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Londra, un rapporto inchioda Scotland Yard: "Polizia razzista, misogina e omofoba". "O cambia o si scioglie"

(reuters)
Il risultato dell'inchiesta condotta dalla baronessa Casey descrive il corpo come "un club maschilista". L'indagine partita dopo i casi di poliziotti stupratori emersi dalla cronaca. Ma si rileva un comportamento gravissimo anche all'interno dei ranghi: sex toys nelle tazze del caffè delle agenti, soprusi su esponenti delle minoranze
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LONDRA. Secondo il sindaco di Londra Sadiq Khan, questo “è uno dei giorni più bui in due secoli di storia di Scotland Yard”. Perché l'inchiesta indipendente della baronessa Louise Casey inchioda la gloriosa polizia della capitale britannica, ora descritta come un “club maschilista” ma soprattutto colmo di mele marce che per decenni hanno perpetrato senza opposizione “razzismo, misoginia e omofobia”, con clamorosi episodi di intolleranza verso donne, gay e minoranze. 

Di certo, la “Met” ne esce in maniera vergognosa e con la reputazione a pezzi. Serviranno anni per riabilitarsi all’occhio dell’opinione pubblica, se mai ciò accadrà. Perché nel rapporto, la baronessa Casey non esclude, come estrema ratio, di smantellare Scotland Yard, se le autorità non agissero immediatamente. Il nuovo capo della polizia di Londra, Sir Mark Rowley…

LONDRA. Secondo il sindaco di Londra Sadiq Khan, questo “è uno dei giorni più bui in due secoli di storia di Scotland Yard”. Perché l'inchiesta indipendente della baronessa Louise Casey inchioda la gloriosa polizia della capitale britannica, ora descritta come un “club maschilista” ma soprattutto colmo di mele marce che per decenni hanno perpetrato senza opposizione “razzismo, misoginia e omofobia”, con clamorosi episodi di intolleranza verso donne, gay e minoranze. 

Di certo, la “Met” ne esce in maniera vergognosa e con la reputazione a pezzi. Serviranno anni per riabilitarsi all’occhio dell’opinione pubblica, se mai ciò accadrà. Perché nel rapporto, la baronessa Casey non esclude, come estrema ratio, di smantellare Scotland Yard, se le autorità non agissero immediatamente. Il nuovo capo della polizia di Londra, Sir Mark Rowley, non cerca scuse e dichiara sommesso alla Bbc: “Leggere questa inchiesta è stato tremendo. Provo un misto di furia, imbarazzo e frustrazione”.

Le indagini indipendenti - ordinate dalla ex capa di Scotland Yard Cressida Dick - sono durate un anno, dopo lo stupro e il brutale omicidio di Sarah Everard, una donna 33enne londinese che nel 2021 è stata rapita, violentata e assassinata da un poliziotto, Wayne Cousens, mentre camminava da sola nel parco di Clapham Common, alla periferia sud della capitale britannica. Da allora c’è stato un altro caso clamoroso, quello dell’agente David Carrick, 48 anni, che nelle scorse settimane ha ammesso i suoi terribili crimini: almeno 24 capi di accusa, che l’ex poliziotto ha riconosciuto, tra cui decine per stupro, molestie e maltrattamenti.

Ma, a quanto si legge nell’articolato report di 363 pagine, purtroppo Cousens e Carrick non sembrano soltanto delle mele marce a Scotland Yard, “seppur non se ne escludano di altre in servizio". Le gravissime deficienze della polizia londinese, secondo la baronessa Casey, sarebbero sistemiche e il corpo “istituzionalmente razzista, misogino, sessista e profondamente omofobo”. Insomma, “il concetto che i cittadini debbano fidarsi degli agenti è ora corrotto, la fiducia dei londinesi è stata gravemente compromessa e la città non ha più una polizia funzionante”. Sono parole pesantissime, che proseguono così. “Le minoranze di colore hanno subito più controlli e sono state meno protette di altre comunità”. Secondo l’inchiesta, “la leadership di Scotland Yard ha negato tutto questo per decenni e sistematicamente i capi della polizia non sono riusciti a sradicare comportamenti razzisti o sessisti”.

Il rapporto cita alcuni episodi inquietanti. Vari casi di stupro, per esempio, sarebbero stati archiviati a causa di un frigo rotto, dove sono andate distrutte tutte le prove. Ma c’è dell’altro, come ricorda la Bbc. Discriminazione costante verso le poliziotte, buste di urina gettate contro le loro macchine, agenti maschi che mostravano i genitali davanti a loro, sex toys lasciati nelle tazze del caffé, squallidi rituali di iniziazione, come quello di urinare sulle nuove reclute nelle docce di Scotland Yard. E poi: a un poliziotto di religione sikh alcuni colleghi hanno tagliato la barba, a un altro hanno buttato il turbante in una scatola, mentre un agente musulmano si è ritrovato della pancetta nelle scarpe. E almeno un impiegato su cinque della Met avrebbe subito personalmente attacchi omofobi da parte dei colleghi. 

Per questo, la baronessa Casey ha esortato Scotland Yard a intraprendere una radicale pulizia interna, per restaurare l’onore del corpo di polizia, “chiedere scusa per gli errori del passato e ricostruire la fiducia da parte dei cittadini”. Dopo i casi Cousens e Carrick, la Met ha già iniziato una review del “curriculum” e dei comportamenti di tutti i suoi agenti, che potrebbero essere licenziati in tronco se ora emergessero misfatti o comportamenti inaccettabili  dal passato. Ma, secondo Casey, c’è da fare presto. Altrimenti, Scotland Yard dovrebbe essere praticamente sciolta e riformata radicalmente. Sic gloria transit mundi.