Cina, l'inventore dell'app che manda baci a distanza: "Le videochiamate non bastano più, anche in Italia i nostri gadget per l'intimità"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Stanco dei continui lockdown che lo tenevano lontano dalla fidanzata, Zhao Jianbo ha avuto l'illuminazione: inventarsi un marchingegno per mandarle baci a distanza. E riceverli. Quasi come quelli veri. "Ora lo voglio portare in tutto il mondo, anche da voi in Italia", racconta a Repubblica questo trentenne laureatosi all'Accademia del Cinema di Pechino.
La sua invenzione si chiama MUA - il suono che si fa appunto quando si manda un bacio - e funziona così: gli innamorati devono scaricare un'app e attaccare la macchina-manda baci con le finte labbra di silicone al telefonino, nella porta Usb che usiamo di solito per ricaricare la batteria.
Si appoggiano le proprie labbra, si dà un bacino e, grazie a dei sensori, quel gesto d'amore viene riprodotto tale e quale dallo strumento che il nostro partner ha attaccato sul proprio di telefonino. Lei o lui appoggeranno allora le proprie labbra su quel marchingegno per riceverlo. E il gioco - anz…
PECHINO - Stanco dei continui lockdown che lo tenevano lontano dalla fidanzata, Zhao Jianbo ha avuto l'illuminazione: inventarsi un marchingegno per mandarle baci a distanza. E riceverli. Quasi come quelli veri. "Ora lo voglio portare in tutto il mondo, anche da voi in Italia", racconta a Repubblica questo trentenne laureatosi all'Accademia del Cinema di Pechino.
La sua invenzione si chiama MUA - il suono che si fa appunto quando si manda un bacio - e funziona così: gli innamorati devono scaricare un'app e attaccare la macchina-manda baci con le finte labbra di silicone al telefonino, nella porta Usb che usiamo di solito per ricaricare la batteria.
Si appoggiano le proprie labbra, si dà un bacino e, grazie a dei sensori, quel gesto d'amore viene riprodotto tale e quale dallo strumento che il nostro partner ha attaccato sul proprio di telefonino. Lei o lui appoggeranno allora le proprie labbra su quel marchingegno per riceverlo. E il gioco - anzi, il bacio - è fatto. "Cattura e riproduce anche i suoni e si riscalda leggermente durante il bacio, rendendo l'esperienza più autentica", racconta Zhao.
L'invenzione figlia del lockdown
Laureatosi con una tesi proprio sulla mancanza di intimità fisica durante le videochiamate, dice che le chiusure per colpa del Covid imposte dalla Cina in questi anni hanno giocato un ruolo fondamentale per la sua invenzione. Ma si affretta a precisare che questa è soltanto una parte delle ragioni: "Voglio che il mio Paese sia la culla di un gadget del genere che, sono sicuro, diventerà popolare in tutto il mondo".
Dopo la laurea, grazie a dei finanziamenti di un blogger, ha lanciato una start-up che oggi ha trenta dipendenti nella città di Hangzhou, e ha iniziato a produrre il suo MUA. Il primo prototipo lo ha lanciato a fine gennaio alla modesta cifra di 260 yuan, 37 euro. "Nel giro di due settimane ne abbiamo venduti 1.500. Poi gli ordini sono arrivati a 8mila. Puntiamo a raggiungere quest'anno le 300mila vendite. Entro qualche mese sarà disponibile in Europa, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. Ho già contatti con distributori italiani".
Ha grandi piani Zhao. E non si vuole fermare qui. "Lanceremo una serie di prodotti per la promozione dell'intimità a distanza. Un dispositivo per gli abbracci e uno per le chiamate grazie al quale gli utenti, toccando uno speciale tasto sul loro smartphone, potranno sentire il battito del cuore dei loro amanti. Sono prodotti ancora in fase di ricerca e contiamo di lanciarli sul mercato nel giro di un paio di mesi".
I gadget per le relazioni a distanza
E la poesia dove finisce? "Certo lo so che una cosa del genere non può sostituire i baci veri, ma volevo creare qualcosa che desse un'esperienza in più a chi vive relazioni a distanza: farsi una videochiamata non basta più".
Variegate le reazioni dei cinesi. C'è chi lo bolla come uno strumento da pervertiti, chi invece lo trova utile. Molti sono d'accordo su una cosa: "Bello, ma manca la lingua!". "Creare dei sex toys non è la nostra intenzione", precisa. Ma chi compra la sua invenzione? "Abbiamo fatto delle ricerche di mercato e scoperto che il 40% degli utenti sono coppie, mentre il 60% sono single, e più della metà degli utenti single sono donne".
MUA non è il primo dispositivo per baci a distanza. I ricercatori dell'Università di Tokyo ne inventarono uno nel 2011. E anche l'Imagineering Institute della Malesia ha realizzato un gadget simile chiamato "Kissinger" nel 2016. "Ma loro avevano sviluppato soltanto un campione molto semplice. La nostra macchina usa materiali migliori e ha funzioni più avanzate", si difende. Per gli amanti delle scappatelle (virtuali) gli utenti possono infatti anche scaricare dall'app i dati dei baci inviati da altre persone, se quest'ultime danno il loro consenso. E provare il brivido di pomiciare con qualcun altro. "L'abbiamo chiamata 'bacio con lo sconosciuto'". Un apostrofo rosa tra le parole t'amo. Oggi anche grazie a delle labbra di silicone attaccate ad un telefono.