Spagna, il caso Ana Obregón: una figlia a 68 anni con la maternità surrogata. Le critiche del governo Sánchez: " È violenza contro le donne"
a cura della redazione EsteriIn prima pagina sui principali quotidiani spagnoli: da El Mundo a La Vanguardia, il caso dell'attrice e presentatrice spagnola Ana Obregón è il più discusso del momento. Protagonista di una esclusiva concessa al settimanale Hola!, la popolare frequentatrice dei salotti televisivi del pomeriggio ha reso nota così la sua maternità surrogata a 68 anni. La tecnica di procreazione assistita è illegale in Spagna dal 2006.
La notizia in esclusiva
"È arrivata una luce piena di amore nella mia oscurità. Non sarò mai più sola. Torno a vivere", ha scritto Obregón su Instagram diffondendo la copertina del magazine nel quale la si vede fotografata a Miami - occhiali scuri e seduta su una sedia a rotelle - mentre stringe al petto una neonata. La donna, che in passato aveva avuto una relazione con Miguel Bosé, era madre di un figlio, Alejandro, nato nel 1992 dalla relazione c…
In prima pagina sui principali quotidiani spagnoli: da El Mundo a La Vanguardia, il caso dell'attrice e presentatrice spagnola Ana Obregón è il più discusso del momento. Protagonista di una esclusiva concessa al settimanale Hola!, la popolare frequentatrice dei salotti televisivi del pomeriggio ha reso nota così la sua maternità surrogata a 68 anni. La tecnica di procreazione assistita è illegale in Spagna dal 2006.
La notizia in esclusiva
"È arrivata una luce piena di amore nella mia oscurità. Non sarò mai più sola. Torno a vivere", ha scritto Obregón su Instagram diffondendo la copertina del magazine nel quale la si vede fotografata a Miami - occhiali scuri e seduta su una sedia a rotelle - mentre stringe al petto una neonata. La donna, che in passato aveva avuto una relazione con Miguel Bosé, era madre di un figlio, Alejandro, nato nel 1992 dalla relazione con il conte italiano Alessandro Lecquio. Il ragazzo era morto nel 2020 in seguito a un tumore e da allora aveva espresso un profondo malessere tale da spingerla a desiderare di nuovo di essere madre.
La scelta di Obregón ha generato un fermento di reazioni: dal sostegno - addirittura dei famosi come Georgina Rodriguez che come lei è ricorsa alla maternità surrogata per i primi tre figli avuti da Cristiano Ronaldo - alle critiche. E non solo dei social. Il caso Obregón ha scosso anche il governo spagnolo che su questa tecnica di procreazione assistita ha una posizione di totale chiusura.
Le reazioni politiche
"È una pratica non legale in Spagna, riconosciuta legalmente nel nostro Paese come una forma di violenza contro le donne", ha detto ai giornalisti la ministra dell'Uguaglianza Irene Montero, ricordando di non dimenticare "la realtà di queste donne precarie e a rischio povertà". "Mi è parsa un'immagine dantesca", ha commentato Pilar Alegría, ministra dell'Istruzione e portavoce del Partito socialista del premier Pedro Sánchez. "Questo si chiama utero in affitto, non gravidanza surrogata", ha aggiunto. Della stessa opinione anche il ministro della Presidenza e dei rapporti con il Parlamento Félix Bolaños e la ministra delle Finanze María Jesús Montero. "I corpi delle donne non dovrebbero essere né acquistati né affittati per soddisfare i desideri di nessuno", ha detto Bolaños. L'opposizione a destra è apparsa più aperta al dibattito: la questione "merita un dibattito profondo e sereno, perché tocca molte questioni morali, etiche e religiose", ha osservato Cuca Gamarra, "numero due" del Partito popolare, dove sono convinti che la 'linea rossa è che la maternità surrogata sia a pagamento.
La legislazione spagnola
La maternità surrogata, a pagamento o altruistica, è illegale in Spagna dal 2006. La legislazione spagnola autorizza, invece, l'iscrizione all'anagrafe dei figli nati per maternità surrogata all'estero a condizione che venga presentata "una sentenza giudiziaria emessa da un tribunale competente" del Paese in questione che stabilisca il rapporto filiale. Tra l'altro, la maternità surrogata è stata inserita tra le "manifestazioni di violenza contro le donne" in una legge sull'aborto approvata lo scorso febbraio, che vieta anche ogni "pubblicità tramite agenzie di intermediazione". Durante la stesura della legge, il governo - tramite il ministero delle Pari opportunità - era arrivato a ipotizzare che i genitori che vanno all'estero per avere figli tramite la maternità surrogata dovessero essere perseguiti penalmente con l'arresto, anche se avevano firmato contratti in Paesi in cui era legale. È illegale nell'Unione Europea.