Xi Jinping a Mosca, il giorno degli accordi economici: ecco come la Cina sta "mangiando" la Russia
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
PECHINO - Digerite le sette portate della cena di ieri sera, oggi si discute di affari. Nella seconda giornata della sua visita a Mosca, Xi Jinping rivedrà Vladimir Putin per negoziati formali che dovrebbero culminare con la firma di una decina di documenti e un accordo di cooperazione economica fino al 2030. Le relazioni economiche tra Cina e Russia hanno ricevuto una forte spinta durante questo anno di guerra in Ucraina: l’anno scorso gli scambi hanno raggiunto il record di 185 miliardi di dollari. E tra i sogni di Putin c’è quello di arrivare a toccare quest’anno quota 200 miliardi. Nel 2022 la Cina ha rappresentato quasi il 30% delle esportazioni russe e il 40% delle sue importazioni. E una quota crescente di questi scambi commerciali è ormai regolata in yuan. Xi promuoverà un maggiore coinvolgimento nella Via della Seta, si parlerà di gas ed energia con una probabile accelerazione del progetto “Forza della Siberia…
PECHINO - Digerite le sette portate della cena di ieri sera, oggi si discute di affari. Nella seconda giornata della sua visita a Mosca, Xi Jinping rivedrà Vladimir Putin per negoziati formali che dovrebbero culminare con la firma di una decina di documenti e un accordo di cooperazione economica fino al 2030. Le relazioni economiche tra Cina e Russia hanno ricevuto una forte spinta durante questo anno di guerra in Ucraina: l’anno scorso gli scambi hanno raggiunto il record di 185 miliardi di dollari. E tra i sogni di Putin c’è quello di arrivare a toccare quest’anno quota 200 miliardi. Nel 2022 la Cina ha rappresentato quasi il 30% delle esportazioni russe e il 40% delle sue importazioni. E una quota crescente di questi scambi commerciali è ormai regolata in yuan. Xi promuoverà un maggiore coinvolgimento nella Via della Seta, si parlerà di gas ed energia con una probabile accelerazione del progetto “Forza della Siberia 2” che dovrebbe aumentare le forniture russe verso la Cina passando attraverso la Mongolia. Dopo le sanzioni occidentali seguite all’invasione, l’economia russa ha trovato nel suo vicino un salvagente fondamentale per finanziare la sua guerra, rendendo l’Orso ancora più dipendente dal Dragone. Xi lo sa bene e vuole approfondire le relazioni con una Russia sempre più isolata, per capitalizzare questo sostegno che per lui ha dei costi: soprattutto in termini di reputazione in particolare verso l’Europa. Xi non uscirà di certo a mani vuote dal Cremlino: assicurandosi vantaggiosi contratti e una ancora più stretta dipendenza di Mosca.
In questo inizio di 2023 Mosca sorpassa Riad
Dall’inizio della guerra, l’appetito della Cina per il petrolio, il gas e il carbone di Mosca è cresciuto a dismisura. Gli ultimi dati delle dogane cinesi rivelano che la spesa di Pechino per l'energia russa è salita a 88 miliardi di dollari rispetto ai 57 miliardi di dollari dei 12 mesi precedenti. I dati sulle importazioni di questi primi due mesi dell’anno mostrano come la Russia sia stata il primo fornitore di greggio della Cina, scavalcando l'Arabia Saudita (15,68 milioni di tonnellate nel periodo gennaio-febbraio contro le 13,92 milioni di tonnellate nel bimestre arrivate da Riad). Per Pechino Mosca è anche la seconda fonte di carbone, dopo l’Indonesia. E la terza per gas liquefatto, dopo Australia e Qatar. Un aumento dell’appetito per le materie prime russe che si spiega anche con la debolezza della domanda cinese che invece ci fu nel 2022 per colpa della strategia zero Covid che ha rallentato le importazioni.
Più gas e nuove infrastrutture. Ma Pechino è attenta
Mosca è desiderosa di aumentare le spedizioni verso la Cina. Ma ciò richiede nuovi gasdotti. Le discussioni sul progetto “Forza della Siberia 2” sono ancora in stallo. Pechino è ben contenta di comprare a prezzi scontati, ma deve pure - secondo alcuni analisti - stare attenta a non diventare troppo dipendente da un unico fornitore. L'anno scorso il trasporto di gas attraverso il “Forza della Siberia 1”, inaugurato alla fine del 2019, è aumentato di quasi il 50%, raggiungendo i 15,5 miliardi di metri cubi. Il suo gemello - “Forza della Siberia 2” - attualmente in discussione, potrebbe trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno. "I cinesi non sembrano però essere sotto pressione per negoziare", confida a Bloomberg Vitaly Yermakov, ricercatore presso l'Oxford Institute for Energy Studies. "Mentre la Russia è seduta su una bomba a orologeria, dovendo affrontare una potenziale forte riduzione dei volumi di esportazione di gas”.
“Forza della Siberia 2”
Sul nuovo gasdotto, lungo 2.600 chilometri e che fornirebbe gas dalla penisola di Yamal - la stessa regione da cui la Russia attinge per le esportazioni europee - Putin, Xi e il governo mongolo hanno avuto colloqui nel settembre 2022. La Mongolia deciderà quale parte del suo territorio sarà utilizzata per la costruzione del gasdotto una volta che i suoi vicini avranno raggiunto un accordo sui costi, ha dichiarato qualche giorno fa il primo ministro Luvsannamsrain Oyun-Erdene.
La dipendenza dei russi
La Russia è diventata il quarto più grande centro di commercio offshore in yuan al di fuori di Hong Kong. “Mosca sta sprofondando in una relazione asimmetrica che limiterà la sua sovranità economica”, scrive Pierre Briancon, analista di Reuters. “Intesa come segno di una nuova partnership tra i due Paesi, la visita di Xi in realtà potrebbe invece sottolineare questa nuova dipendenza”. “Poiché la dipendenza della Russia dalla Cina riduce l'influenza del Cremlino, la Cina potrebbe chiedere maggiori concessioni politiche. Potrebbe chiedere alla Russia di condividere tecnologie militari sensibili, accettare la sua presenza navale nell'Artico russo o dare il via libera a un maggior numero di installazioni dell'Esercito Popolare di Liberazione in Asia centrale”, sostiene in un editoriale sull’Economist Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Centre di Berlino.