Rivolta in Israele, centinaia di migliaia nelle strade. Netanyahu valuta lo stop alla riforma della Giustizia
a cura della redazione Esteri , a cura della redazione EsteriDopo il licenziamento da parte del premier Benyamin Netanyahu del ministro della Difesa Yoav Galant, i leader delle proteste anti-riforma hanno indetto da subito diverse manifestazioni in tutto il Paese. Da Tel Aviv a Gerusalemme, dove ci sono stati accesi scontri nei pressi della residenza del premier. Secondo i media nel Paese si contano seicentomila persone in strada per protestare contro la decisione. Da New York è arrivata la notizia delle dimissioni del console israeliano Asaf Zamir. Secondo i media israeliani Arieh Deri, il presidente del partito religioso sefardita Shas, ha detto a Netanyahu di volere lo stop alla riforma giudiziaria. A quanto si apprende, Netanyahu starebbe valutando di ritirarla.
Dopo il licenziamento da parte del premier Benyamin Netanyahu del ministro della Difesa Yoav Galant, i leader delle proteste anti-riforma hanno indetto da subito diverse manifestazioni in tutto il Paese. Da Tel Aviv a Gerusalemme, dove ci sono stati accesi scontri nei pressi della residenza del premier. Secondo i media nel Paese si contano seicentomila persone in strada per protestare contro la decisione. Da New York è arrivata la notizia delle dimissioni del console israeliano Asaf Zamir. Secondo i media israeliani Arieh Deri, il presidente del partito religioso sefardita Shas, ha detto a Netanyahu di volere lo stop alla riforma giudiziaria. A quanto si apprende, Netanyahu starebbe valutando di ritirarla.
Le proteste
Violenti scontri tra manifestanti e polizia si sono verificati davanti alla residenza del primo ministro, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, migliaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia israeliana e hanno tentato di sfondare le barriere fuori dalla residenza del premier.
A Tel Aviv una manifestazione è stata organizzata di fronte al ministero della Difesa e altre persone hanno occupato il tratto autostradale di Ayalon. Altri manifestanti hanno detto che andranno a dimostrare in segno di solidarietà sotto la casa dell'ex ministro. Manifestazioni anche a Beersheba e Haifa. Intanto si è appreso che il segretario generale dell'Histadrut, il potente sindacato laburista, Arnon Bar-David, ha annunciato una conferenza stampa per domani durante la quale - secondo le stesse fonti - potrebbe annunciare uno sciopero generale e la stampa israeliana annuncia che domani le università di ricerca israeliane fermeranno le lezioni.
Si dimette il console di New York
Il console generale di Israele a New York, Asaf Zamir, ha annunciato le sue dimissioni in protesta contro la decisione del premier di licenziare il ministro della Difesa Gallant. "Non posso più continuare a rappresentare questo governo", ha dichiarato il diplomatico annunciando le sue dimissioni sui social. "Considero mio dovere garantire che Israele rimanga un faro di democrazia e libertà nel mondo", ha aggiunto.
Le reazioni
"Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per lo sviluppo degli eventi in corso in Israele, compreso per il potenziale impatto sulla prontezza militare sollevato dal ministro Yoav Gallant, che sottolinea l'urgente necessità di un compromesso". Così il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha commentato al giornalista israeliano Barak Ravid la situazione nel Paese, dopo il licenziamento di Gallant. Il ministro aveva chiesto di fermare la controversa riforma della giustizia voluta dal governo Netanyahu, ma che sta spaccando il Paese.