Abusi nella Chiesa, in Germania si dimette il vescovo di Osnabrück: "Ho esitato e ho sbagliato"
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziCITTA' DEL VATICANO - Nella sua storia personale si intrecciano due vicende ormai inestricabilmente legate, in Germania e oltre, la crisi degli abusi sessuali e le riforme del "percorso sinodale". A 72 anni il vescovo di Osnabrück Franz-Josef Bode si è dimesso per non avere risposto adeguatamente alle denunce contro alcuni preti e religiosi pedofili della sua diocesi. "Mi sono a lungo occupato più dei colpevoli e dell'istituzione che delle vittime", ha dichiarato. "Ho valutato male i fatti, ho agito spesso in modo esitante ed ho preso a volte decisioni sbagliate". Il presule, malato da tempo, getta la spugna dopo aver resistito diversi mesi alle pressioni.
Il rapporto sugli abusi
Divenute sempre più forti da quando a settembre un rapporto sugli abusi avvenuti nella sua diocesi gli imputava sottovalutazioni e insabbiamenti in diversi casi. E dire che era stato tra i primi, già nel 2000, ad affrontar…
CITTA' DEL VATICANO - Nella sua storia personale si intrecciano due vicende ormai inestricabilmente legate, in Germania e oltre, la crisi degli abusi sessuali e le riforme del "percorso sinodale". A 72 anni il vescovo di Osnabrück Franz-Josef Bode si è dimesso per non avere risposto adeguatamente alle denunce contro alcuni preti e religiosi pedofili della sua diocesi. "Mi sono a lungo occupato più dei colpevoli e dell'istituzione che delle vittime", ha dichiarato. "Ho valutato male i fatti, ho agito spesso in modo esitante ed ho preso a volte decisioni sbagliate". Il presule, malato da tempo, getta la spugna dopo aver resistito diversi mesi alle pressioni.
Il rapporto sugli abusi
Divenute sempre più forti da quando a settembre un rapporto sugli abusi avvenuti nella sua diocesi gli imputava sottovalutazioni e insabbiamenti in diversi casi. E dire che era stato tra i primi, già nel 2000, ad affrontare pubblicamente il tema degli abusi, arrivando, nel 2010, al clamoroso gesto di prostrarsi a terra durante una celebrazione per chiedere scusa alle vittime. Monsignor Bode era vicepresidente della conferenza episcopale tedesca, vicino al presidente, il vescovo di Limburgo Georg Baetzing, e con lui tra i più convinti sostenitori del "percorso sinodale" che i vescovi, insieme all'associazione dei laici, in Germania un'organizzazione strutturata, hanno celebrato dalla fine del 2019 a inizio marzo.
Le riforme che spaventano i conservatori
Un consesso che ha approvato riforme come la benedizione delle coppie omosessuali ed intende venire prossimamente a Roma per proporre al Papa riforme come il diaconato femminile e il ripensamento del celibato obbligatorio per i sacerdoti. Idee che allarmano da tempo la Santa Sede e inquietano altri episcopati, come quello statunitense, quello polacco ma anche quello italiano. Ma che hanno una precisa logica: nel 2018 i vescovi tedeschi, allora guidati dal cardinale Reinhard Marx, commissariarono uno studio indipendente ad un gruppo di università che svelò che dalla fine del secondo dopoguerra 3.677 bambini e adolescenti erano stati vittime di abusi sessuali nella Chiesa.
Uno shock che ha convinto i pastori ad affrontare, per recuperare credibilità, i nodi che sottendono gli abusi: la concezione del potere e del sacerdozio, la morale sessuale, il celibato, il ruolo ancora marginale delle donne. Questioni che difficilmente possono essere eluse dalla Chiesa cattolica di altri Paesi che, come in Germania, sono alle prese con la epocale crisi degli abusi.