Ucraina, il capo della Wagner avverte il ministero della Difesa: "Kiev è pronta alla controffensiva"
dalla nostra inviata Brunella Giovara , dalla nostra inviata Brunella GiovaraKRAMATORSK - Il comandante della Wagner annuncia la controffensiva ucraina, che secondo lui sarebbe imminente. Fine marzo, inizio aprile, scrive Yevgeny Prigozhin in una lettera aperta al ministro russo della Difesa, Shojgu. “In questo momento stiamo controllando il 70 per cento di Bakhmut, e per le informazioni che ho il nemico sta preparando un attacco su vasta scala, e cercherà di dividere il gruppo Wagner dal resto dell’esercito russo”. La lettera è stata pubblicata sul suo canale Telegram, ma ripresa dall’agenzia Tass e quindi rimbalzata in tutto il mondo. Prigozhin chiede anche “di fare tutto il possibile per evitare che succeda. E se succede, ci saranno conseguenze negative”.
Ora, Prigozhin è un eterno lamentoso ed esibizionista, sempre in polemica con i vertici dell’esercito regolare, da cui si sente tagliato fuori almeno a livello decisionale. E spesso li accusa di negargli munizioni, di volerlo m…
KRAMATORSK - Il comandante della Wagner annuncia la controffensiva ucraina, che secondo lui sarebbe imminente. Fine marzo, inizio aprile, scrive Yevgeny Prigozhin in una lettera aperta al ministro russo della Difesa, Shojgu. “In questo momento stiamo controllando il 70 per cento di Bakhmut, e per le informazioni che ho il nemico sta preparando un attacco su vasta scala, e cercherà di dividere il gruppo Wagner dal resto dell’esercito russo”. La lettera è stata pubblicata sul suo canale Telegram, ma ripresa dall’agenzia Tass e quindi rimbalzata in tutto il mondo. Prigozhin chiede anche “di fare tutto il possibile per evitare che succeda. E se succede, ci saranno conseguenze negative”.
Ora, Prigozhin è un eterno lamentoso ed esibizionista, sempre in polemica con i vertici dell’esercito regolare, da cui si sente tagliato fuori almeno a livello decisionale. E spesso li accusa di negargli munizioni, di volerlo mettere in condizione di inferiorità rispetto agli ucraini. Ma è vero che i suoi mercenari stanno combattendo sulla prima linea per conquistare Bakhmut, e quello è un punto di osservazione importante per le sorti della battaglia. E se avesse davvero ragione lui, il petulante, minaccioso, ricattatorio Prigozhin?
La scorsa settimana si è visto un consistente afflusso di uomini e mezzi in tutto il Donbass (e la Norvegia ha appena consegnato 8 tank Leopard 2), soprattutto verso l’area di maggiore scontro, per la difesa di Bakhmut, ormai quasi in macerie. Si combatte quartiere per quartiere, e si sa che la Wagner ha mandato all’assalto centinaia di soldati, tra cui moltissimi detenuti arruolati nelle carceri russe in cambio della libertà. Tutti morti, a ondate successive, in un sacrificio che evidentemente non viene riconosciuto, o non abbastanza. Alcuni analisti pensano anche che l’annuncio di Prigozhin sia una mossa che prelude addirittura a un ripiegamento, come a dire “mi avete lasciato solo, senza munizioni, non lamentatevi se poi me ne vado…”.
Bisogna quindi aspettare la fine del mese, per vedere se la sua profezia è giusta. Nel frattempo l’esercito ucraino ha deciso di limitare l’accesso ai giornalisti alle aree di combattimento e lungo tutta la linea del fronte. Quindi non solo nella cosiddetta “area rossa”, ma anche a quella classificata “gialla”. A meno di non essere embedded, cioè inquadrati nell’esercito.