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Il Congresso Usa processa TikTok: legami con Pechino, l’ad alle strette

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Shou Chew non ha potuto garantire che i dati di cittadini americani non finiranno in mani cinesi
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NEW YORK - "Non crediamo che TikTok abbraccerà mai i valori americani. Ha ripetutamente scelto il sentiero di maggior controllo, più sorveglianza e manipolazione, è un'arma del Partito comunista cinese. La vostra piattaforma dovrebbe essere bandita". Cominciando con queste parole la prima audizione in Congresso dell'amministratore delegato del social cinese, Shou Chew, la presidente della Commissione energia e commercio della Camera, la repubblicana Cathy McMorris Rodgers, ha subito chiarito che non si trattava di una testimonianza, ma di un processo. E il sentimento è bipartisan, come ha confermato subito dopo il leader democratico della Commissione, Frank Pallone: "Non sono convinto che i benefici siano superiori ai rischi posti agli americani dalla sua compagnia, nella forma presente. La combinazione tra la proprietà di TikTok basata nella Cina comunista, e la sua popolarità, esacerba il pericolo per il nostro Paese e…

NEW YORK - "Non crediamo che TikTok abbraccerà mai i valori americani. Ha ripetutamente scelto il sentiero di maggior controllo, più sorveglianza e manipolazione, è un'arma del Partito comunista cinese. La vostra piattaforma dovrebbe essere bandita". Cominciando con queste parole la prima audizione in Congresso dell'amministratore delegato del social cinese, Shou Chew, la presidente della Commissione energia e commercio della Camera, la repubblicana Cathy McMorris Rodgers, ha subito chiarito che non si trattava di una testimonianza, ma di un processo. E il sentimento è bipartisan, come ha confermato subito dopo il leader democratico della Commissione, Frank Pallone: "Non sono convinto che i benefici siano superiori ai rischi posti agli americani dalla sua compagnia, nella forma presente. La combinazione tra la proprietà di TikTok basata nella Cina comunista, e la sua popolarità, esacerba il pericolo per il nostro Paese e la nostra privacy".

In teoria Shou Chew era la faccia più presentabile che Pechino potesse esibire a Washington. Giovane, nato a Singapore, ha studiato a Londra e Harvard, dove ha conosciuto sua moglie, l'americana di origini taiwanesi Vivian Kao. Il problema però è che la Repubblica popolare gli ha tagliato le gambe prima ancora di apparire in Congresso, quando ieri mattina il ministero del Commercio ha dichiarato di opporsi alla vendita di TikTok, perché comporterebbe il trasferimento all'estero di una tecnologia sensibile, ossia quanto la Cina pretende dalle aziende straniere per avere il permesso di operare sul suo territorio. In questo modo il governo del presidente Xi ha voluto subito stabilire chi è il padrone, andando ben oltre la questione della proprietà. Perché la legge obbliga tutte le aziende cinesi a fornire agli apparati di intelligence dello Stato i dati in loro possesso, e quindi rende virtualmente impossibile per TikTok non spiare i suoi utenti americani e internazionali, italiani compresi, qualunque siano le garanzie offerte da Chew. Che peraltro ha un controllo limitato delle sue stesse azioni, perché la compagnia appartiene a ByteDance, che era stata fondata nel 2012 da Zhang Yiming. Ma quando nel 2021 Xi aveva deciso la stretta sulle aziende digitali, il governo ha acquistato l'1% della sussidiaria Qichacha e infilato i suoi rappresentanti tra le leve del potere. Zhang ha lasciato il ruolo di leader esecutivo al cofondatore Liang Rubo, ma chi comanda è chiaro. 

Il Ceo ci ha provato a dare garanzie, rilanciando la proposta del Project Texas, secondo cui i dati degli utenti americani resterebbero sul suolo americano, gestiti dalla compagnia americana Oracle. Quando però i parlamentari gli hanno chiesto di assicurare che nessun ingegnere cinese ci avrebbe messo su le mani, non ha potuto farlo. Ancora più imbarazzanti sono state le scene mute davanti a chi gli chiedeva se è vero o no che Pechino abusa della minoranza musulmana degli uiguri, e impedisce la pubblicazione di video sulla protesta di piazza Tiananmen. Nemmeno la sicurezza dei ragazzini è certa, come hanno provato i video che li incitano al suicidio proiettati in aula, davanti ai genitori di un minorenne che poi si è tolto la vita. Lo sbarramento di Xi sulla vendita ora lascia poco spazio di manovra a Biden. Il presidente sa che bandendo TikTok perderebbe voti tra i 150 milioni di utenti americani, ma non restano molte alternative.