Affari milionari e gasdotti, Xi all’incasso da Putin. Gli Usa: “Su Kiev è di parte”
di Rosalba Castelletti e dal nostro corrispondente Gianluca Modolo (Pechino) , di Rosalba Castelletti e dal nostro corrispondente Gianluca Modolo (Pechino)Vladimir Putin e Xi Jinping hanno aperto la cena di Stato nel Palazzo delle Faccette del Cremlino con vari brindisi. "Alla prosperità e al benessere dei popoli di Russia e Cina". Allo "sviluppo delle relazioni russo-cinesi" da "prospettive illimitate". E alla "cooperazione in questa nuova era". Lo slogan è questo. Se nel febbraio 2022 a Pechino i due leader avevano suggellato una "partnership senza limiti", un anno dopo a Mosca hanno elogiato l'inizio di una "nuova era" del loro rapporto "speciale" dopo aver siglato una dichiarazione congiunta e 14 accordi. Dichiarazioni che però nascondono un divario che le sanzioni occidentali seguite al conflitto in Ucraina non fanno che approfondire.
Quello tra Mosca e Pechino non è un rapporto alla pari. Se nel 20° secolo l'Urss vedeva la Cina come un cugino povero, la situazione si è ribaltata. E l'asimmetria è d…
Vladimir Putin e Xi Jinping hanno aperto la cena di Stato nel Palazzo delle Faccette del Cremlino con vari brindisi. "Alla prosperità e al benessere dei popoli di Russia e Cina". Allo "sviluppo delle relazioni russo-cinesi" da "prospettive illimitate". E alla "cooperazione in questa nuova era". Lo slogan è questo. Se nel febbraio 2022 a Pechino i due leader avevano suggellato una "partnership senza limiti", un anno dopo a Mosca hanno elogiato l'inizio di una "nuova era" del loro rapporto "speciale" dopo aver siglato una dichiarazione congiunta e 14 accordi. Dichiarazioni che però nascondono un divario che le sanzioni occidentali seguite al conflitto in Ucraina non fanno che approfondire.
Quello tra Mosca e Pechino non è un rapporto alla pari. Se nel 20° secolo l'Urss vedeva la Cina come un cugino povero, la situazione si è ribaltata. E l'asimmetria è destinata a crescere. Il regime di Putin ha trovato nel suo vicino un salvagente vitale per tenere a galla la sua economia e finanziare la sua "operazione militare", ma ora dipende dal Dragone per la sua sopravvivenza. Xi lo sa bene ed è volato a Mosca per capitalizzare il suo sostegno assicurandosi contratti vantaggiosi. Il piano per la pace ucraina è fumo negli occhi.
Che Putin sia diventato il nuovo vassallo di Pechino lo dimostra anche lo sfarzo in stile imperiale con cui ha accolto il suo signorotto. Xi ha salito la scalinata con tappeto rosso del Gran Palazzo del Cremlino, mentre guardie in uniformi da parata in stile 19° secolo scattavano sull'attenti. Putin lo attendeva nella maestosa Sala San Giorgio. Stretta di mano con sorrisi, inni nazionali e poi colloqui per tre ore al termine dei quali i due hanno rilasciato lunghe dichiarazioni a un pubblico selezionato di funzionari e giornalisti, senza accettare domande.
"Cina e Russia stanno costruendo un mondo multipolare", ha ribadito Xi. Putin si è detto soddisfatto dello "scambio di opinioni franco e sostanzioso" con il "caro amico" e "compagno Xi". E ha annunciato che aiuterà " le imprese cinesi a sostituire quelle occidentali che hanno lasciato il Paese". Che "lo yuan verrà utilizzato nei pagamenti in Asia, Africa e America Latina". Che c'è potenziale per sviluppare una rotta settentrionale marittima insieme nell'Artico russo. E che "tutti i parametri" per la costruzione del gasdotto "Forza della Siberia 2" "sono stati concordati": una volta ultimato, potrebbe fornire alla Cina fino a 50 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi l'anno. Nella dichiarazione congiunta, in linea con i 14 accordi siglati, Putin e Xi si sono impegnati a rafforzare ulteriormente la loro "cooperazione strategica" nell'energia, nelle industrie high-tech e a espandere l'uso delle loro valute nel commercio reciproco. Hanno anche attaccato l'Occidente con toni da guerra fredda, accusando gli Usa di "minare" la sicurezza internazionale. Una guerra nucleare, hanno detto, "non dovrebbe mai" aver luogo.
Accenno anche al documento cinese sulla pace in Ucraina. "Il piano può servire come base per una soluzione pacifica, quando l'Occidente e Kiev saranno pronti", ha detto Putin, accusandoli però di rifiutarlo. Mentre Xi ha ripetuto che la Cina ha "una posizione neutrale" e che è "per la pace e il dialogo". Parole già sentite, segnale che non c'è stato alcun progresso importante su questo fronte. A Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di aver "invitato" la Cina a partecipare alla soluzione del conflitto e di "attendere la sua risposta", aggiungendo di aver ricevuto "segnali, ma niente di concreto". Mentre John Kirby del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha accusato la Cina di non poter "essere considerata imparziale" su Kiev.
Xi, del resto, non ha interesse ad affrettare la fine del conflitto. Putin sta tenendo impegnati gli Usa sul fronte ucraino, distogliendoli dal Pacifico, e per di più dissanguandosi, diventando perciò sempre più disposto a cedere a Pechino le sue preziose risorse energetiche a prezzi scontati. Davanti a una politica estera russa così aggressiva, la Cina inoltre guadagna punti e rispetto agli occhi dei partner nei Paesi in via di sviluppo dove i due leader hanno interessi opposti. E anche in Asia centrale. Non a caso, proprio ieri Xi ha invitato a Pechino a maggio i leader delle ex Repubbliche sovietiche centroasiatiche che Mosca considera il "suo cortile", per il primo vertice "Cina-Asia centrale". In Cina Xi ha invitato anche Putin per partecipare al terzo forum sulla Via della Seta che vuole organizzare entro l'anno. "Stiamo assistendo a cambiamenti che non si vedevano da più di un secolo e li stiamo promuovendo insieme", gli ha detto Putin accompagnandolo sino in strada dopo averlo ospitato per sei ore al Cremlino. Poi ha agitato la mano mentre la limousine di Xi si allontanava. Una limousine Hongqi. Made in China. Come oramai tante auto in Russia.