Francia, proteste contro la costruzione di mega-bacini idrici: oltre 30 feriti
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - La “guerra dell'acqua” provoca tensioni e scontri a Sainte-Soline, comune di poco più di trecento abitanti nella regione della Nuova Aquitania, nel cuore della Francia. In una giornata che sposta l'allerta per la violenza in piazza fuori dalla capitale e su un tema diverso da quello della riforma delle pensioni, si registra un bilancio pesante di feriti: decine manifestanti, tra cui in tre ricoverati e uno in condizioni gravissime, e ventiquattro gendarmi, tre ricoverati in ospedale di cui uno in prognosi riservata. "Ho visto almeno 30 feriti ma ce ne sono di più. Alcuni avevano perso conoscenza, altri avevano la testa insanguinata. Molti avevano ferite ai piedi e alla testa" ha detto all'Afp Claire Auger, un'insegnante presente sul posto che ha tentato di partecipare ai soccorsi. "L'ambulanza non è potuta venire a prenderli” ha prosegutio. “È stato il panico totale, è durata pi&ugra…
PARIGI - La “guerra dell'acqua” provoca tensioni e scontri a Sainte-Soline, comune di poco più di trecento abitanti nella regione della Nuova Aquitania, nel cuore della Francia. In una giornata che sposta l'allerta per la violenza in piazza fuori dalla capitale e su un tema diverso da quello della riforma delle pensioni, si registra un bilancio pesante di feriti: decine manifestanti, tra cui in tre ricoverati e uno in condizioni gravissime, e ventiquattro gendarmi, tre ricoverati in ospedale di cui uno in prognosi riservata. "Ho visto almeno 30 feriti ma ce ne sono di più. Alcuni avevano perso conoscenza, altri avevano la testa insanguinata. Molti avevano ferite ai piedi e alla testa" ha detto all'Afp Claire Auger, un'insegnante presente sul posto che ha tentato di partecipare ai soccorsi. "L'ambulanza non è potuta venire a prenderli” ha prosegutio. “È stato il panico totale, è durata più di un'ora prima che iniziassero le evacuazioni".
La protesta di militanti ecologisti contro la costruzione di questi serbatoi idrici chiesti dagli agricoltori della zona per combattere la siccità si è trasformata in guerriglia. La manifestazione prevista da tempo, era stata vietata per ragioni di sicurezza. Oltre seimila attivisti (trentamila secondo gli organizzaotri) si sono presentati lo stesso. “Erano pesantemente armati con ascia, sbarre e molotov” sostiene il ministero dell'Interno Gérald Darmanin che denuncia una “violenza inaccettabile e senza precedenti”.
Ancora una volta, come accade in questi giorni di mobilitazione contro la riforma delle pensioni, le forze dell'ordine sono sotto accusa. La Lega per i diritti dell'uomo, che aveva inviato osservatori a Sainte-Soline, ha denunciato “l'ostruzione da parte della polizia per l'intervento dei servizi di emergenza in una situazione di assoluta emergenza". Secondo Darmanin la responsabilità delle scene di devastazione e violenza sono invece prima di tutto di alcuni manifestanti “dell'estrema sinistra”, appoggiati da alcuni esponenti politici. Il riferimento è al leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, che sostiene la protesta a Sainte-Soline. “È Darmanin che spinge alla violenze”, risponde Mélenchon. L’ex candidato all'Eliseo degli ecologisti, Yannick Jadot, era presente sul posto, come la leader del partito Europe Ecologie les Verts, Marine Tondelier.
La protesta contro i progetti di "mega-bacini" non è nuova. Le autorità locali hanno previsto la creazione di 16 serbatoi per raccogliere un totale di sei milioni di metri cubi d'acqua da dedicare all'irrigazione dell'agricoltura. Già in ottobre, per la prima contestazione a Sainte-Soline, erano stati registrati violenti scontri tra polizia e attivisti. All'epoca, il ministro dell'Interno Gerald Darmanin parlò di un "raduno molto violento" - 61 gendarmi rimasero feriti, 22 dei quali in modo grave - e denunciò l'"ecoterrorismo" di alcuni dei manifestanti.