Boston, Massachusetts. Le studentesse hanno votato a maggioranza sì al referendum non vincolante sull’ammissione di persone non binarie e transgender maschili, cioè persone nate femmine ma che si identificano come uomini. Finora il Wellesley era famoso per essere uno dei sette storici college femminili d’America, quello dove le “donne faranno la differenza nel mondo", il tempio liberal da cui erano uscite due segretarie di Stato, Madeleine Albright e Hillary Clinton, la sceneggiatrice di Harry ti presento Sally Nora Ephron, e dove in Mona Lisa smile Julia Roberts recitava nel ruolo di una professoressa di storia dell’arte.
Una vittoria per la cultura "woke"
Con il risultato del referendum, a cui il board scolastico guidato da Paula Johnson non si opporrà, è diventato il cuore della cultura “woke” d’America, quello stare “svegli” e consapevoli dei problemi sociali come razzismo, disuguaglianza e discriminazione. Dopo aver ammesso le trans donne nel 2015, le oltre 2.500 studentesse del Wellesley hanno deciso di aprire il college a due categorie sotto attacco: i trans uomini e i non binari, cioè coloro che non si sentono di appartenere completamente a uno dei due generi. “I trans uomini vengono da tempo qui a studiare - ha spiegato al New York Times Alexandra Brooks, presidente del corpo studentesco - e così i non binari. Volevamo solo metterlo nero su bianco”. Il referendum chiedeva anche l’introduzione di una terminologia più inclusiva: la parola “donne" verrà sostituita da “studenti” e “alumni”, ma già otto anni fa nei bagni era stata cambiata la targa “male guest”, riferita agli ospiti maschi, con “Wellesley students” e “non-Wellesley students”. Adesso c’è un passaggio storico in più: sono le donne che aprono agli uomini, e non viceversa, loro ad abbattere il muro della discriminazione, pur sapendo che mezza America le odierà.
Le critiche della destra
In Texas il governatore Gregg Abbott ha dichiarato guerra alle atlete trans, in Florida Ron DeSantis si è autoproclamato paladino della crociata contro la cultura "woke". Negli Stati Uniti le scuole femminili hanno una tradizione verso l’inclusione, ma con qualche differenza: Mount Holyoke, in Massachusetts, accetta donne transgender e studenti non binari ma non trans uomini. La svolta di un’università celebre potrebbe spingere altri college femminili a seguire l’esempio. Ma nell’ex università di Hillary non tutte sono d’accordo. “Siamo un college di donne - ha spiegato Elizabeth Um, presidente di Wellesley for Life, movimento studentesco antiabortista - quella è l’identità centrale della scuola, non possiamo diluirla”. Um non si è opposta al referendum, in parte perché sapeva che sarebbe passato e in parte perché mettersi contro sarebbe stato, ammette, un “suicidio sociale”. Sui social i conservatori hanno criticato la scelta, piangendo sulle sorti della “povera America”. Molti sono gli stessi che, per protesta, preferiscono America the beautiful all’inno tradizionale, non sapendo che l'autrice era una donna, Kahtarine Lee Bates, e veniva dal Wellesley. In quell’America the beautiful ora c’è posto anche per i trans maschili e i non binari.