Ucraina, ora Conte sfida il Pd di Schlein: “Dia una prova di pacifismo”
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniLe fotografie in piazza, gli intermezzi televisivi, abbracciati e sorridenti. Ma poi anche i sondaggi, con il Partito democratico che prende punti e li guadagna tutti sui 5 Stelle. Quello che da oggi andrà in scena in Parlamento - con il voto sulle risoluzioni in vista del Consiglio europeo di questa settimana - va letto in questa direzione: Giuseppe Conte e il suo Movimento hanno bisogno di trovare un argomento su cui smarcarsi dal Pd a trazione Elly Schlein. Che oltre a mangiare temi (salario minimo, lotta alla povertà), dicono gli ultimi numeri, ha cominciato a erodere in maniera importante anche consenso. Che fare dunque? Ribadire un no secco all'invio di nuove armi per la difesa ucraina e "mettere alla prova il pacifismo della Schlein, vediamo se davvero come dice vuole dare voce a quello che pensano i suoi elettori", ragionava ieri sera un importante esponente del Movimento. L'occasione, si diceva, è la votazione sulla risoluzione nella qua…
Le fotografie in piazza, gli intermezzi televisivi, abbracciati e sorridenti. Ma poi anche i sondaggi, con il Partito democratico che prende punti e li guadagna tutti sui 5 Stelle. Quello che da oggi andrà in scena in Parlamento - con il voto sulle risoluzioni in vista del Consiglio europeo di questa settimana - va letto in questa direzione: Giuseppe Conte e il suo Movimento hanno bisogno di trovare un argomento su cui smarcarsi dal Pd a trazione Elly Schlein. Che oltre a mangiare temi (salario minimo, lotta alla povertà), dicono gli ultimi numeri, ha cominciato a erodere in maniera importante anche consenso. Che fare dunque? Ribadire un no secco all'invio di nuove armi per la difesa ucraina e "mettere alla prova il pacifismo della Schlein, vediamo se davvero come dice vuole dare voce a quello che pensano i suoi elettori", ragionava ieri sera un importante esponente del Movimento. L'occasione, si diceva, è la votazione sulla risoluzione nella quale il centrodestra andrà unito e le opposizioni, invece, in ordine sparso.
"Noi - spiega Alessandro Alfieri, il senatore del Pd che sta seguendo il dossier - stiamo preparando il nostro testo. Ma siamo sorpresi dalle parole dei 5 Stelle". Perché? "La questione dell'invio delle armi non è oggetto della risoluzione che dovremo andare ad approvare. Il Consiglio europeo dovrà discutere di altro. O, per lo meno, non ci chiede la nostra posizione sugli armamenti all'Ucraina. Non capisco perché i 5 Stelle abbiano preso questa posizione". In realtà quando ieri pomeriggio le agenzie hanno battuto le dichiarazioni di Conte, tutti nel Pd hanno capito la partita che si stava giocando. "Sulle armi - ha detto l'ex presidente del Consiglio - abbiamo già dato. Chiediamo all'Italia e al Governo uno sforzo diplomatico: c'è bisogno di qualcuno che imprima la svolta per fermare questa escalation militare. Se si continua così ci si trascina in guerra. Mi auguro che il Partito democratico possa fare questa scelta in una direzione che noi abbiamo già intrapreso".
"Giuseppe cerca un posto al sole ma la posizione del Pd è sempre stata chiara e non può cambiare", spiegavano ieri ex ministri del governo Conte. Nella bozza del testo della risoluzione che il partito presenterà oggi non si fa menzione alle armi - "ma proprio perché non ce n'è bisogno: stiamo discutendo di altro" dicono i senatori dem - però c'è una posizione molto chiara sul "diritto all'autodifesa dell'Ucraina", sulla condanna per l'atteggiamento della Russia, la necessità di lasciare isolato Putin, a maggior ragione dopo l'ordine di arresto della Corte penale internazionale dell'Aia. E contemporaneamente ribadendo l'impegno dell'Unione europea per la pace.
Per dire: ieri i 5 Stelle, ma anche Sinistra italiana, hanno attaccato la decisione di ospitare 20 militari ucraini per n addestramento nella caserma Santa Barbara, sede del comando artiglieria contraerei dell'Esercito, per imparare a utilizzare il Samp-T, un sistema antimissile che dovrebbe andare in Ucraina. "Ci stanno trascinando in guerra", hanno detto i 5 Stelle mentre nei banchi accanto di Italia viva rispondevano: "Ricordiamo un presidente del Consiglio che autorizzò una vera e propria missione russa, concordata con Vladimir Putin, nel 2020, i cui scopi sono rimasti misteriosi. Quel presidente si chiamava Giuseppe Conte, lo stesso che ora parla di escalation fuori controllo".