Audrey Elizabeth Hale, "una persona silenziosa". Chi era il killer della strage nella scuola di Nashville
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Le amiche parlano di "una ragazza dolce", forse un “po’ troppo silenziosa”. Ha usato il fucile per sfondare una porta chiusa dall’interno, poi di corsa verso il secondo piano, salendo lungo le scale, e ha messo in atto il suo piano, in modo rapido, come in un’operazione militare.
Ora che Audrey Elizabeth Hale, 28 anni, di Nashville, ha fatto una strage la sua identità sessuale sta già diventando il centro della storia per la destra Usa, un modo per nascondere il problema delle armi facili. Audrey aveva annunciato di essere transgender e si riconosceva nel genere maschile, anche se tutti quelli che parlano di lei in queste ore ne parlano al femminile.
La sua comunità comincia solo ora a scoprirne la vita, a vederne il volto, ma non a capire ancora cosa sia successo. In un selfie pubblicato su Linkedin appare con lo sguardo fisso puntato verso la telecamera, l’aria seria, come distante da tutto, addosso una…
NEW YORK - Le amiche parlano di "una ragazza dolce", forse un “po’ troppo silenziosa”. Ha usato il fucile per sfondare una porta chiusa dall’interno, poi di corsa verso il secondo piano, salendo lungo le scale, e ha messo in atto il suo piano, in modo rapido, come in un’operazione militare.
Ora che Audrey Elizabeth Hale, 28 anni, di Nashville, ha fatto una strage la sua identità sessuale sta già diventando il centro della storia per la destra Usa, un modo per nascondere il problema delle armi facili. Audrey aveva annunciato di essere transgender e si riconosceva nel genere maschile, anche se tutti quelli che parlano di lei in queste ore ne parlano al femminile.
La sua comunità comincia solo ora a scoprirne la vita, a vederne il volto, ma non a capire ancora cosa sia successo. In un selfie pubblicato su Linkedin appare con lo sguardo fisso puntato verso la telecamera, l’aria seria, come distante da tutto, addosso una maglietta a righe.
Audrey Elizabeth Hale: l'identità di genere
Per la polizia era "una transgender". Su Linkedin Hale dichiarava di riconoscersi nel genere maschile e usava il pronome “lui” e “egli”. Aveva studiato nella scuola della strage e i vecchi compagni la definiscono una persona “tranquilla”, “forse un po’ troppo silenziosa”.
Una persona vicina alla famiglia ha detto al Daily Beast che "era autistica ad alto funzionamento". “Di recente - ha aggiunto - aveva annunciato di essere transgender, e si identificava come un maschio”.
Sul suo profilo Linkedin e sul suo personale sito web, Hale si presentava come graphic designer con focus sui loghi per il business. Aveva una laurea, presa l’anno scorso al Nossi College of Art di Madison, Tennessee, in illustrazione e graphic design. Aveva trovato lavoro.
L'assalto alla scuola dove aveva studiato, 5 km da casa
Il bilancio della strage nella scuola elementare di Nashville è di tre bambini di 9 anni uccisi, più la preside, il custode e una supplente. Da pochi mesi aveva annunciato di essere transgender. Nei messaggi alle amiche, a volte, si firmava con un nome maschile: Aiden. O con il proprio. In uno di questi, il suo testamento digitale, aveva avvertito un'amica, Averianna Patton, di quello che avrebbe fatto: “Dunque - aveva scritto su Instagram - in pratica questo post che ti mando è in pratica il messaggio di un suicida. Ho pianificato di morire oggi. Non è uno scherzo!!!! Probabilmente sentirai parlare di me ai notiziari, dopo che morirò”. L’amica aveva risposto: “Hai ancora molta vita da vivere”. E Hale: “Lo so ma non voglio vivere. Mi dispiace tanto. Non voglio sconvolgerti o attirare l’attenzione. Ho proprio bisogno di morire”. E poi: “Volevo dirlo a te per prima perché sei la più bella persona che abbia mai visto e conosciuto in tutta la mia vita”. La ragazza ha chiamato subito la polizia, ma era troppo tardi.
Audrey abitava a meno di cinque chilometri dalla Covenant School. Hale ha usato per andare verso la scuola una Honda Fit grigia. L’ha parcheggiata in una piazzola vicino, ha preso un fucile stile Ar-15, un’altra arma da guerra e una pistola. Due di queste erano state acquistate legalmente nella zona.
A quel punto Hale ha fatto accesso al campus scolastico, passando dalla zona laterale. Ha sparato a una porta a vetri, distruggendola e aprendosi un varco. Sapeva come agire. Gli investigatori hanno trovato a casa un manifesto e altri scritti. In uno era disegnato il viso di Jack Nicholson in Shining e alcune frasi del film, tra cui l’inquietante “Wendy, I’m home”, con cui l’ormai impazzito scrittore Jack Torrance annuncia alla moglie di essere tornato a casa. In un’altra illustrazione, Hale aveva confessato il suo sogno: quello di tornare all’età infantile “per sempre”.
C’era anche una mappa della scuola scritta a mano, con indicati, in modo dettagliato, i punti di ingresso e quelli sorvegliati. Alcuni appunti anticipavano quello che sarebbe successo alla Covenant School. Nell’auto c’erano altri scritti. La scuola, ha spiegato il capo della polizia di Nashville, John Drake, è l’unico obiettivo preso di mira. “C’era del risentimento - ha spiegato - per essere andata a studiare in quella scuola da piccola”. “Ma nei suoi piani c’era - ha aggiunto - anche un’altra location”. Drake non ha indicato quale.
La madre di Audrey: "Oggi ho perso mia figlia"
La madre, Norma Fort Hale, ha commentato a Abc: “E' molto difficile ora, chiediamo un po’ di privacy. Non ce la faccio a parlare. So che oggi ho perso mia figlia”. Una vicina di casa, amica di Hale, Sandy Durham, ha aggiunto: “Non c’era mai stato un segnale di quello che sarebbe successo. Mai. Era così dolce. Non so cosa sia successo. E' tutto così spaventoso”.