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Un terremoto di magnitudo 6,5 ha colpito il sud dell'Ecuador: 12 morti

(ansa)
La maggioranza delle vittime è stata segnalata al confine con il Perú. Nell'estremo Nord del Paese confinante molte case sono crollate e chi le abitava nel frattempo fuggito in strada
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Si contano i danni e si piangono le vittime due giorni dopo la violenta scossa di terremoto che ha colpito il Sud dell'Ecuador e parte del Nord del Perú. Ci sono almeno 14 morti e 620 feriti, tutti travolti dal crollo delle case e sepolti sotto le macerie. L'epicentro del sisma, di 6,5 gradi della scala Richter, è stato registrato a Balao, cittadina di 28mila abitanti della provincia di Guayas, due ore di macchina dalla capitale portuale del Paese, Guayaquil. È stato avvertito intensamente in 13 province dell'Ecuador. Ma la maggioranza delle vittime, 12, è stata segnalata al confine con il Perú, nella provincia El Oro. La stessa Tumbes, che si trova nell'estremo Nord del Paese confinante, ha visto tremare le case, molte delle quali alla fine sono crollate per fortuna senza più chi le abitava nel frattempo fuggito in strada.

I danni a Cuenca

La città di Cuenca, che si trova sulla sierra andina ecuadoriana, è…

Si contano i danni e si piangono le vittime due giorni dopo la violenta scossa di terremoto che ha colpito il Sud dell'Ecuador e parte del Nord del Perú. Ci sono almeno 14 morti e 620 feriti, tutti travolti dal crollo delle case e sepolti sotto le macerie. L'epicentro del sisma, di 6,5 gradi della scala Richter, è stato registrato a Balao, cittadina di 28mila abitanti della provincia di Guayas, due ore di macchina dalla capitale portuale del Paese, Guayaquil. È stato avvertito intensamente in 13 province dell'Ecuador. Ma la maggioranza delle vittime, 12, è stata segnalata al confine con il Perú, nella provincia El Oro. La stessa Tumbes, che si trova nell'estremo Nord del Paese confinante, ha visto tremare le case, molte delle quali alla fine sono crollate per fortuna senza più chi le abitava nel frattempo fuggito in strada.

I danni a Cuenca

La città di Cuenca, che si trova sulla sierra andina ecuadoriana, è la più colpita. Una casa del centro, riferisce la stampa locale ripresa anche da El Pais, è crollata sotto le frustate della scossa; i muri hanno retto qualche secondo ma poi il tetto ha ceduto colpendo prima chi si trovava al piano di sotto e poi altre persone che erano corse all'esterno e sono state travolte dai pezzi di cemento che piombavano sul parcheggio di fronte. A Guayaquil e Machala lesionate le infrastrutture come ponti e strade. A Puerto Bolívar, nella provincia di El Oro, una parte del molo è stata distrutta.

Il Centro operativo di Emergenza continua a monitorare le scosse di assestamento ma non hanno inserito il sisma come un vero terremoto. La valutazione più che sulla scala Richter si basa sulla quella Mercalli "che stima l'entità dei danni che può avere un terremoto", aggiungono gli esperti. "In questo caso non ha avuto quella devastazione che si ebbe a Manabí nel 2016". Il 16 aprile di quell'anno si produsse un terremoto di magnitudo 7,8 e provocò più di 600 morti con interi quartieri inghiottiti dalla terra. Il sisma di due giorni fa aveva una profondità di 44 km, un'origine tettonica "nella zona di subduzione in cui la placca di Nazca si incunea sotto quella sudamericana", come spiega l'Istituto di Geofisica. L'Ecuador è ad alto rischio sismico perché si trova al centro della Cintura del Pacifico detto anche Anello di Fuoco.

I racconti dei sopravvissuti

Ma anche questa volta la gente è fuggita in preda al panico. Molte delle case, soprattutto nei quartieri più poveri, sono costruite con qualche pietra e fango secco; basta uno scossone perché vengano giù. "Siamo scappati da casa", hanno raccontato alla Bbc gli abitanti di Machala, "c'è stata un'esplosione fortissima, la terra ha iniziato a tremare, faceva muovere i fili dell'elettricità, le finestre, le pareti ondeggiavano. La gente era in ginocchio per strada e pregava perché tutto finisse al più presto".