Wyoming, il governatore firma la legge che proibisce la pillola abortiva: è il primo Stato negli Usa
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Il Wyoming è diventato il primo Stato americano a vietare la pillola abortiva, segnando un nuovo drammatico passo in un Paese travolto da una crociata antiabortista. Il governatore ha firmato la legge che dall’1 luglio ne rende illegale la prescrizione e la vendita. Chi lo farà rischia fino a sei mesi di carcere e 9mila dollari di multa. Le donne che prenderanno la pillola non verranno perseguite. Il provvedimento non riguarda le pillole del “giorno dopo” e i trattamenti per proteggere una donna la cui salute è a rischio, ma questo provvedimento segna una prima volta storica, e può innescare un effetto a catena in tutto il Paese.
Un giudice del Texas deve decidere su un …
New York - Il Wyoming è diventato il primo Stato americano a vietare la pillola abortiva, segnando un nuovo drammatico passo in un Paese travolto da una crociata antiabortista. Il governatore ha firmato la legge che dall’1 luglio ne rende illegale la prescrizione e la vendita. Chi lo farà rischia fino a sei mesi di carcere e 9mila dollari di multa. Le donne che prenderanno la pillola non verranno perseguite. Il provvedimento non riguarda le pillole del “giorno dopo” e i trattamenti per proteggere una donna la cui salute è a rischio, ma questo provvedimento segna una prima volta storica, e può innescare un effetto a catena in tutto il Paese.
Un giudice del Texas deve decidere su un ricorso che, se accolto, potrebbe vietare la pillola in tutti gli Stati Uniti, rendendo illegale il metodo più comune utilizzato da milioni di donne. I movimenti in difesa dei diritti della donna hanno protestato. Antonio Serranno, direttore di Wymoming American Civili Liberties Union ha criticato la legge: “Dovrebbero essere considerazioni mediche e non politiche a guidare la politica di tutela delle donne, inclusa la decisione di avere un aborto”.
Il Wyoming è uno degli Stati guida nella crociata contro l’interruzione di gravidanza: ha un solo centro medico che pratica gli aborti, a Jackson, ed è tra quelli che ha approvato le maggiori restrizioni da quando, il 24 giugno dell’anno scorso, la Corte Suprema ha annullato il diritto federale all’interruzione di gravidanza, stabilito nel 1973 con la sentenza Roe v. Wade. Più di una decina di Stati l’hanno seguita nella nuova crociata, ma adesso il Wyoming potrebbe indicare la strada per una restrizione ancora più larga. Nello stesso giorno in cui ha firmato la legge anti-pillola, il governatore Mark Gordon, repubblicano, ha annunciato di voler presentare una nuova legge che renderà illegale qualsiasi tipo di aborto, e senza doverla firmare. Il testo diventerà esecutivo subito.
“Ho agito senza pregiudizio - ha dichiarato Gordon - e dopo lunghe preghiere, per permettere a questi testi di diventare legge”. In Texas, il giudice Matthew Kacsmaryk, scelto dall’ex presidente Donald Trump, dovrebbe decidere presto se la comune pillola abortiva, il mifepristone, uno steroide sintetico conosciuto anche come Ru-486, può essere venduto negli Stati Uniti. Questo è un tipo di farmaco che può essere preso a casa e viene utilizzato da più della metà delle donne americane, ma su cui da luglio dell’anno scorso si è scatenata una nuova crociata.
Agli antiabortisti non basta aver vinto alla Corte Suprema, vogliono mettere al bando la terapia delle “due pillole”, riconosciuta dall’amministrazione americane nel 2000 e che può essere usata fino alla decima settimana di gravidanza. Il giudice in Texas deve valutare se la pillola è sicura. La decisione si basa sull’ipotesi che la Food and Drug Administration, l’agenzia federale del farmaco, non avrebbe mai davvero studiato l’efficacia e la sicurezza della pillola. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sempre sostenuto che la scienza ne ha provato la validità, ma intanto le grandi catene commerciali, come Walmart, Costco, Albertsons e Kroger, non hanno dichiarato pubblicamente se continueranno a vendere il mifepristone negli Stati dove l’aborto è legale. La California, attraverso il governatore democratico Gavin Newsom, ha minacciato Wallmart di rompere ogni accordo commerciale, se non verrà consentita la vendita al pubblico.