Russia, dalle cipolle ai crauti: la corruzione di Stato nella colonia in cui è prigioniero Navalny
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Prezzi gonfiati e appalti sospetti: è quanto emerso da un'indagine della Fondazione per la lotta alla corruzione condotta sulle spese effettuate lo scorso anno dall’amministrazione della colonia penale n. 6 della regione Vladimir, l'istituto penitenziario dove è detenuto Alexei Navalny, il volto più noto dell'opposizione a Vladimir Putin. Gli attivisti hanno confrontato i prezzi di mercato di alcuni prodotti alimentari di largo consumo con quelli riportati nei contratti di fornitura registrati nel Portale governativo per gli acquisti della pubblica amministrazione.
I prezzi gonfiati
Ad esempio, l’amministrazione della colonia “IK-6&rdqu…
MOSCA - Prezzi gonfiati e appalti sospetti: è quanto emerso da un'indagine della Fondazione per la lotta alla corruzione condotta sulle spese effettuate lo scorso anno dall’amministrazione della colonia penale n. 6 della regione Vladimir, l'istituto penitenziario dove è detenuto Alexei Navalny, il volto più noto dell'opposizione a Vladimir Putin. Gli attivisti hanno confrontato i prezzi di mercato di alcuni prodotti alimentari di largo consumo con quelli riportati nei contratti di fornitura registrati nel Portale governativo per gli acquisti della pubblica amministrazione.
I prezzi gonfiati
Ad esempio, l’amministrazione della colonia “IK-6” lo scorso anno ha acquistato crauti bianchi ad un prezzo quattro volte e mezzo più elevato rispetto al valore medio riscontrato nella regione di Vladimir: 27 rubli e mezzo contro i 6 ai quali era offerto dal mercato. Il prezzo chilogrammo al quale il penitenziario ha acquistato le cipolle comuni risulta più che doppio rispetto a quello di mercato: 29,50 rubli contro il valore medio regionale di 13 rubli. Entrambi rientrano peraltro nell’elenco dei prodotti “di rilevanza sociale”, sui cui valori il governo si riserva di esercitare un controllo speciale. Gli attivisti della Fondazione hanno analizzato anche gli acquisti di un prodotto d’importazione, il pesce poutassou, che è stato fornito con un ricarico più contenuto: 76 rubli registrati nel contratto, a fronte dei 49 correnti nello stesso periodo.
L’attivista della Fondazione Sergej Ezhov ha spiegato al portale informativo Sirena che gli acquisti per la colonia dove è detenuto Navalny vengono effettuati attraverso due canali paralleli, cioè sia in modo centralizzato per l'intera regione, dalla direzione del Servizio penitenziario federale, che direttamente dall’amministrazione del singolo istituto. Nel secondo caso, la responsabilità spetta al direttore dell’IK-6, Dmitrij Nozhkin, “è lui che firma i contratti”. Il colonnello Nozhkin in precedenza è stato accusato dai sostenitori di Navalny di aver creato “una prigione nella prigione” e di tenere regolari contatti con superiori e sottoposti “finalizzate unicamente a peggiorare la vita del principale nemico di Putin”.
Fornitori scelti dall'alto
Tra i fornitori della colonia penale, alcuni nomi sono ricorrenti. Sono aziende specializzate nell'approvvigionamento del Servizio penitenziario federale in tutto il Paese. La Tradecapital di Stavropol, fornisce ortofrutta nelle colonie di diverse regioni. La titolare, tale Narine Makyan, risulta contemporaneamente dipendente di un altro fornitore dei medesimi prodotti, la società Tandem. I prodotti ittici sono forniti dalla moscovita Megafish. Le società menzionate, nonostante i prezzi fuori mercato, hanno vinto gare d'appalto per forniture nelle carceri di diverse regioni. "Possiamo concludere che i fornitori sono 'nominati' dall'alto, da Mosca. E sicuramente qualcuno della leadership centrale è personalmente interessato a scegliere appaltatori specifici che forniscono a prezzi gonfiati", ha affermato Ezhov. Nel 2018, con Navalny ancora in libertà, la Fondazione per la Lotta alla Corruzione ha condotto un’indagine simile sugli acquisti di prodotti alimentari da parte della Guardia nazionale. Oltre contratti dai prezzi gonfiati, le indagini hanno rilevato l’assegnazione delle forniture ad un unico contraente, con l'approvazione dell'allora premier Dmitrij Medvedev e dell’Antitust locale.