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Il sindaco di Newark truffato dal guru indiano: firma il gemellaggio con la nazione fantasma di Kailaasa

Swami Nithyananda 
L'amministrazione municipale della città del New Jersey, vicina a New York, aveva annunciato celebrazioni congiunte con la "nazione". Peccato che non sia mai esistito
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New York - La città di Ray Liotta, Joe Pesci e Brian De Palma ha ammesso di essersi fatta ingannare. E l'autore della truffa è un guru indiano inseguito da quattro anni dalla polizia del suo Paese con l'accusa di stupro e sequestro di minori. L'amministrazione municipale di Newark, città del New Jersey vicina a New York, aveva annunciato le celebrazioni con la nazione hindu di Kailaasa, con cui era stato sancito uno storico gemellaggio: sarebbero nati scambi culturali e commerciali e delegazioni ufficiali indiane sarebbero venute in visita negli Stati Uniti per celebrare la fratellanza tra le "Sister City".

Ma era sfuggito un dettaglio: Kailaasa non esisteva, non è mai esistita, al punto che alcuni la chiamano Kailaasa, altri Kailasa. Era frutto della fantasia di Swami Nithyananda, 44 anni, maestro spirituale, mistico e fondatore del movimento mondiale per l'educazione scolare e la meditazione, diventato una piccola star attravers…

New York - La città di Ray Liotta, Joe Pesci e Brian De Palma ha ammesso di essersi fatta ingannare. E l'autore della truffa è un guru indiano inseguito da quattro anni dalla polizia del suo Paese con l'accusa di stupro e sequestro di minori. L'amministrazione municipale di Newark, città del New Jersey vicina a New York, aveva annunciato le celebrazioni con la nazione hindu di Kailaasa, con cui era stato sancito uno storico gemellaggio: sarebbero nati scambi culturali e commerciali e delegazioni ufficiali indiane sarebbero venute in visita negli Stati Uniti per celebrare la fratellanza tra le "Sister City".

Ma era sfuggito un dettaglio: Kailaasa non esisteva, non è mai esistita, al punto che alcuni la chiamano Kailaasa, altri Kailasa. Era frutto della fantasia di Swami Nithyananda, 44 anni, maestro spirituale, mistico e fondatore del movimento mondiale per l'educazione scolare e la meditazione, diventato una piccola star attraverso la rubrica "Aprite la porta, fate entrare la brezza", comparsa su un settimanale indiano. A lui erano state attribuite anche presunte guarigioni. Dopo essere fuggito per evitare il carcere, il guru aveva annunciato l'acquisto di un'isola al largo della costa dell'Ecuador e la nascita della "nazione di Kailaasa".

Nessuno era stato in grado di indicare quale isola fosse. Nel frattempo i rappresentanti della nazione fantasma avevano messo insieme una serie di relazioni con l'amministrazione municipale di Newark, al punto da convincere il sindaco, Ras Baraka, a invitare ufficialmente una delegazione di Kailaasa. Il perché il guru lo abbia fatto non è chiaro. Forse Nithyananda voleva ritagliarsi un ruolo da leader di Stato, per ottenere una sorta di immunità. Ogni occasione per stringere rapporti con l'élite era stata colta al volo.

"Rappresentanti" del fantomatico guru avevano partecipato l'anno scorso a un lussuoso party della comunità hindu nel Regno Unito organizzato da due rappresentanti della Camera. Una brochure in cui si magnificava la "Repubblica di Kailaasa" era stata distribuita agli ospiti. Un giornalista aveva denunciato la truffa, visto che il guru era già da tempo considerato un personaggio controverso, ma niente ha fermato Nithyananda, che come capo della città fantasma aveva fatto un paio di dichiarazioni consegnate a due commissioni delle Nazioni Unite. L'Onu aveva ignorato le dichiarazioni.

In New Jersey, però, nessuno si è insospettito. Non solo nessuno aveva googlato la parola Kaisaala, ma neanche Nithyananda. La truffa è durata sei giorni, a gennaio, ma ora, a distanza di due mesi, il sindaco ha ammesso che "non c'erano le basi" per il gemellaggio. Tre mesi fa, alla cerimonia ufficiale, Baraka aveva detto a un rappresentante di Kailaasa: "Io prego perché la nostra relazione ci aiuti a comprendere lo sviluppo culturale, sociale e politico e a migliorare la vita di tutti, in entrambi i luoghi".

La scorsa settimana la città di Newark ha ufficialmente chiesto scusa per esserci cascata. "Sebbene questo sia un deplorevole incidente - ha dichiarato un portavoce - Newark resta impegnata nel creare relazioni con persone di culture diverse, in modo da aiutarsi l'uno con l'altro e rispetto reciproco". Da parte del guru non sono arrivati commenti. Nel caso, bisognerà andare a trovarlo nella Repubblica di Kailaasa, o forse Kailasa.