✕

Cina, l'improvvisa ricomparsa di Jack Ma e il messaggio nascosto del Partito

Jack Ma alla Hangzhou Yungu School in Hangzhou (reuters)
Dopo più di un anno all'estero, il fondatore di Alibaba ha visitato una scuola da lui stesso fondata nella città di Hangzhou, dove ha sede il gigante dell'e-commerce. Ma dietro alla riapparizione del miliardario si muove il governo di Pechino
2 minuti di lettura

PECHINO - Fare business in Cina è sicuro. Questo il messaggio che il Partito ha voluto mandare con l'improvvisa riapparizione di Jack Ma in Patria. Il fondatore di Alibaba, dopo più di un anno passato in giro per il mondo, è stato fotografato nella sua Hangzhou, la città dove ha sede il gigante dell'e-commerce. "Maestro Jack" ha - secondo il South China Morning Post che per primo ne ha dato notizia - visitato una scuola da lui fondata, la Yungu, finanziata da Alibaba nel 2017, per discutere con gli studenti di "questioni relative all'istruzione e alla tecnologia ChatGPT". 

"Il governo deve aver fatto molta p…

PECHINO - Fare business in Cina è sicuro. Questo il messaggio che il Partito ha voluto mandare con l'improvvisa riapparizione di Jack Ma in Patria. Il fondatore di Alibaba, dopo più di un anno passato in giro per il mondo, è stato fotografato nella sua Hangzhou, la città dove ha sede il gigante dell'e-commerce. "Maestro Jack" ha - secondo il South China Morning Post che per primo ne ha dato notizia - visitato una scuola da lui fondata, la Yungu, finanziata da Alibaba nel 2017, per discutere con gli studenti di "questioni relative all'istruzione e alla tecnologia ChatGPT". 

"Il governo deve aver fatto molta pressione, diciamo così, ultimamente", racconta una fonte a Repubblica, che preferisce rimanere anonima. "Questa mattina Bloomberg pubblicava una storia sostenendo il contrario, cioè che non sarebbe tornato. Qualche ora dopo il South China Morning Post, che è di proprietà di Alibaba, ribalta la situazione pubblicando le foto di Ma ad Hangzhou. La tempistica è certamente interessante. Il ritorno di Ma potrebbe contribuire a convincere gli osservatori del sostegno di Pechino al settore privato". Pechino sa che Jack Ma potrebbe essere una delle migliori occasioni per ristabilire la propria reputazione presso il settore privato in Cina dopo le campagne normative degli ultimi anni. Iniziate proprio nei confronti di Ma.

Dopo il giro di vite specialmente nel settore tech e le restrizioni dovute alla strategia contro il Covid, il Partito deve cercare di riconquistare la fiducia degli imprenditori. Anche per questo nel suo primo discorso da neo-premier, due settimane fa, Li Qiang ha corteggiato le imprese private dicendosi consapevole delle loro frustrazioni. Li ha coltivato negli anni passati uno stretto rapporto proprio con Jack Ma. Quando era governatore dello Zhejiang ha persino scritto il prologo di un libro di Wang Jian, presidente del comitato tecnologico del Gruppo Alibaba. "Jack Ma e Wang Jian sono le persone con cui preferisco chiacchierare", scriveva Li. Secondo alcune fonti dell'agenzia Reuters, sarebbe stato proprio il premier Li a chiedere ad alcune persone vicine a Ma di convincerlo a tornare in Cina per "aumentare la fiducia degli imprenditori".

Per capire i guai di Ma bisogna risalire al 24 ottobre 2020. A Shanghai, dal palco del Bund Summit, se la prende con le banche cinesi e la loro "mentalità da banco dei pegni". Con i regolatori, e la loro ossessione per il rischio, colpevoli di soffocare l'innovazione. Con le autorità, per il loro modo di gestire il nuovo mondo della finanza digitale. Passa una settimana. Due novembre, l'agenzia di stampa di Stato Xinhua pubblica un articolo dal titolo insolito: "Non parlare senza pensare, non fare qualunque cosa vuoi, non agire secondo i tuoi desideri". Nel testo, un dipinto. È del giapponese Higashiyama: un cavallo (Ma) tra le nuvole (Yun). Ma Yun, cioè il nome, in cinese, di Jack Ma. Nemmeno 24 ore dopo, il 3 novembre, arriva lo stop all'Ipo da record in Borsa (a Shanghai e Hong Kong) per la sua fintech Ant da 31,4 miliardi di euro: la più ricca della storia. Nelle settimane che seguono l'Antitrust inizia ad interessarsi più del solito al suo impero hi-tech. Di lì a poco arriva (aprile 2021) la maxi multa da 2,3 miliardi per abuso di posizione dominante.

Jack sparisce dai radar. Da allora, nelle sue rare apparizioni, è stato avvistato in Europa, Giappone, Thailandia, Stati Uniti, Israele, Hong Kong, Australia.

A gennaio di quest'anno Ant, la fintech di Ma, ha annunciato di aver rinnovato la propria struttura di voto aziendale: una mossa che di fatto porrà fine al controllo di Ma sulla sua società. Il suo ritorno in Cina avviene mentre il futuro di Ant rimane poco chiaro. Un cambio di controllo potrebbe aprire la strada a una quotazione a Hong Kong o Shanghai.

Nel continuo sforzo di non perdere attrattiva nei confronti delle grandi aziende, questa mattina il ministro del Commercio, Wang Wentao, ha incontrato l'amministratore delegato di Apple Tim Cook, a Pechino per il China Development Forum andato in scena nel weekend. I due hanno parlato di stabilizzazione delle catene industriali e di approvvigionamento, ha dichiarato il Ministero, aggiungendo che Wang ha detto a Cook che la Cina è disposta a fornire un buon ambiente e servizi alle aziende straniere. Nei giorni scorsi, il ministro ha incontrato anche i dirigenti di numerose altre aziende internazionali, tra cui Pfizer, Bmw e Qualcomm.