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Dagli Usa il video del drone abbattuto: “Mosca ha mentito”

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Ancora tensione dopo l’incidente sul Mar Nero. E i media statunitensi accusano Pechino: “Ha fornito alla Russia mille fucili d’assalto"
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NEW YORK - Mosca ha mentito sull'abbattimento del drone americano nel Mar Nero: lo dimostra senza ombra di dubbio il video dell'impatto con il caccia russo, pubblicato ieri dal Pentagono. Nel frattempo l'intelligence degli Stati Uniti ha raccolto informazioni secondo cui l'ordine di aggredire il mezzo era venuto dai comandi militari. Resta solo da chiarire se anche lo scontro era deliberato per abbatterlo, oppure è stato frutto di una bravata del pilota, ma questo potrebbe fare la differenza tra un incidente rimediabile con gli strumenti della diplomazia, o un atto di guerra che potrebbe portare chissà dove. Un rischio di escalation, che arriva proprio mentre il sito Politico rivela la prima fornitura di mille fucili d'assalto dalla Cina al Cremlino.

Il video è breve ma chiaro. Prima si vede un caccia SU-27 che si avvicina all'MQ-9, scaricandogli addosso il carburante. Poi arriva un altro aereo, e quando passa vicino al mezzo le…

NEW YORK - Mosca ha mentito sull'abbattimento del drone americano nel Mar Nero: lo dimostra senza ombra di dubbio il video dell'impatto con il caccia russo, pubblicato ieri dal Pentagono. Nel frattempo l'intelligence degli Stati Uniti ha raccolto informazioni secondo cui l'ordine di aggredire il mezzo era venuto dai comandi militari. Resta solo da chiarire se anche lo scontro era deliberato per abbatterlo, oppure è stato frutto di una bravata del pilota, ma questo potrebbe fare la differenza tra un incidente rimediabile con gli strumenti della diplomazia, o un atto di guerra che potrebbe portare chissà dove. Un rischio di escalation, che arriva proprio mentre il sito Politico rivela la prima fornitura di mille fucili d'assalto dalla Cina al Cremlino.

Il video è breve ma chiaro. Prima si vede un caccia SU-27 che si avvicina all'MQ-9, scaricandogli addosso il carburante. Poi arriva un altro aereo, e quando passa vicino al mezzo le immagini si interrompono. Quello è il momento in cui avviene l'impatto, che finora Mosca aveva negato. Poi infatti il video riprende, e mostra chiaramente una delle pale dell'elica del drone danneggiata.

Secondo John Kirby, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, le immagini dimostrano che la Russia "ha detto falsità sull'episodio". L'atteggiamento è chiaramente "aggressivo, non professionale e irresponsabile", e secondo l'intelligence americana sono i comandi militari a terra ad aver ordinato questo approccio. Non è chiaro solo se l'obiettivo fosse dal principio quello di urtare il drone per farlo precipitare: "Non posso entrare - ha commentato Kirby - nello spazio tra le orecchie del pilota", intendendo il cervello dove ha preso le sue decisioni. Non sarà facile riuscirci, ma la conferma delle intenzioni potrebbe cambiare il profilo dell'episodio.

Non sembra che gli americani vogliano spingersi su questa strada, perché se arrivassero alla conclusione che si è trattato di un atto di guerra dovrebbero rispondere in maniera appropriata. Però i russi finora non hanno fatto granché per sfruttare questa via d'uscita. Anzi, durante la telefonata di mercoledì, il ministro della Difesa Shoigu ha detto al capo del Pentagono Austin che il drone non doveva volare in quella zona che ora è ristretta a causa della guerra. Questa è una pretesa arbitraria e illegale di Mosca, perché tutti hanno il diritto di volare nello spazio aereo internazionale, anche per condurre missioni di spionaggio a favore dell'Ucraina, che gli Usa hanno già detto di voler proseguire.

Dunque se il Cremlino insisterà nel pretendere di imporre il proprio dominio sul Mar Nero, inviterà altri incidenti che potrebbero diventare più gravi, anche se Kirby non ha confermato che i mezzi Usa verranno messi in condizione di difendersi e colpire gli avversari. "Non vogliamo - ha detto - il conflitto con la Russia", che invece ha mentito sull'episodio proprio per dimostrare come gli Usa siano già direttamente in guerra con lei. Nello stesso tempo il portavoce ha risposto al piano di pace proposto dalla Cina, dicendo che un cessate il fuoco ora sarebbe inaccettabile, perché "vorrebbe dire legittimare la presa di territori con la forza, consentendo poi a Mosca di consolidare le sue conquiste".

Proprio Pechino ha aggiunto un altro elemento di tensione, se verrà confermata la notizia del sito Politico secondo cui ha già consegnato a Putin mille fucili d'assalto, giubbotti anti proiettile e componenti dei droni, passando attraverso la Turchia e gli Emirati arabi. La Polonia ha risposto che consegnerà a Kiev quattro caccia di fabbricazione sovietica Mig. Il confronto quindi resta tutto militare, con l'aggiunta ora dei rischi provocati dalla crisi del drone.