Elezioni Finlandia, sfida tra donne: Sanna Marin contro Riikka Purra, la leader dell’estrema destra. Ecco cosa può cambiare per l’Italia
dal nostro inviato Daniele Castellani Perelli , dal nostro inviato Daniele Castellani PerelliHELSINKI – “Il nostro obiettivo di lungo termine rimane l’uscita dall’Ue”. Quando la leader dell’estrema destra finlandese Riikka Purra ha pronunciato queste parole, a fine gennaio, il capo del centrodestra Petteri Orpo, il cui partito è saldamente ancorato al Ppe, ha avuto un sussulto. Eppure domenica sera, quando arriveranno i primi risultati delle elezioni legislative, potrebbe essere costretto a formare un governo proprio con questa formazione apertamente anti-europea e anti-migranti. E forse anche a concederle la poltrona di primo ministro.
Cosa dicono i sondaggi sulle elezioni in Finlandia
L’ultimo son…
HELSINKI – “Il nostro obiettivo di lungo termine rimane l’uscita dall’Ue”. Quando la leader dell’estrema destra finlandese Riikka Purra ha pronunciato queste parole, a fine gennaio, il capo del centrodestra Petteri Orpo, il cui partito è saldamente ancorato al Ppe, ha avuto un sussulto. Eppure domenica sera, quando arriveranno i primi risultati delle elezioni legislative, potrebbe essere costretto a formare un governo proprio con questa formazione apertamente anti-europea e anti-migranti. E forse anche a concederle la poltrona di primo ministro.
Cosa dicono i sondaggi sulle elezioni in Finlandia
L’ultimo sondaggio, pubblicato stamattina, dice che l’estrema destra tallona sempre più il centrodestra della Coalizione Nazionale (19,5% contro 19,8%) e ha superato i socialdemocratici della premier Sanna Marin, al 18,7%, (nel 2019 erano tutti e tre al 17%). Proprio Riikka Purra e Sanna Marin hanno dominato questa campagna elettorale, si sono messe apertamente nel mirino forse anche per rafforzarsi a vicenda nei rispettivi campi.
Sfida al femminile
Due donne dunque. E due idee opposte della Finlandia e dell’Europa. Da una parte la premier socialdemocratica uscente - femminista, cresciuta in una famiglia arcobaleno, che chiede più migranti e ha dato scandalo per dei video rubati in cui balla diciamo in modo poco istituzionale – e dall’altra Purra, che si fa paladina dei valori borghesi della tradizione e guida il Partito dei Finlandesi, una volta noto come “I veri finlandesi”, alleato in Europa della Lega e di Le Pen. Tutto ciò in un Paese in cui 6 dei primi 8 partiti e tutti i 5 della maggioranza sono a guida femminile, e in cui il governo di centrosinistra ha una netta maggioranza di ministre (12 su 19). Entrambe, domenica sera, possono finire prime. Oppure fallire. O ancora ritrovarsi a negoziare il loro ruolo in una coalizione incerta, in uno scenario di instabilità che farebbe felice Vladimir Putin, il minaccioso vicino, per difendersi dal quale nelle prossime settimane la Finlandia abbandonerà decenni di neutralità e farà il suo storico ingresso ufficiale nella Nato, dopo il definitivo via libera turco.
La premier uscente Sanna Marin
Sanna Marin è cresciuta nella operaia Tampere, la Manchester finlandese, per pagarsi gli studi ha lavorato come cassiera in un supermercato e in un forno, ed è stata la prima della sua famiglia a laurearsi. A Tampere si è fatta conoscere grazie ai video in cui, da presidente dell’assemblea cittadina, teneva testa e redarguiva i suoi colleghi. Poi nel giugno 2019 fa il salto a livello nazionale come ministra dei Trasporti e delle Comunicazioni, e sei mesi dopo, in seguito alle dimissioni del suo leader Antti Rinne, viene scelta dal partito per la guida del governo.
È il dicembre del 2019, e Marin, a soli 34 anni, diventa la premier più giovane del mondo. Con un battesimo di fuoco: prima il Covid, affrontato con fermezza, e poi l’invasione russa dell’Ucraina, con la richiesta di un immediato ingresso nella Nato. “I finlandesi non amano Sanna Marin quanto voi”, ha titolato Politico un mese fa, giocando sulla grande fama internazionale di questa giovane leader di carattere, avvenente e a cui piace divertirsi, come si è visto nei famosi video rubati (per i quali fu proprio la “bacchettona” Purra a costringerla al test anti-droga). Ma pure in patria, dove difende il welfare anche a costo di fare debito, rimane popolare, considerando quanto la crisi provocata dal duo Covid-guerra tenda a punire i governanti europei.
