✕

Israele, la sfida di Galant: il ministro licenziato si unisce alla protesta anti Netanyahu

Yoav Galant (ansa)

Ascolta l'audio

Il responsabile della Difesa aveva invitato il premier a ripensare al piano sulla giustizia che divide Israele, preoccupato anche per la sicurezza del Paese. Da Gerusalemme a Tel Aviv, migliaia in piazza: violenti scontri davanti alla residenza del primo ministro
2 minuti di lettura

GERUSALEMME - Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Galant per aver espresso la sua opposizione alla riforma della giustizia. Sabato sera Galant era stato il primo membro dell'esecutivo a rompere i ranghi e a chiedere pubblicamente di fermare l'iter legislativo per aprire i negoziati all'opposizione e ricomporre la spaccatura senza precedenti che sta lacerando il Paese.

"La sicurezza dello Stato di Israele è la missione della mia vita". ha dichiarato Galant. "Per Israele, indossando l'uniforme dell'IDF, l'ho rischiata dozzine di volte e anche adesso, per il suo bene, sono pronto a rischiare e pagare qualsiasi prezzo". Prezzo che s…

GERUSALEMME - Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Galant per aver espresso la sua opposizione alla riforma della giustizia. Sabato sera Galant era stato il primo membro dell'esecutivo a rompere i ranghi e a chiedere pubblicamente di fermare l'iter legislativo per aprire i negoziati all'opposizione e ricomporre la spaccatura senza precedenti che sta lacerando il Paese.

"La sicurezza dello Stato di Israele è la missione della mia vita". ha dichiarato Galant. "Per Israele, indossando l'uniforme dell'IDF, l'ho rischiata dozzine di volte e anche adesso, per il suo bene, sono pronto a rischiare e pagare qualsiasi prezzo". Prezzo che si è rivelato altissimo, determinato da Netanyahu dopo 24 ore di silenzio, e che non è stato gradito dai leader delle proteste anti-riforma che hanno immediatamente indetto varie manifestazioni: a Tel Aviv occupata l'autostrada Ayalon; violenti scontri nei pressi dell'abitazione di Netanyahu a Gerusalemme e altre proteste sono state organizzate a Beersheba e Haifa.

Il destino da combattente di Galant pare già scritto nella sua biografia. Il padre Michael partecipò alla Guerra di Indipendenza nel 1948. La madre Fruma sopravvisse alla Shoah ancora bambina. Galant iniziò la sua carriera militare arruolandosi a 18 anni nella prestigiosa Flotilla 13, unità d'élite della marina, di cui anni dopo diventa comandante. Da lì una carriera in ascesa. Nel 2005 diventa il capo del Comando Meridionale. Nel 2010 viene nominato capo di Stato Maggiore. E tuttavia, accusato di irregolarità nella ristrutturazione della sua abitazione (poi rivelatosi in gran parte frutto di un equivoco), la nomina viene ritirata. Nel 2015 arriva il debutto in politica nel partito Kulanu. Tre anni dopo il passaggio al Likud. In questo governo, la nomina di Galant alla Difesa era stata presentata da Netanyahu come la prova che nonostante il ruolo centrale dei partiti di estrema destra della maggioranza, le chiavi del paese rimanevano in mano a figure chiave del Likud.

In questi tre mesi però, l'opposizione alla riforma della giustizia (che secondo i suoi critici sarà fatale al carattere democratico di Israele) ha registrato adesioni senza precedenti, inclusa quella di migliaia di riservisti dell'esercito - compresi centinaia di piloti e membri di unità di élite - che stanno mettendo a dura prova la capacità operativa delle forze armate. Galant ha più volte messo in guardia Netanyahu in privato del deterioramento della situazione.

"Con il licenziamento di Galant, questo governo antisionista che ignora tutti gli avvertimenti e mette in pericolo il Paese, tocca un nuovo punto basso", il commento del leader dell'opposizione Yair Lapid.

La prima parte della riforma della giustizia (che conferisce all'esecutivo il potere di nominare la maggioranza dei membri della commissione che seleziona i giudici della Corte Suprema) dovrebbe approdare stasera alla Knesset per il voto finale. Anche se Galant e Yuli Edelstein (l'altro membro del Likud che ha chiesto pubblicamente di fermare l'iter legislativo) votassero contro, servirebbero ancora almeno due deputati per impedire l'approvazione della legge. Uno dei candidati, Avi Dichter, già direttore dello Shin Bet, ha già annunciato che voterà comunque a favore - anche perché potrebbe essere proprio lui a succedere a Galant come titolare della Difesa. E d'altronde, con il suo licenziamento, Netanyahu ha voluto mandare un messaggio chiaro: nel Likud non sono ammesse defezioni.