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La Germania paralizzata dal più grande sciopero dei trasporti degli ultimi 30 anni

Una stazione di Berlino durante lo sciopero (afp)
Treni, aerei e mezzi pubblici sono rimasti fermi in gran parte del Paese in seguito alla grande astensione nazionale indetta dai sindacati di categoria per chiedere aumenti salariali di fronte all'inflazione
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BERLINO - Dalla popolare Sylt hanno fatto sapere di essere indignati. “Ci hanno presi in ostaggio”. Causa sciopero dei trasporti, l’isola nel Mare del Nord prediletta dai tedeschi è rimasta completamente isolata. Niente treni né shuttle: “è la prima volta in 35 anni”, si infuria Achim Bonnichsem, portavoce dei pendolari. Ma i sindacati sono soddisfatti della paralisi dei treni e dei trasporti che si è abbattuta sulla Germania. È stato lo sciopero più grande in trent’anni, hanno dichiarato anche loro. E la maggioranza dei tedeschi li sostiene: il 55%, secondo un sondaggio Dpa. 

La monumentale stazione centrale di Berlino oggi era spettrale. Silenziosa e vuota. L’aeroporto BER ha funzionato regolarmente, ma a Francoforte, Monaco, Amburgo, Hannover e negli altri maggiori hub del Paese anche gli aerei sono rimasti a terra. 

BERLINO - Dalla popolare Sylt hanno fatto sapere di essere indignati. “Ci hanno presi in ostaggio”. Causa sciopero dei trasporti, l’isola nel Mare del Nord prediletta dai tedeschi è rimasta completamente isolata. Niente treni né shuttle: “è la prima volta in 35 anni”, si infuria Achim Bonnichsem, portavoce dei pendolari. Ma i sindacati sono soddisfatti della paralisi dei treni e dei trasporti che si è abbattuta sulla Germania. È stato lo sciopero più grande in trent’anni, hanno dichiarato anche loro. E la maggioranza dei tedeschi li sostiene: il 55%, secondo un sondaggio Dpa. 

La monumentale stazione centrale di Berlino oggi era spettrale. Silenziosa e vuota. L’aeroporto BER ha funzionato regolarmente, ma a Francoforte, Monaco, Amburgo, Hannover e negli altri maggiori hub del Paese anche gli aerei sono rimasti a terra. 

I tedeschi sembrano essersi predisposti alla giornata senza bus, aerei né treni, senza metro né tram: il traffico sulle strade è aumentato, secondo l’associazione degli automobilisti Adac, ma senza picchi drammatici. Nell’era della post pandemia, molti potrebbero aver optato per l’home office.

Quando si muovono le mastodontiche rappresentanze dei lavoratori tedeschi, l’adesione en masse è garantita. Il sindacato dei servizi Ver.di, il secondo maggiore della Germania, e quello dei trasporti EVG avevano unito per la prima volta le forze e proclamato uno stop di 24 ore in numerosi land per ottenere congrui aumenti salariali. Da domani vertici delle rappresentanze dei lavoratori saranno a Berlino per una maratona di tre giorni con i datori di lavoro, e il successo dell’astensione dal lavoro ha fatto dire al leader di Ver.di Frank Werneke che “volevamo segnalare in modo inequivocabile che i lavoratori sostengono le nostre richieste”. Una vertenza dura, motivata dal “peso che grava sui dipendenti del settore pubblico e sulla classe media per gli enormi aumenti dei prezzi dell’elettricità, del gas e degli alimentari”. 

Il numero uno del sindacato dei trasporti EVG, Martin Burkert, ha spiegato nel dettaglio i motivi della richiesta di 650 euro in più in busta paga: un addetto alle pulizie dei treni guadagna 2.100 euro, una dipendente allo sportello delle informazioni 2.400, mentre un alto dirigente si mette in tasca 80mila euro al mese. Differenze simili si registrano anche nel settore pubblico, fanno sapere dai Ver.di: la richiesta è dunque di un incremento di 500 euro sotto i 4.762 euro, gli altri si dovranno ‘accontentare’ del 10,5% in più. Anche se per ora le posizioni tra sindacati e datori di lavoro restano lontane.

In Germania l’inflazione è salita nella media del 2022 quasi all’8% e veleggia attualmente intorno all’8,7%. E in piena tradizione tedesca, i sindacati hanno accettato di stringere la cinghia durante la crisi accettando un incremento dell’1,5% nel periodo della pandemia. Ma ora pretendono un adeguamento rapido all’aumento del costo della vita.

In serata è arrivato un annuncio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a decine di milioni di tedeschi che si preparano alle vacanze di Pasqua. Non ci saranno scioperi durante le feste, ha assicurato Kristian Loroch, consigliere dei vertici dell’EVG: “Quando negoziamo, dobbiamo essere anche in grado di scioperare per rispondere a pessime proposte”. E a Pasqua non si negozia.