In Siria alta tensione tra Usa e Russia. La denuncia del Pentagono: "Voli russi armati sulla nostra base di al-Tanf"
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonNon c'è soltanto la minaccia delle milizie filo-Teheran: da inizio marzo il contingente Usa in Siria sente crescere la pressione delle forze russe. Per ben venticinque volte la base statunitense di Al-Tanf - presa di mira ieri dai droni iraniani - è stata sorvolata dai jet di Mosca, violando gli accordi siglati quattro anni fa per coordinare la presenza dei due eserciti intervenuti per combattere l'Isis. Il generale Alexus Grynkewich, responsabile della componente aerea dell'US Central Comand, ha denunciato questa escalation: "Abbiamo registrato un aumento sostanziale con un raddoppio delle violazioni. Volano direttamente sopra i nostri reparti, passando a meno di un miglio di distanza mentre sono impegnati in attività sul campo. È una situazione di grande disagio".
Non c'è soltanto la minaccia delle milizie filo-Teheran: da inizio marzo il contingente Usa in Siria sente crescere la pressione delle forze russe. Per ben venticinque volte la base statunitense di Al-Tanf - presa di mira ieri dai droni iraniani - è stata sorvolata dai jet di Mosca, violando gli accordi siglati quattro anni fa per coordinare la presenza dei due eserciti intervenuti per combattere l'Isis. Il generale Alexus Grynkewich, responsabile della componente aerea dell'US Central Comand, ha denunciato questa escalation: "Abbiamo registrato un aumento sostanziale con un raddoppio delle violazioni. Volano direttamente sopra i nostri reparti, passando a meno di un miglio di distanza mentre sono impegnati in attività sul campo. È una situazione di grande disagio".
Adesso il generale Grynkewich non ritiene che i russi abbiano motivo di usare le armi: quello che teme è il rischio di errori di calcolo, soprattutto alla luce dell'episodio avvenuto sul Mar Nero che ha provocato l'abbattimento del drone Reaper statunitense. "Non sono preoccupato del pericolo di azioni apertamente ostili, ma di quanto il comportamento non professionale dei loro piloti possa provocare incidenti".
Perché secondo il generale statunitense c'è in corso una campagna mirata, confermata dall'atteggiamento degli ufficiali russi, che hanno replicato alle proteste inoltrate sui canali di comunicazione creati quattro anni fa sostenendo di "non riconoscere l'area della base di Tanf come spazio aereo Usa". Dall'inizio del mese inoltre i vertici di Mosca avrebbe anche respinto la richiesta di coordinare le loro iniziative con la coalizione internazionale che gestisce il contrasto alla rinascita dello Stato islamico. Tanto che il Pentagono parla di "una postura aggressiva contro la presenza statunitense in Siria": "Finora questi comportamenti non hanno influito sulle operazioni contro i terroristi jihadisti - ha dichiarato Grynkewich in un'intervista al canale Nbc - ma potrebbero condizionarle nel prossimo futuro".
In un'audizione al Senato, la scorsa settimana il generale Michael Kurilla dell'Us Army ha confermato questo scenario: "Volano sopra la nostra base con gli aerei d'attacco carichi di ordigni per cercare una provocazione. Spingono per rinegoziare i protocolli che violano ogni giorno". E obbligare i soldati Usa a ritirarsi: "La Siria è molto importante per Mosca - ha spiegato Kurilla -. Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina hanno trasferito da qui molto poco: un numero limitato di uomini e di munizioni, ma il loro presidio è rimasto praticamente uguale".
Il Cremlino infatti continua a potenziare le infrastrutture nella regione costiera di Latakia, dove si trova il porto di Tartus utilizzato dalle navi russe per sfidare nel Mediterraneo la flotta della Nato. E dove l'aeroporto permette di fare scalo ai velivoli cargo che riforniscono le spedizioni della Wagner nei Paesi africani. Proprio ieri Evgenij Prigozhin, il proprietario della compagnia, ha ricordato l'intervento dei suoi mercenari nel marzo 2016 per liberare Palmira dalle forze dell'Isis: fu la prima vera battaglia della sua compagnia di ventura. Due anni dopo, nel febbraio 2018, i suoi uomini hanno marciato contro le postazioni statunitensi che presidiavano i campi petroliferi siriani di Conoco e sono stati respinti dal fuoco di bombardieri e artiglieria: l'unico scontro diretto tra russi e statunitensi dalla fine della Guerra Fredda.