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I cavi sottomarini, il nuovo fronte della sfida tra Cina e Stati Uniti

(Reuters) 
Washington è riuscita a bloccare il tentativo di Pechino di gestire Sea-Me-We 6, un enorme progetto che sarà cruciale per la trasmissione di dati e di internet tra l'Asia e l'Europa. Ma questa battaglia è solo l'inizio
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NEW YORK - I cavi sottomarini per le comunicazioni stanno emergendo come un nuovo fronte nella sfida geopolitica epocale che la Cina ha lanciato contro gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali. Lo conferma un’inchiesta pubblicata dalla Reuters, che rivela come Washington sia riuscita a bloccare il tentativo di Pechino di gestire un enorme progetto per collegare l’Asia all’Europa.


Il cavo in questione si chiama South East Asia - Middle East - Western Europe 6, Sea-Me-We 6 per gli addetti ai lavori, ed è un progetto da 600 milioni di dollari che partirà da Singapore per arrivare in Francia, pass…

NEW YORK - I cavi sottomarini per le comunicazioni stanno emergendo come un nuovo fronte nella sfida geopolitica epocale che la Cina ha lanciato contro gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali. Lo conferma un’inchiesta pubblicata dalla Reuters, che rivela come Washington sia riuscita a bloccare il tentativo di Pechino di gestire un enorme progetto per collegare l’Asia all’Europa.


Il cavo in questione si chiama South East Asia - Middle East - Western Europe 6, Sea-Me-We 6 per gli addetti ai lavori, ed è un progetto da 600 milioni di dollari che partirà da Singapore per arrivare in Francia, passando attraverso l’Oceano Indiano e il Medio Oriente. In totale oltre 12mila miglia di fibre ottiche posate sul letto del mare, che dovrebbero entrare in funzione nel 2025, diventando la principale autostrada per la trasmissione dei dati, internet, e le comunicazioni digitali fra tre continenti.


La Cina aveva cercato di impossessarsi del progetto attraverso HMN Technologies, ossia la compagnia nata da Huawei per diventare leader nel settore dei cavi sottomarini. Quando gli Usa hanno capito cosa stava accadendo, e i rischi che correvano soprattutto in termini di spionaggio, sono entrati in competizione con SubCom, ossia l’azienda basata nel New Jersey che era stata a lungo la più forte in questo campo. Hanno agito su almeno due livelli. Da una parte, la US Trade and Development Agency ha offerto quasi 4 milioni di dollari a cinque delle compagnie locali interessate, per pagare l’addestramento; dall’altra, il dipartimento di Stato ha fatto pressioni politiche. Stavolta Washington ha vinto, ma è solo l’inizio di questa nuova sfida con Pechino.