✕

Taiwan, al via il viaggio della presidente Tsai. La risposta della Cina: "Se avrà contatti con McCarthy reagiremo con determinazione"

Tsai Ing-wen in partenza dal Taoyuan International Airport  (ansa)
La tappa che irrita maggiormente Pechino è quella del ritorno, a Los Angeles il 5 aprile. In California Tsai dovrebbe - anche se non c'è ancora una conferma ufficiale - incontrare lo speaker della Camera Usa
1 minuti di lettura

PECHINO - "Le pressioni esterne non impediranno a Taiwan di interagire con il mondo". Poche parole, rivolte alla Cina, al gate dell'aeroporto Taoyuan di Taipei, prima di imbarcarsi nel suo tour di dieci giorni in America Centrale. La presidente Tsai Ing-wen visiterà Guatemala e Belize, due degli ormai soltanto tredici alleati diplomatici che rimangono all'isola. Primo scalo in giornata a New York, dove verrà ricevuta all'Hudson Institute. Ma è la tappa sulla via del ritorno, a Los Angeles il 5 aprile, quella che irrita maggiormente Pechino. In California Tsai dovrebbe - anche se non c'è ancora una conferma ufficiale - incontrare lo speaker della Camera Usa, il repubblicano Kevin McCarthy. 

&qu…

PECHINO - "Le pressioni esterne non impediranno a Taiwan di interagire con il mondo". Poche parole, rivolte alla Cina, al gate dell'aeroporto Taoyuan di Taipei, prima di imbarcarsi nel suo tour di dieci giorni in America Centrale. La presidente Tsai Ing-wen visiterà Guatemala e Belize, due degli ormai soltanto tredici alleati diplomatici che rimangono all'isola. Primo scalo in giornata a New York, dove verrà ricevuta all'Hudson Institute. Ma è la tappa sulla via del ritorno, a Los Angeles il 5 aprile, quella che irrita maggiormente Pechino. In California Tsai dovrebbe - anche se non c'è ancora una conferma ufficiale - incontrare lo speaker della Camera Usa, il repubblicano Kevin McCarthy. 

"Taiwan camminerà fermamente sulla strada della libertà e della democrazia. Anche se questa strada è impervia, Taiwan non è sola", dice la presidente prima di salire sull'aereo. La risposta di Pechino era arrivata qualche ora prima della partenza: "Se avrà contatti con McCarthy si tratterà di un'altra provocazione che viola gravemente il principio di una sola Cina, danneggia la sovranità e l'integrità territoriale della Cina e sabota la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan", fa sapere la portavoce dell'ufficio cinese per gli Affari con Taiwan. "Ci opponiamo fermamente e adotteremo misure per reagire con determinazione".

La sensazione è però che non dovrebbe esserci una risposta muscolare come avvenuto l'anno scorso con la visita di Pelosi a Taipei: siamo a dieci mesi dalle elezioni taiwanesi e un atteggiamento duro potrebbe rinvigorire proprio l'elettorato del Partito democratico di Tsai mentre Pechino cerca invece di corteggiare l'opposizione del Kuomintang, come dimostra la visita dell'ex presidente taiwanese Ma Ying-jeou in Cina in questi giorni. 

Gli Stati Uniti provano a calmare le acque, affermando che gli scali dei presidenti taiwanesi in territorio americano sono una routine e che la Cina non dovrebbe usare il viaggio di Tsai per intraprendere mosse aggressive contro Taiwan.

In vista della visita di Tsai, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, ha parlato venerdì scorso con il responsabile della politica estera del Partito comunista, Wang Yi, in una telefonata che nessuna delle due parti ha reso pubblica, secondo quanto risulta a Bloomberg che cita fonti anonime a conoscenza della questione.