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La Francia in piazza contro Macron: violenti scontri e arresti a Parigi

Alta partecipazione secondo i sindacati alla nona giornata di protesta in tre mesi contro la riforma delle pensioni. Tantissimi i giovani. A Bordeaux i manifestanti incendiano la porta del Comune
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PARIGI - Una mobilitazione storica, con centinaia di migliaia di persone che sfilano nella capitale per tutto il pomeriggio, sui boulevards che vanno da Bastille all'Opéra. È la nona giornata di protesta in tre mesi contro la riforma delle pensioni e anche se non ci sono ancora calcoli ufficiali, secondo una prima stima dei sindacati - che hanno indetto una nuova giornata di scioperi per il 28 marzo - solo nella capitale hanno risposto all'appello 800mila persone, record da gennaio, quando è cominciata la contestazione contro il governo che ha deciso di allungare da 62 a 64 anni l'età pensionabile. Inferiore la stima della polizia che parla di 119mila persone mentre per il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin, il bilancio delle violente proteste è di 123 poliziotti feriti e 172 persone fermate, 77 delle quali a Parigi. Una settimana fa la riforma è stata approvata, con il passaggio in forze sulle opposizioni in parlament…

PARIGI - Una mobilitazione storica, con centinaia di migliaia di persone che sfilano nella capitale per tutto il pomeriggio, sui boulevards che vanno da Bastille all'Opéra. È la nona giornata di protesta in tre mesi contro la riforma delle pensioni e anche se non ci sono ancora calcoli ufficiali, secondo una prima stima dei sindacati - che hanno indetto una nuova giornata di scioperi per il 28 marzo - solo nella capitale hanno risposto all'appello 800mila persone, record da gennaio, quando è cominciata la contestazione contro il governo che ha deciso di allungare da 62 a 64 anni l'età pensionabile. Inferiore la stima della polizia che parla di 119mila persone mentre per il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin, il bilancio delle violente proteste è di 123 poliziotti feriti e 172 persone fermate, 77 delle quali a Parigi. Una settimana fa la riforma è stata approvata, con il passaggio in forze sulle opposizioni in parlamento che hanno tentato di sfiduciare l'esecutivo e non ci sono riuscite per solo nove voti. 

Francia, tensioni al corteo di Parigi: la polizia carica i manifestanti

"Sono pronto a farmi carico dell'impopolarità" aveva detto ieri Emmanuel Macron intervistato in tv. Le dichiarazioni del presidente - che ha ribadito di voler mantenere la riforma - non è servita a calmare la protesta, anzi. Già all'ora di pranzo la piazza della Bastiglia è gremita di striscioni e manifestanti. Si canta l'Internazionale, Bella ciao, e ci sono soprattutto molti cartelli e striscioni contro "Manu", come viene chiamato dai più giovani il capo di Stato, diventato uno dei bersagli delle manifestazioni, ancora di più della controversa riforma delle pensioni. Ci sono le principali confederazioni, unite sin dall'inizio contro il testo del governo. Il segretario generale della Cfdt, Laurent Berger, accusa Macron di "disprezzo" e di aver mentito quando ha sostenuto che i sindacati non avevano fatto "alcuna proposta di compromesso". "Una menzogna per nascondere la sua incapacità di trovare una maggioranza per votare la sua riforma ingiusta" dice Berger.

La folla occupa le strade e le piazze, ma a differenza delle ultime manifestazioni dei sindacati questa volta i servizi di sicurezza interni non riescono a contenere i casseurs che entrano in azione, bruciando cassonetti, attaccando le forze dell'ordine a più riprese, procurandosi a terra pezzi di pavé usati come proiettili e anche petardi. Tra lacrimogeni e cariche degli agenti, il corteo nella capitale prosegue a fatica, con alcuni spezzoni che deviano in percorsi laterali. L'impasse politica in cui è finita la protesta rende concreto il rischio di "giletgiallizzazione" della contestazione in piazza: proprio quello che i sindacati temono da settimane. "Macron ha lanciato benzina sul fuoco" dice il segretario della Cgt, Philippe Martinez. 

Altrove in Francia, altri cortei registrano una netta ripresa rispetto all'ultimo giorno di mobilitazione, con 14.800 persone a Rouen e 18.000 a Montpellier, secondo le autorità. A Marsiglia i sindacati hanno contato 280.000 persone (16mila secondo la Prefettura). Forte la mobilitazione nell'ovest del Paese, da Nantes a Rennes, con momenti di tensione tra manifestanti e polizia. A Bordeaux in serata è stata messa a fuoco la porta del Comune.  Lo sciopero nazionale ha causato numerosi disagi, soprattutto nei trasporti. Alcune decine di persone hanno fatto irruzione nell'aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle, bloccando l'accesso al terminal 1 per un'ora prima di essere allontanate con calma. Un altro blitz è stato organizzato sui binari della Gare de Lyon, bloccando i treni in partenza. Intanto prosegue lo sciopero dei netturbini, nelle strade della Ville Lumière si accumulano montagne di immondizia mentre sono rimasti chiusi oggi alcuni monumenti, tra cui la Torre Eiffel e il Castello di Versailles. 

Il dato che preoccupa il governo non è solo la ripresa della partecipazione, dopo un calo negli ultimi appelli. C'è anche l'adesione dei giovani, che hanno aderito in massa a questa nuova giornata di mobilitazione. Il ministero dell'Istruzione ha registrato 77 incidenti nelle scuole superiori, tra cui 27 occupazioni. Il movimento si diffonde anche nelle università, tra cui la poco rivoluzionaria facoltà di Giurisprudenza Assas, a Parigi. "La folla non ha alcuna legittimità" aveva confidato Macron martedì in una riunione all'Eliseo. Il leader si è poi corretto, sottolineando il suo "rispetto" per i sindacati. Poi però ha citato recenti episodi in cui la contestazione ha sfiorato la volontà di golpe. "Gli Usa hanno vissuto quello che abbiamo visto a Capitol Hill, il Brasile ha vissuto quello che ha vissuto. Allora vi dico molto chiaramente che non si possono accettare fazioni né faziosi. Non tollereremo alcuna insurrezione". 

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