Israele, passa la legge salva-Netanyahu: proteste e scontri, almeno 70 arresti
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Approvata alle prime luci dell'alba dalla Knesset la legge per impedire che un primo ministro in carica possa essere dichiarato inadatto a svolgere le sue funzioni e quindi rimosso attraverso una decisione della Corte Suprema. Una legge che mira a salvaguardare la posizione del premier Benjamin Netanyahu, che si trova sotto processo per diversi capi di imputazione tra cui corruzione e abuso d'ufficio, dichiarando che il capo dell'esecutivo può essere rimosso solo per impedimenti fisici o mentali e con il voto favorevole del 75% del suo governo, o in caso di suo rifiuto, del 75% dei parlamentari.
"Come ladri nella notte, la maggioranza ha approvato ora una legge ad personam oscena e corrotta," il commento del capo dell'opposizione Yair Lapid. "Ancora una volta, Netanyahu si preoccupa solo di se stesso". La legge è stata portata alla terza lettura alla Knesset (quella necessaria per l'approvazione definitiva) a tempo r…
GERUSALEMME - Approvata alle prime luci dell'alba dalla Knesset la legge per impedire che un primo ministro in carica possa essere dichiarato inadatto a svolgere le sue funzioni e quindi rimosso attraverso una decisione della Corte Suprema. Una legge che mira a salvaguardare la posizione del premier Benjamin Netanyahu, che si trova sotto processo per diversi capi di imputazione tra cui corruzione e abuso d'ufficio, dichiarando che il capo dell'esecutivo può essere rimosso solo per impedimenti fisici o mentali e con il voto favorevole del 75% del suo governo, o in caso di suo rifiuto, del 75% dei parlamentari.
"Come ladri nella notte, la maggioranza ha approvato ora una legge ad personam oscena e corrotta," il commento del capo dell'opposizione Yair Lapid. "Ancora una volta, Netanyahu si preoccupa solo di se stesso". La legge è stata portata alla terza lettura alla Knesset (quella necessaria per l'approvazione definitiva) a tempo record, secondo la maggior parte degli analisti, per via dei timori della coalizione di governo che Netanyahu potesse essere costretto a un periodo di aspettativa dalla sua carica durante il dibattito relativo alla riforma giudiziaria.
Il conflitto di interessi del premier
Per via dei suoi processi, infatti, già nel 2020 il leader israeliano ha ufficialmente sottoscritto un impegno ad evitare qualsiasi coinvolgimento sul tema per evitare di trovarsi conflitto di interessi. L'attuale governo però, insediatosi alla fine di dicembre, ha posto la riforma della giustizia al centro dell'agenda, presentando diverse proposte legislative per cambiare radicalmente l'equilibrio tra i poteri dello stato, in una riforma che è considerata da vasti settori della società israeliana come una minaccia al carattere democratico del Paese. Dal canto suo invece, l'esecutivo sostiene che i cambiamenti - che prevedono il quasi azzeramento dei poteri della Corte Suprema di passare al vaglio le leggi approvate dal Parlamento e un ruolo preponderante della coalizione di maggioranza nel nominare i giudici - sono necessari per porre fine a quello che molti considerano un eccessivo attivismo dei tribunali.
Da settimane centinaia di migliaia di israeliani stanno protestando contro la riforma, con la società che appare sempre più spaccata. Netanyahu però è rimasto ai margini del dibattito, lasciando il ruolo chiave nel promuovere l'agenda del governo al Ministro della Giustizia Yariv Levin, la cui intransigenza nel portare avanti la riforma ha lasciato stupiti anche molti dei suoi compagni di partito (il Likud, lo stesso di Netanyahu).
Proteste e arresti
Secondo molti analisti, la legge passata nella notte potrebbe consentire al primo ministro di intervenire maggiormente nel dibattito senza temere di venire sospeso dal suo ruolo per aver violato l'impegno preso nel 2020.
Nel frattempo la giornata è stata ancora una volta caratterizzata da proteste in tutto il Paese, in quello che è stato proclamato come "il giorno della paralisi" con manifestazioni in oltre sessanta località. Nel tardo pomeriggio si registrano diversi tentativi di bloccare strade principali in varie città con la polizia che in alcuni casi ha usato gli idranti e altri metodi per disperdere la folla. Oltre una settantina i manifestanti arrestati.