Macron in difesa: “Riforma necessaria”. E la visita di re Carlo diventa un caso
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - "Questa riforma è necessaria. E dico ai francesi che non ne sono felice. Avrei voluto non farla". Dopo giorni di silenzio, Emmanuel Macron va in tv a difendere la nuova legge che cambia le regole del sistema previdenziale e allunga l'età pensionabile da 62 a 64 anni. Il capo di Stato ha ribadito la "necessità" della riforma, su cui il governo ha deciso di scavalcare il Parlamento, provocando una mozione di sfiducia evitata per soli nove voti. "Ci sono state 175 ore di dibattito parlamentare, molti emendamenti sono stati integrati nella legge", ha risposto Macron ai giornalisti che lo accusavano di scarsa concertazione.
PARIGI - "Questa riforma è necessaria. E dico ai francesi che non ne sono felice. Avrei voluto non farla". Dopo giorni di silenzio, Emmanuel Macron va in tv a difendere la nuova legge che cambia le regole del sistema previdenziale e allunga l'età pensionabile da 62 a 64 anni. Il capo di Stato ha ribadito la "necessità" della riforma, su cui il governo ha deciso di scavalcare il Parlamento, provocando una mozione di sfiducia evitata per soli nove voti. "Ci sono state 175 ore di dibattito parlamentare, molti emendamenti sono stati integrati nella legge", ha risposto Macron ai giornalisti che lo accusavano di scarsa concertazione.
La riforma contesa
Nessun ripensamento, quindi. "La riforma delle pensioni dovrà entrare in vigore entro fine anno", dice il leader francese rispondendo ai sindacati che gli chiedono di non promulgare la legge su cui pende ora un ricorso alla Consulta. Macron ha giustificato la riforma alla luce del deterioramento dei conti pubblici con la pandemia e gli effetti della guerra in Ucraina. Costretto in una posizione difensiva, ha poi attaccato le derive violente in piazza, poche ore dopo aver pronunciato una frase ambigua ai rappresentanti della maggioranza. "La folla non ha alcuna legittimità" aveva confidato in una riunione all'Eliseo. Il leader si è in parte corretto. "I sindacati hanno legittimità quando marciano, quando manifestano, si oppongono a questa riforma. Io li rispetto". Poi ha però citato recenti episodi in cui la contestazione ha sfiorato la volontà di golpe: "Gli Usa hanno vissuto quello che abbiamo visto a Capitol Hill, il Brasile ha vissuto quello che ha vissuto. Allora vi dico molto chiaramente che non si possono accettare fazioni né faziosi. Non tollereremo alcuna insurrezione".
Sceso ai minimi nei sondaggi, come ai tempi dei gilet gialli, il presidente ha ribadito di non voler reagire con gesti istituzionali clamorosi: non cambierà governo, non scioglierà il Parlamento e non farà un referendum sulla legge. E non ha offerto neanche una sponda ai sindacati. Il segretario generale della Cfdt, Laurent Berger, ora lo accusa di "disprezzo" e di aver mentito quando ha sostenuto che le confederazioni non avevano fatto "alcuna proposta di compromesso". "Una menzogna per nascondere la sua incapacità di trovare una maggioranza per votare la sua riforma ingiusta" dice Berger alla vigilia di una nuova giornata di scioperi e manifestazioni.
L'ira dell'opposizione
"Disprezzo" è anche l'aggettivo usato da Jean-Luc Mélenchon per commentare l'intervista del presidente. Secondo Marine Le Pen, Macron sta spingendo la Francia sull'orlo di una "esplosione sociale". "Sono pronto a farmi carico dell'impopolarità" ha concluso il leader francese che ha in agenda importanti appuntamenti internazionali: oggi e domani il Consiglio europeo a Bruxelles, poi l'arrivo a Parigi di re Carlo, prima missione estera dall'incoronazione a settembre. La deputata dei Verdi, Sandrine Rousseau, chiede l'annullamento della visita, prevista da domenica. "Incredibile - ha deplorato Rousseau - avremo Macron, il monarca repubblicano, che riceverà Carlo III, in una cena a Versailles mentre il popolo manifesta in strada".
La visita di Carlo
Il programma della visita, con una sfilata sui Campi Elisi e una tappa a Bordeaux, potrebbe cambiare secondo fonti concordanti dell'Eliseo e Buckingham Palace. Olivier Besancenot, del Nuovo Partito Anticapitalista, ha ironizzato: "Carlo III? lo accoglieremo con un buon vecchio sciopero". Di certo la Ville Lumière non si presenta nella sua veste migliore. I cumuli di spazzatura, provocati dallo sciopero dei netturbini, s'incontrano a ogni angolo di strada, diventando ormai un meme sui social, con tanto di selfie dell'ex première dame Carla Bruni che ha ringraziato ironicamente la sindaca Anne Hidalgo. L'esponente socialista, schierata contro la riforma delle pensioni, ha rifiutato la precettazione dei netturbini che il governo ora ha cominciato con scarsi risultati.