Vecchi aerei sovietici dotati di ordigni moderni: così l'aviazione ucraina si rinnova aspettando gli F-16 della Nato
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonUn’aviazione ibrida fatta di macchine sovietiche riparate con pezzi presi dai rottami di mezza Europa e armi hi-tech made in Usa. Quello che sta accadendo agli aerei di Kiev è un compromesso storico: i MiG venuti dal passato comunista sono stati aggiornati con gadget e missili d'ultima generazione. È l’alternativa per cercare di resistere alle squadriglie di Mosca perché se anche la Nato desse il via libera alle consegne di F-16, ci vorrebbero mesi per preparare piloti e tecnici.
Per questo i 17 MiG-29 che Slovacchia e in Polonia vogliono donare sono fondamentali per l'Ucraina. È lo stesso modello che viene utilizzato da 40 anni e il personale lo può impiegare subito. Inoltre sono già stati aggiornati con strumentazioni occidentali e dalla scorsa estate sono stati introdotti molti miglioramenti, come i missili anti-radar Agm-88 Harm. Si tratta di ordigni che si dirigono sulle emissioni delle batterie contraeree russe…
Un’aviazione ibrida fatta di macchine sovietiche riparate con pezzi presi dai rottami di mezza Europa e armi hi-tech made in Usa. Quello che sta accadendo agli aerei di Kiev è un compromesso storico: i MiG venuti dal passato comunista sono stati aggiornati con gadget e missili d'ultima generazione. È l’alternativa per cercare di resistere alle squadriglie di Mosca perché se anche la Nato desse il via libera alle consegne di F-16, ci vorrebbero mesi per preparare piloti e tecnici.
Per questo i 17 MiG-29 che Slovacchia e in Polonia vogliono donare sono fondamentali per l'Ucraina. È lo stesso modello che viene utilizzato da 40 anni e il personale lo può impiegare subito. Inoltre sono già stati aggiornati con strumentazioni occidentali e dalla scorsa estate sono stati introdotti molti miglioramenti, come i missili anti-radar Agm-88 Harm. Si tratta di ordigni che si dirigono sulle emissioni delle batterie contraeree russe, obbligando gli ufficiali a spegnere i sensori o rischiare la distruzione. In questo modo le squadriglie hanno potuto incrementare i raid sulla prima linea: oggi sono in media una dozzina al giorno. Non solo, da poco sono arrivate le bombe Jdam. Precise e a basso costo, puntano sulle coordinate Gps degli obiettivi e allungano il raggio d'azione fino a 50 chilometri grazie a due alette estraibili. E infine sono sempre più consistenti le voci sulla possibilità di integrare su MiG e Sukhoi i missili aria-aria statunitensi Aim-120 Amraam, gli stessi usati dai semoventi terrestri che difendono la capitale. Per concretizzare questa soluzione però bisogna risolvere un problema tecnico: far "parlare" il sistema di guida con il radar dell'aereo.
Negli scorsi mesi gli ucraini hanno cercato di procurarsi pezzi di ricambio, saccheggiando i magazzini dei Paesi passati dal Patto di Varsavia alla Nato, in particolare i residuati della Ddr. Un lavoro che ha permesso di mantenere il numero complessivo di jet in servizio nonostante in un anno di guerra ne siano stati distrutti almeno 52. Non ci sono statistiche ufficiali, ma le stime sostengono che Kiev abbia perso 16 intercettori MiG-29, 13 cacciabombardieri Sukhoi 24 e 15 Sukhoi 25 utilizzati negli attacchi a bassa quota. Le officine però sono riuscite a rimettere in funzione MiG-29 e Sukhoi 24 che erano stati tolti dal servizio: li hanno ricostruiti usando fusoliere, motori e ricambi presi in giro per l’Europa, con un aiuto determinante di polacchi e slovacchi. Dall’Occidente sono arrivati poi 18 Sukhoi 25 comprati sul mercato dell’usato. Il risultato finale è che gli ucraini possono schierare lo stesso numero di questi tre velivoli con cui sono entrati in guerra, ovvero circa 105.
La fatica maggiore riguarda gli aerei più potenti, i Sukhoi 27, che servono sia per la difesa dei cieli sia per gli assalti. Ne sono stati abbattuti sette e, all’epoca della caduta del Muro di Berlino, non erano stati ancora esportati. Di fatto non si riescono a trovare i materiali per le riparazioni. Non ci sono dati sulla quantità ancora operativa, si parla di venti-trenta. Con una criticità comune a tutte le squadriglie: la frenetica attività di volo le sta logorando rapidamente.