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A Mosca un tappeto rosso per Xi: il Cremlino incassa il sostegno della Cina

L'incontro del settembre scorso tra Vladimir Putin e Xi Jinping (reuters)
Lunedì il Timoniere torna in Russia per rilanciare la partnership strategica tra i due Paesi. Poi parlerà con Zelensky 
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ROMA-PECHINO - Che cosa importa a Vladimir Putin del mandato di cattura della Corte penale internazionale quando il leader di una superpotenza globale come la Cina, fresco di rielezione, sta per volare da lui? Il Cremlino è elettrizzato. È sicuro che la visita di Xi Jinping a Mosca dal 20 al 22 marzo, confermata ieri dopo giorni di indiscrezioni, sarà l'inizio di una "nuova era" delle sue relazioni con il Dragone.

Sarà un viaggio, sottolinea dal canto suo il ministero degli Esteri cinese, "all'insegna dell'amicizia, della pace e dell'approfondimento della fiducia reciproca per promuovere la cooperazione strategica e la cooperazione pratica tra i due Paesi", benché in un "nuovo periodo di turbolenze".

Xi scelse Mosca come meta del suo primo viaggio all'estero da presidente già 10 anni fa. Stavolta il timoniere inaugura il suo terzo storico mand…

ROMA-PECHINO - Che cosa importa a Vladimir Putin del mandato di cattura della Corte penale internazionale quando il leader di una superpotenza globale come la Cina, fresco di rielezione, sta per volare da lui? Il Cremlino è elettrizzato. È sicuro che la visita di Xi Jinping a Mosca dal 20 al 22 marzo, confermata ieri dopo giorni di indiscrezioni, sarà l'inizio di una "nuova era" delle sue relazioni con il Dragone.

Sarà un viaggio, sottolinea dal canto suo il ministero degli Esteri cinese, "all'insegna dell'amicizia, della pace e dell'approfondimento della fiducia reciproca per promuovere la cooperazione strategica e la cooperazione pratica tra i due Paesi", benché in un "nuovo periodo di turbolenze".

Xi scelse Mosca come meta del suo primo viaggio all'estero da presidente già 10 anni fa. Stavolta il timoniere inaugura il suo terzo storico mandato tornando nella Federazione in un contesto geopolitico segnato dall'acuirsi delle tensioni tra Occidente e Oriente dovuto soprattutto all'offensiva russa lanciata contro l'Ucraina. Per Mosca è la conferma che la cosiddetta "operazione militare speciale" non ha incrinato la "partnership senza limiti" con Pechino, ma soprattutto un tributo importante in tempi d'isolamento.

Lunedì si terrà un primo faccia a faccia a margine di una cena di stato informale, mentre martedì sono previsti negoziati più formali e allargati a funzionari di entrambi i Paesi che culmineranno con la firma di una dichiarazione congiunta che segnerà "l'ingresso delle relazioni strategiche in una nuova era", ha detto ieri il consigliere diplomatico di Putin Jurij Ushakov.

Stando al Cremlino, durante il loro quarantesimo incontro, Putin e Xi parleranno anche di cooperazione "tecnico-militare" tra i sospetti di Washington - finora negati da Mosca e Pechino - che la Cina possa acconsentire a fornire armi alla Russia. Stando ai dati doganali dell'aggregatore Import Genius esaminati da Politico, nella seconda metà del 2022 Pechino avrebbe già inviato a Mosca circa mille fucili d'assalto CQ-A, nonché droni e giubbotti anti-proiettile.

I due Paesi, inoltre, firmeranno "più di dieci documenti", uno dei quali riguarderà la cooperazione economica fino al 2030. Sarà proprio questa l'agenda focale del viaggio di Xi, il primo a Mosca in quasi quattro anni. Oltre a essere un grande acquirente di grano ucraino, la Cina ha compensato l'esodo delle aziende occidentali dalla Russia e acquistato da Mosca petrolio e altri beni ora sotto embargo. Xi e Putin discuteranno di una maggiore collaborazione nella Via della Seta, forniture russe d'energia e del gasdotto "Sila Sibiri 2" (Forza della Siberia 2) che dovrebbe raddoppiare la rotta del gas dalla Jakuzia alla Cina.

Xi cercherà inoltre di cavalcare l'onda del suo rinnovato attivismo internazionale - dopo l'accordo mediato con successo la scorsa settimana tra Iran e Arabia Saudita - per rafforzare la sua immagine di statista globale provando ad accreditarsi come mediatore neutrale anche nel conflitto ucraino. Ma dovrà trovare un difficile equilibrio: non mollare, ma anzi gestire al meglio, gli stretti legami politici ed economici con Putin per non trovarsi un Paese sconfitto e umiliato alle porte di casa, senza però arrivare alla rottura totale con l'Occidente e rischiare sanzioni.

Stando al Wall Street Journal, dopo il viaggio a Mosca, dovrebbe parlare con Volodymyr Zelensky per la prima volta dall'inizio del conflitto e da quando ha presentato un piano di pace in 12 punti. "La Cina teme che la crisi peggiori e vada fuori controllo", ha detto giovedì al suo omologo ucraino Dmytro Kuleba il ministro cinese degli Esteri Qin Gang, invitando Mosca e Kiev a riprendere i colloqui "il prima possibile".

Un appello al cessate-il-fuoco subito condannato dagli Stati Uniti che temono invece che, oltre a dare al Cremlino il tempo di preparare una nuova offensiva, certificherebbe l'unilaterale annessione russa della Crimea e di quattro regioni orientali ucraine. "La sicurezza ha ora la massima priorità per la Crimea e Sebastopoli. Faremo tutto il necessario per respingere qualsiasi minaccia", ha detto proprio ieri Putin sottolineando l'importanza della penisola annessa nel 2014.

"Un cessate-il-fuoco ora sarebbe, di fatto, una ratifica dell'occupazione russa", ha messo invece in guardia il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale statunitense John Kirby incoraggiando Xi a contattare anche Zelensky per evitare di presentare una proposta "unilaterale".