Chi è Riikka Purra: salutista e anti-migranti
La leggera crescita rispetto al risultato del 2019, tuttavia, per i socialdemocratici non sarebbe abbastanza per rimanere al governo. Occhi puntati allora su Riikka Purra, che ha preso le redini dell’estrema destra nell’agosto del 2021 e ne ha alimentato il successo puntando anzitutto contro gli immigrati. Una battaglia, la sua, che spiega anche con un elemento autobiografico, ovvero le molestie ricevute da giovane da dei rifugiati. Purra, oltre a uscire dall’Ue, vuole rimandare dal 2035 al 2050 l’obiettivo nazionale della neutralità carbonica, dice che i soldi per la cultura sono un lusso, e sui valori rappresenta la vecchia Finlandia di provincia: il suo partito ha radici agrarie, e nel suo singolare profilo Instagram Purra presenta solo ricette salutiste (è una fan dei succhi di verdura) e foto con il suo cane, in campagna o anche sul trattore.
I valori d’antan non devono però ingannare. Il Partito dei Finlandesi è attivissimo sui social ed è diventato il più amato dei giovani grazie al suo messaggio semplice e ai video su TikTok.
Due infanzie difficili
Hanno però anche delle cose in comune, Marin e Purra. Entrambe madri e sposate, sono vegetariane e hanno avuto un’infanzia difficile. La prima ha avuto un padre alcolista, e quando i genitori si sono separati lei è andata a vivere con la nuova compagna lesbica della madre. La seconda a 12 anni ha visto morire di infarto sua madre, marxista, sempre per colpa dell’alcol: ed è per non ripetere lo stile di vita della madre che è diventata salutista.
Zelensky vs Akesson
In tv hanno duellato soprattutto sugli immigrati. Marin dice che la Finlandia deve accoglierne di più: “Da soli non bastiamo”, e la Confindustria le dà ragione. Purra vuole invece lo stop ai migranti extra-Ue. Mentre, per quanto riguarda i loro punti di riferimento internazionali, Marin è tornata a Kiev da Zelensky anche tre settimane fa, per ricordare a tutti che è lei il volto del popolare sostegno all’Ucraina e alla Nato. Però ha commesso una gaffe aprendo all’invio dei caccia, che Helsinki in realtà non può rimpiazzare prima del 2025. Purra, che su Nato e Ucraina si è allineata al mainstream occidentale, ha puntato invece sulla photo-op con Jimmie Akesson, il leader dei postfascisti svedesi che tengono in piedi con il loro appoggio esterno il governo di centrodestra a Stoccolma.
Cosa può cambiare per l’Italia
“Marin e Purra hanno portato passione e un certo divertimento politico alla campagna, con la prima che ha puntato su un’agenda di sinistra”, ci dice Teivo Teivainen, docente di Politica globale all’Università di Helsinki, “ma il punto politico, visti i sondaggi, è capire ora quanto il partito di Purra sia compatibile con il centrodestra. Sono diventati più pro-business e hanno rinnegato le loro posizioni più ambigue sulla Russia, ma sui migranti economici e sull’Ue sono distanti da Orpo. Un loro governo sarebbe comunque più ‘falco’ di quello di centrosinistra su temi cari all’Italia come il rigore nei bilanci dei Paesi Ue e sulla redistribuzione degli immigrati provenienti dal Mediterraneo”.
L’immagine
Se si dovesse scegliere un’immagine della campagna, per concludere, sarebbe il fermo immagine di un dibattito tv: Marin e Purra si parlano addosso e alzano il dito l’uno contro l’altra, mentre sulla destra il leader di centrodestra Petteri Orpo sorride serafico. Pacato e serio, vuole trasmettere competenza e senso di responsabilità, addirittura “promettendo” tagli alla spesa per sanare il bilancio di Marin. Se arriverà primo potrà scegliere tra il Sinipunahallitus (la grande coalizione con i socialdemocratici) e l’alleanza con l’estrema destra (e altri minori, in tutti e due i casi). La persona più felice del Paese più felice del mondo – stando al World Happiness Report – pensa di essere lui. Ma chi sorriderà davvero domenica sera, qui a Helsinki, nessuno ancora lo sa.