La mobilitazione dei sostenitori di Trump, che temono l'incriminazione del leader
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Ali Alexander, figlio di una cristiana afroamericana e di un padre musulmano, ha chiamato a raccolta i “patrioti” e chiesto di andare martedì a Mar-a-Lago, il resort di Donald Trump in Florida, per creare una barriera umana, una gigantesca “veglia di preghiera”, e forse impedire che l’ex presidente venga arrestato. In realtà martedì potrebbe essere una data feticcio nell’America polveriera e non succedere niente. L’incriminazione dell’ex presidente per il pagamento in nero nel 2016 della pornostar Stormy Daniels, che minacciava di rivelare la loro vecchia storia a un mese dalle elezioni, potrebbe slittare. Così rivelano a “Repubblica" fonti dell’entourage del tycoon. Ma la tensione resta.
A Mar-a-Lago la polizia si prepara nel caso di invasione di “patrioti”, ricordando il precedente di Washington, il 6 gennaio del 2021, quando centinaia di trumpiani assaltarono il Cong…
New York - Ali Alexander, figlio di una cristiana afroamericana e di un padre musulmano, ha chiamato a raccolta i “patrioti” e chiesto di andare martedì a Mar-a-Lago, il resort di Donald Trump in Florida, per creare una barriera umana, una gigantesca “veglia di preghiera”, e forse impedire che l’ex presidente venga arrestato. In realtà martedì potrebbe essere una data feticcio nell’America polveriera e non succedere niente. L’incriminazione dell’ex presidente per il pagamento in nero nel 2016 della pornostar Stormy Daniels, che minacciava di rivelare la loro vecchia storia a un mese dalle elezioni, potrebbe slittare. Così rivelano a “Repubblica" fonti dell’entourage del tycoon. Ma la tensione resta.
A Mar-a-Lago la polizia si prepara nel caso di invasione di “patrioti”, ricordando il precedente di Washington, il 6 gennaio del 2021, quando centinaia di trumpiani assaltarono il Congresso nel tentativo di fermare la certificazione dell’elezione di Joe Biden. A New York, dove Trump dovrebbe presentarsi da incriminato, la polizia ha allestito un piano d’emergenza con l’Fbi e l’antiterrorismo. In mezzo a un weekend ad alta tensione, acceso dall’appello lanciato da Trump alla rivolta, c’è anche la proposta mistica di Alexander, non uno qualunque nell’America cospirazionista e degli assalti al Congresso, ma uno dei promotori della campagna “Stop the Steal”, che nel 2020 promosse la diffusione di notizie false sui brogli alle elezioni presidenziali.
Quest’uomo di meno di quarant’anni è considerato un provocatore della destra estrema, un fervente sostenitore di Trump. “Vorrei - ha scritto sui social - che si organizzasse un raduno di preghiera in Florida, e anche in altri Stati. Io potrei seguirne uno fuori New York”. Ali ha detto di essere ponto a farsi “arrestare sul palco, di fronte a miliardi di persone”. In realtà l’attivista ha poi detto che lui non parteciperà a nessun protesta. Su Telegram Ali ha rivelato anche di aver parlato con un altro esponente del cospirazionsimo di destra, Alex Jones, celebre negazionista della strage alla scuola elementare di Sandy Hook nel 2012 (26 morti, di cui venti bambini tra i 6 e i 7 anni), e anche lui non sembra interessato ad andare a Mar-a-Lago. Il motivo non è etico, ma finanziario: condannato a pagare più di un miliardo di dollari di risarcimento alle famiglie dei bambini uccisi a Sandy Hook, Jones ha dovuto dichiarare bancarotta per sfuggire ai creditori. “Nessun miliardario gli pagherà i conti”, ha detto Ali.
Sui forum dei trumpiani circolano proposte di invadere Mar-a-Lago e impedire l’arresto di Trump. Simpatizzanti di milizie di estrema destra come Proud Boys invocano una dura risposta. Steven Crowder, uno dei leader del cospirazionismo, ha annunciato per domani l’uscita del suo nuovo show su YouTube dal titolo “Fight like hell”, combattete come matti, come disse Trump il 6 gennaio. A settembre, in un’intervista al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt, il tycoon aveva avvertito: “Se mi incriminano, io penso che avremo problemi, questo Paese vedrà cose mai viste prima”. Sabato mattina, dal suo social privato, Truth, l’ex presidente ha dichiarato che verrà arrestato martedì e ha chiamato la base a protestare.
Gli avvocati hanno provato ad abbassare i toni, e smentito l’ipotesi che martedì possa essere il giorno dell’incriminazione. Non sono emerse notizie su presunti piani organizzati. Rispetto all’insurrezione del 6 gennaio i sostenitori star di Trump appaiono più freddi. Joseph McBride, uno dei grandi difensori dell'ex presidente, ha detto che al momento sono previste solo “veglie di preghiera”. Un altro, Jesse Kelly, ha ricordato polemicamente il precedente di Washington: “L’ultima volta che i sostenitori di Trump hanno protestato in sua difesa, lui li ha lasciati marcire in prigione, senza versare un centesimo per le loro spese legali”. “Non un centesimo - ha aggiunto - deve vergognarsi. Non andate a protestare per lui. Ignoratelo”. Grace Chong, alleata dell'ex stratega trumpiano Steve Bannon, ha lanciato un appello alla base: “Non fate gli stupidi”. Ma intanto in Florida la polizia sta pensando a un piano d’emergenza per isolare la zona attorno a Mar-a-Lago. La polizia di New York allestirà un cordone di sicurezza attorno all’edificio che ospita la Corte Criminale di Manhattan, al numero 100 di Centre Street, tra Broadway e Columbus Park. Oltre agli agenti ci saranno funzionari del Secret Service, l’agenzia che si occupa di sicurezza di presidenti degli Stati Uniti e ex, la Task Force antiterrorismo dell’Fbi. Ci saranno anche 700 agenti dello Strategic Response Group, addestrati per affrontare situazioni tipo 6 gennaio.