Finlandia, la gioia dei cittadini dopo il sì turco all'ingresso nella Nato: "Un giorno felice, ora ci sentiamo più sicuri"
dal nostro inviato Daniele Castellani Perelli , dal nostro inviato Daniele Castellani PerelliHELSINKI - "È un giorno felice. È strano dirlo, perché con i russi non abbiamo mai avuto problemi", ci dice alla stazione di Helsinki Paavo Tolonen, ingegnere 61enne, commentando il sì del Parlamento turco che era l'ultimo ostacolo allo storico ingresso della Finlandia nella Nato dopo decenni di neutralità. "Sono di Savonlinna, vicino alla frontiera. Per lavoro ho sempre viaggiato in Russia, da San Pietroburgo a Bratsk. Ma qualcosa, si sa, è cambiato. E ora nella Nato ci sentiamo tutti più sicuri".
Quel qualcosa, come noto, è la guerra in Ucraina, e l'improvvisa illuminazione - dopo anni in cui l'Occidente aveva chiuso gli occhi davanti alle invasioni di Putin, dalla Georgia alla Crimea - che il Cremlino rappresenta una minaccia concreta per i suoi vicini. L'opinione pubblica di un Paese passato alla storia per la "finlandizzazione" - i rapporti di buon vicinato con l'Urss durant…
HELSINKI - "È un giorno felice. È strano dirlo, perché con i russi non abbiamo mai avuto problemi", ci dice alla stazione di Helsinki Paavo Tolonen, ingegnere 61enne, commentando il sì del Parlamento turco che era l'ultimo ostacolo allo storico ingresso della Finlandia nella Nato dopo decenni di neutralità. "Sono di Savonlinna, vicino alla frontiera. Per lavoro ho sempre viaggiato in Russia, da San Pietroburgo a Bratsk. Ma qualcosa, si sa, è cambiato. E ora nella Nato ci sentiamo tutti più sicuri".
Quel qualcosa, come noto, è la guerra in Ucraina, e l'improvvisa illuminazione - dopo anni in cui l'Occidente aveva chiuso gli occhi davanti alle invasioni di Putin, dalla Georgia alla Crimea - che il Cremlino rappresenta una minaccia concreta per i suoi vicini. L'opinione pubblica di un Paese passato alla storia per la "finlandizzazione" - i rapporti di buon vicinato con l'Urss durante la Guerra Fredda, che si concretizzarono in affari e anche in una certa pressione sulla politica interna - si è convertita all'atlantismo in pochissimi mesi.
C'è persino chi ha prodotto la birra Nato, e chi sostiene di aver venduto in poche settimane centinaia di bandiere dell'Alleanza. Ed era curioso seguire ieri sera sui siti di notizie finlandesi le dirette web dal parlamento turco, con gli inviati alle prese con i bizantinismi locali, i dibattiti rinviati e le pause-cena dell'Iftar, il pasto che interrompe il digiuno del Ramadan.
I perché del via libera turco
Ieri il Parlamento turco ha approvato l'ingresso della Finlandia nella Nato all'unanimità: tutti i 276 deputati presenti in aula hanno dato l'ok. Rimaneva solo Ankara, dopo il sì dell'Ungheria arrivato pochi giorni fa, tra i Parlamenti dei Paesi dell'Alleanza. I due Paesi hanno fatto sudare Helsinki, ma alla fine hanno dato semafoto verde, mentre si oppongono ancora - e sono gli unici - all'adesione della Svezia, rea secondo la Turchia di avere fatto troppo poco per dimostrare di non proteggere più quelli che chiama i "terroristi" curdi e il network dietro il tentato colpo di Stato del 2016, e rea secondo l'Ungheria di criticarla troppo sullo stato di diritto.
I due Paesi riluttanti si sono decisi sia per le pressioni internazionali - decisivo, nel caso turco, la triangolazione con la Casa Bianca, che non a caso ha ospitato il 9 marzo il presidente finlandese Sauli Niinistö, che una settimana dopo è volato dal leader turco Recep Tayyip Erdogan - sia perché i due casi scandinavi divergevano troppo.
La differenza con la Svezia
La Svezia, oltre a dare rifugio a diversi oppositori curdi di Erdogan, vanta da decenni una politica estera in prima linea nel rispetto internazionale dei diritti umani, ha un'opinione pubblica, delle leggi e delle abitudini così liberali che la polizia non ha battuto ciglio quando Rasmus Paludan, estremista di destra abituato a queste performance, ha bruciato in piazza a Stoccolma il Corano. A Helsinki, invece, durante una protesta anti-turca davanti all'ambasciata un pupazzo di Erdogan, che rischiava di fare identica fine, è stato portato via dalle forze dell'ordine. Erdogan si è detto soddisfatto delle misure prese dalla Finlandia contro i "terroristi" curdi e del suo via libera all'esportazione di armi. Il parlamento turco ha ricevuto il messaggio e ha votato sì, anche l'opposizione si è detta favorevole.
Cosa succede ora
A questo punto spetta a Erdogan, entro due settimane, ratificare l'approvazione. Poi bisogna attendere che venga pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Infine Turchia e Ungheria devono mandare i documenti ufficiali al governo americano a Washington, che è depositario della Nato secondo il trattato fondativo. Il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg inviterà formalmente la Finlandia e come passo finale il ministro degli Esteri di quest'ultima siglerà lo "strumento di adesione": quando questo documento arriverà al Dipartimento di Stato americano, la Finlandia sarà formalmente un mebro Nato.
Le reazioni
"L'ingresso nella Nato rafforzerà la sicurezza della Finlandia e migliorerà la stabilità e la sicurezza nella regione del Mar Baltico e del Nord Europa", ha commmentato il governo finlandese di Sanna Marin, di centrosinistra. E un plauso è venuto anche dal leader del centrodestra Petteri Orpo e dalla candidata dell'estrema destra Riikka Purra. Mentre il segretario Stoltenberg ha twittato: "Non vedo l'ora di alzare la bandiera della Finlandia al quartier generale Nato nei prossimi giorni. Insieme siamo più forti e più sicuri".
In molti commenti torna però il pensiero alla Svezia. La Finlandia non dimentica l'alleato, che all'inizio diceva in realtà di voler aspettare, per solidarietà. O tutti e due insieme, o niente. Ma la realtà bussa alle porte, e si è ritenuto più saggio andare avanti. "La Finlandia è dalla parte della Svezia, oggi e domani", ha ricordato la premier Sanna Marin. E il presidente finlandese Niinistö, dopo aver ringraziato tutti i 30 Paesi membri, ha auspicato l'ingresso "il prima possibile" della Svezia. La speranza di tutti è che Finlandia e Svezia facciano entrambe il loro esordio nell'Alleanza al vertice Nato dell'11 luglio a Vilnius, in Lituania.