La storica prima pagina del Guardian: "Chiediamo scusa per i legami del nostro fondatore con lo schiavismo"
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – La proprietà del Guardian si è pubblicamente scusata per il ruolo che i fondatori del quotidiano britannico hanno avuto nello schiavismo nel diciannovesimo secolo e ha annunciato un programma decennale da 10 milioni di sterline di compensazioni e riparazioni dei danni così causati. “Siamo profondamente dispiaciuti per il ruolo che John Edward Taylor e i suoi finanziatori hanno avuto nel commercio del cotone”, afferma Ole Jacob Sunde, presidente dello Scott Trust, il fondo proprietario del Guardian. “Riconosciamo che rendere pubblici questi fatti e scusarsi è soltanto il primo passo nell’affrontare i legami storici di questo giornale con lo schiavismo”. Sull’edizione di oggi, Katharine Viner, direttrice del Guardian, scrive in un editoriale: “Chiediamo scusa per il fatto che i nostri fondatori hanno tratto la loro ricchezza da una pratica che era un crimine contro l’umanità. Questo terribi…
LONDRA – La proprietà del Guardian si è pubblicamente scusata per il ruolo che i fondatori del quotidiano britannico hanno avuto nello schiavismo nel diciannovesimo secolo e ha annunciato un programma decennale da 10 milioni di sterline di compensazioni e riparazioni dei danni così causati. “Siamo profondamente dispiaciuti per il ruolo che John Edward Taylor e i suoi finanziatori hanno avuto nel commercio del cotone”, afferma Ole Jacob Sunde, presidente dello Scott Trust, il fondo proprietario del Guardian. “Riconosciamo che rendere pubblici questi fatti e scusarsi è soltanto il primo passo nell’affrontare i legami storici di questo giornale con lo schiavismo”. Sull’edizione di oggi, Katharine Viner, direttrice del Guardian, scrive in un editoriale: “Chiediamo scusa per il fatto che i nostri fondatori hanno tratto la loro ricchezza da una pratica che era un crimine contro l’umanità. Questo terribile passato deve rafforzare la nostra determinazione a usare il giornalismo per denunciare il razzismo, l’ingiustizia e la diseguaglianza”.
Il fondo da 10 milioni di sterline messo a disposizione dallo Scott Trust, pari a circa 11 milioni e mezzo di euro, finanzierà progetti in Giamaica e altrove in America e nei Caraibi in quattro aree: aumentare la consapevolezza sullo schiavismo; sviluppare la diversità etnica nei media; sostenere ulteriori progetti di ricerca in questo ambito; e migliorare le cronache e le inchieste del Guardian sullo sfruttamento umano.
Accuse di colonialismo e fuga dalla Corona: il viaggio di William e Kate ai Caraibi è stato un flop?