Troppe proteste in Francia, rinviata la visita ufficiale di re Carlo
di Antonello Guerrera , di Antonello GuerreraLONDRA - Re Carlo III si arrende e annulla l’attesissima visita in Francia, insieme alla regina consorte Camilla, prevista da domenica a martedì prossimi. Il motivo sta nei disordini e nelle proteste in corso oltre la Manica a causa della discussa riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron. “La trasferta è stata rinviata d’accordo tra le parti, dopo che la presidenza francese ha chiesto al governo britannico di rimandarla”, fa sapere un portavoce di Downing Street.
Le preoccupazioni per la sicurezza del sovrano e della moglie erano diventate troppe, dopo che nelle ultime ore persino l’ingresso del municipio di Bordeaux, dove si sarebbe dovuta svolgere la seconda parte della visita in Francia di re Carlo, era stato dato alle fiamme dai manifestanti. Due giorni fa una fonte di Buckingham Palace aveva detto alla Reuters che il palazzo stava "monitorando costantemente la situazione insieme al Foreign Offic…
LONDRA - Re Carlo III si arrende e annulla l’attesissima visita in Francia, insieme alla regina consorte Camilla, prevista da domenica a martedì prossimi. Il motivo sta nei disordini e nelle proteste in corso oltre la Manica a causa della discussa riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron. “La trasferta è stata rinviata d’accordo tra le parti, dopo che la presidenza francese ha chiesto al governo britannico di rimandarla”, fa sapere un portavoce di Downing Street.
Le preoccupazioni per la sicurezza del sovrano e della moglie erano diventate troppe, dopo che nelle ultime ore persino l’ingresso del municipio di Bordeaux, dove si sarebbe dovuta svolgere la seconda parte della visita in Francia di re Carlo, era stato dato alle fiamme dai manifestanti. Due giorni fa una fonte di Buckingham Palace aveva detto alla Reuters che il palazzo stava "monitorando costantemente la situazione insieme al Foreign Office di Londra e alle autorità francesi. Ci potrebbe essere un impatto sulla logistica del viaggio”.
Alla fine, su consiglio dello stesso Eliseo, è stato deciso di rinviare tutto. Troppi i rischi. A quanto si apprende, mercoledì prossimo Carlo andrà invece in visita di Stato in Germania per due giorni, come era già previsto in seguito al viaggio in Francia.
L’arrivo a Parigi e a Bordeaux del re sarebbe stato estremamente simbolico e cruciale dal punto di vista politico: perché avrebbe coronato il riavvicinamento tra Regno Unito e Francia già sancito dalla recente sortita del primo ministro britannico Rishi Sunak nella capitale francese per sanare le fratture e le incomprensioni post Brexit. Senza contare che Carlo teneva moltissimo a questa tournée europea, da domenica a martedì, prima di trasferirsi per altri due giorni in Germania. Altrimenti, il monarca avrebbe visitato un Paese del Commonwealth come prima trasferta del suo regno, come vuole prassi.
Soprattutto la visita a Bordeaux, prevista martedì prossimo e dedicata all'ecologia, avrebbe previsto spostamenti a forte rischio. Secondo il programma ufficiale, il sovrano sarebbe dovuto arrivare in treno da Parigi, dove tra le altre cose sarebbe andato al Musee d’Orsay per inaugurare una nuova mostra su Manet e Dégas, all’Arco di Trionfo per infine partecipare alla cena di gala a Versailles. A Bordeaux avrebbe dovuto prendere un tram ed era previsto anche un bagno di folla in centro. Tutti piani diventati estremamente problematici col passare delle ore, vista la rovente situazione in Francia: il re sarebbe potuto rimanere bloccato nelle proteste, creando così un forte rischio per la sua sicurezza.
Anzi, diversi manifestanti volevano sfruttare la visita di re Carlo proprio per avere più visibilità e dunque creare maggiori disagi e clamore dopo i disordini, gli scontri con la polizia e le barricate dell’ultima settimana in Francia. È questo l'aspetto che preoccupava maggiormente Buckingham Palace. “Accoglieremo Carlo III con un grande sciopero generale!”, prometteva al Times Olivier Besancenot, sindacalista e portavoce del “Nuovo Partito anti Capitalista”.
“È quasi certo che Carlo non riuscirà mai a prendere il tram a Bordeaux”, assicurava Pascal Mesgueni della Confederazione francese dei lavoratori cristiani, “nessun autista sarà disposto a guidare per il re, i manifestanti si getteranno sui binari, c’è un grosso problema di sicurezza”. “È incredibile”, aveva accusato Sandrine Rousseau del partito ecologista francese, “il 'monarca' Macron accoglie re Carlo a Versailles mentre il Paese è nel caos. È davvero una priorità? Questa visita deve essere cancellata immediatamente”. Alla fine, seppur per altre ragioni, l’Eliseo e lo stesso Carlo hanno ceduto.