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New York Times: in un anno di guerra la Cina ha venduto droni alla Russia per 12 milioni di dollari

(reuters)
Pechino avrebbe fornito un mix di prodotti della Dji, società tecnologica cinese leader nella realizzazione di velivoli telecomandati
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NEW YORK - La campagna del presidente Joe Biden contro chi fornisce tecnologia ai russi potrebbe registrare un nuovo livello di tensione verso la Cina. Secondo il Washington Post, gli Stati Uniti starebbero pensando di sanzionare le aziende cinesi che forniscono armi alla Russia. L'idea sarebbe inserirle in una "black list" e vietare alle aziende americane di fare affari con loro.

Tra queste c'è la DJI, acronimo di Da-Jiang Innovations, una società tecnologica cinese con sede a Shenzhen, ma che ha stabilimenti in tutto il mondo ed è leader globale nella produzione di droni. La compagnia produce stabilizzatori per telecamere, piattaforme di volo, sistemi di propulsione e di controllo di volo. Le vendite ai russi, secondo i report americani, sarebbero continuate anche se DJI ha dichiarato di aver sospeso le forniture in Ucraina e in Russia. Un portavoce di DJI ha dichiarato al New York Times di non avere fornito droni dal 16 aprile 2022. La …

NEW YORK - La campagna del presidente Joe Biden contro chi fornisce tecnologia ai russi potrebbe registrare un nuovo livello di tensione verso la Cina. Secondo il Washington Post, gli Stati Uniti starebbero pensando di sanzionare le aziende cinesi che forniscono armi alla Russia. L'idea sarebbe inserirle in una "black list" e vietare alle aziende americane di fare affari con loro.

Tra queste c'è la DJI, acronimo di Da-Jiang Innovations, una società tecnologica cinese con sede a Shenzhen, ma che ha stabilimenti in tutto il mondo ed è leader globale nella produzione di droni. La compagnia produce stabilizzatori per telecamere, piattaforme di volo, sistemi di propulsione e di controllo di volo. Le vendite ai russi, secondo i report americani, sarebbero continuate anche se DJI ha dichiarato di aver sospeso le forniture in Ucraina e in Russia. Un portavoce di DJI ha dichiarato al New York Times di non avere fornito droni dal 16 aprile 2022. La compagnia, ha aggiunto, avrebbe fermato tutte le spedizioni verso Russia e Ucraina dall'inizio della guerra e inasprito i controlli per evitare di violare le sanzioni decise dagli Stati Uniti. Ma secondo gli americani le cose non starebbero proprio così.

Nell'ultimo anno, dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, settanta esportatori cinesi avrebbero venduto droni di ventisei marche diverse, per un valore complessivo di 12 milioni di dollari. Nel grande affare non ci sarebbe solo DJI ma Autel, una compagnia cinese che ha filiali in Italia, Germania e Stati Uniti. L'azienda avrebbe consegnato ai russi droni per un valore di due milioni di dollari. L'ultima spedizione risalirebbe a febbraio. 

Non è chiaro se nelle forniture sono compresi anche dispositivi tecnologici americani, un'ipotesi che potrebbe aprire un dibattito sullo stato legale dell'operazione: è una violazione delle sanzioni decise dagli Stati Uniti o, una volta acquisite le tecnologie americane, la Cina può decidere cosa farne e, soprattutto, a chi darle? Le spedizioni, secondo il quotidiano newyorkese, verrebbero gestite attraverso intermediari ed esportatori, ma tutti si muoverebbero sotto la linea d'attenzione, per non creare casi internazionali. I canali utilizzati passerebbero attraverso Kazakistan, Pakistan e Bielorussia. La Cina, nel frattempo, ha venduto migliaia di droni all'Iran, Paese sospettato di aver rifornito la Russia. Questo sistema di vasi comunicanti rende più complicato capire se ci sono componenti americani. Gli 007 dovrebbero cercare di intercettare una fornitura, ma anche se succedesse, non potrebbe fornire un quadro completo sulla natura delle spedizioni. Il risultato è però un altro: la Russia può contare su una fornitura consistente per portare avanti il suo piano di invasione in Ucraina. 

Le notizie dei media americani non arrivano in un momento a caso, ma dopo che il Pentagono e la Casa Bianca hanno accusato la Cina di aiutare la Russia. L'emergere di dettagli, probabilmente forniti dall'amministrazione Biden, aiuta a dare sostanza alle accuse. Non è chiaro, però, se Pechino starebbe fornendo ai russi, come sospetta Washington, armi letali da usare in Ucraina. Secondo il segretario di Stato americano Antony Blinken, la visita ufficiale del leader cinese Xi Jinping a Putin ha finito per "fornire copertura diplomatica alla Russia perché continui a commettere" crimini di guerra. I droni cinesi svolgeranno la loro parte sul campo, ma se non ci fossero componenti americane non ci sarebbe più una questione legale, ma solo politica.