Xi incontra Putin, il gelo degli Usa: “Vogliono logorare l’ordine mondiale ma la Cina fallirà”
di
Paolo Mastrolilli
,
di Paolo Mastrolilli
Antony Blinken (afp)
Blinken boccia il “matrimonio di convenzienza” tra le due grandi rivali e la proposta di un cessate il fuoco sul terreno: “Un trucco per riarmarsi"
2 minuti di lettura
"Il mondo non si lasci ingannare dalle mosse tattiche della Russia sostenuta dalla Cina". Così il segretario di Stato americano Antony Blinken ha liquidato la proposta di Pechino per la pace in Ucraina, discussa ieri nel vertice di Mosca tra i presidenti Putin e Xi. Perché "il cessate il fuoco sarebbe solo un trucco per ratificare le conquiste territoriali illegali del Cremlino, e una pausa delle ostilità regalata ai russi, per riarmarsi e riprendere l'offensiva in condizioni migliori di quelle attuali". Quanto al significato generale dell'incontro, non sfugge alla Casa Bianca che si tratta di "un matrimonio di convenienza" dove Putin è il "socio di minoranza", per sfidare la leadership globale americana e smantellare l'ordine mondiale basato sulle regole. Però fallirà, perché gli Usa hanno costruito una coalizione di alleati e partner molto più ampia e potente, come dimostra l&…
"Il mondo non si lasci ingannare dalle mosse tattiche della Russia sostenuta dalla Cina". Così il segretario di Stato americano Antony Blinken ha liquidato la proposta di Pechino per la pace in Ucraina, discussa ieri nel vertice di Mosca tra i presidenti Putin e Xi. Perché "il cessate il fuoco sarebbe solo un trucco per ratificare le conquiste territoriali illegali del Cremlino, e una pausa delle ostilità regalata ai russi, per riarmarsi e riprendere l'offensiva in condizioni migliori di quelle attuali". Quanto al significato generale dell'incontro, non sfugge alla Casa Bianca che si tratta di "un matrimonio di convenienza" dove Putin è il "socio di minoranza", per sfidare la leadership globale americana e smantellare l'ordine mondiale basato sulle regole. Però fallirà, perché gli Usa hanno costruito una coalizione di alleati e partner molto più ampia e potente, come dimostra l'accordo raggiunto ieri dalla Ue per fornire a Kiev munizioni per due miliardi di dollari.
Blinken ha sottolineato che, visitando Mosca, Xi ha ignorato il mandato d'arresto della Corte penale internazionale dell'Aia, confermando che secondo la Cina la Russia non deve rispondere dei crimini di guerra commessi. Poi ha annunciato un altro pacchetto di aiuti militari a Kiev per 350 milioni, che si somma al piano dell'Agenzia europea per la difesa (Eda) per l'acquisto congiunto di munizioni. Roma non l'ha siglato, ma secondo fonti governative non è successo solo perché "non era presente il ministro Crosetto, che sottoscriverà il progetto con firma disgiunta".
Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, è sceso nei dettagli delle valutazioni sul vertice di Mosca, nel breve e nel lungo periodo. Come prima cosa, ha suggerito a Xi di mettere l'enfasi soprattutto sulla parte della sua proposta che garantisce il rispetto della sovranità e l'integrità territoriale di tutte le nazioni: "Cominci dal premere su Putin affinché applichi questo principio, ritirando le sue truppe dall'Ucraina, dove si trovano in violazione della Carta dell'Onu". Fino a quando non lo farà, accettare un cessate il fuoco significherebbe solo "ratificare le conquiste del Cremlino, e dargli la possibilità di riprendere l'offensiva quando sarà più pronto. Il mondo non deve lasciarsi imbrogliare". Come seconda cosa, dovrebbe evitare di fornire armi letali alla Russia, perché aiutare l'aggressore a infierire sull'aggredito non è il modo di presentarsi come mediatore imparziale: "Finora questa decisione non è stata presa, ma non è stata neppure tolta dal tavolo". Infine Xi dovrebbe sentire Zelensky, perché una proposta di negoziato concordata con una sola delle parti non può essere per definizione credibile. Il presidente Joe Biden resta pronto a parlare con il collega cinese in ogni momento, quando ci saranno le condizioni per una conversazione di sostanza.
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo, dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Washington però ha ben chiaro che il vertice di ieri a Mosca va oltre l'emergenza ucraina, ma il riavvicinamento non è colpa del capo della Casa Bianca, perché era in corso da prima che entrasse in carica: "Si tratta di due Paesi che stanno cercando da molto tempo di logorare la leadership americana nel mondo e l'ordine internazionale basato sulle regole. In questo Xi ha bisogno di Putin come alleato, mentre Putin ha bisogno di Xi come salvagente per la guerra che va male", e ciò aiuta a capire i rapporti di forza tra i due. L'apparato militare russo è stato messo in imbarazzo in Ucraina, l'economia è in crisi, la stessa visita notturna del leader del Cremlino a Mariupol è indicativa: "Non ha avuto il coraggio di andare al fronte, ma spero abbia almeno visto la gravità dei danni che ha inferto con la sua guerra".
La strategia adottata dagli Usa per contrastare questa sfida geopolitica epocale non è "frenare la Cina, ma rilanciare le nostre alleanze, la visione della nostra politica estera e i nostri interessi". È già successo con l'Europa, recuperata dopo le offese di Trump, e accadrà anche col sud del mondo preso di mira da Pechino e Mosca, perché ad esempio "l'Africa conta e lo riaffermeremo con i fatti". Xi e Putin perderanno, perché "non hanno la rete di alleanze, partnership e amicizie degli Usa".