Foto segnaletiche, impronte e forse l'arresto: cosa può accadere per Trump dopo l'incriminazione
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Gli verranno letti i suoi diritti, a partire da quello di restare in silenzio per evitare di peggiorare la propria situazione legale, come si fa con i criminali comuni. Poi gli faranno la foto segnaletica e gli prenderanno le impronte digitali. In teoria dovrebbero arrestarlo, con tanto di manette ai polsi, ma è probabile che su questo ci sia un negoziato con i procuratori, per evitargli l’umiliazione, ma soprattutto per non aizzare la folla che lui ha già sollecitato a protestare in piazza. E tutto questo ammesso che lui si consegnerà volontariamente, perché altrimenti si aprirà la disputa per l’estradizione dalla Florida, che coinvolgerà il suo probabile rivale elettorale Ron DeSantis, governatore dello stato dove vive.
Sono i prossimi passi che attendono Donald Trump, dopo l’incriminazione senza precedenti votata dal Grand Jury di Manhattan, su indicazione del procuratore Alvin Bragg. L’atto d…
NEW YORK - Gli verranno letti i suoi diritti, a partire da quello di restare in silenzio per evitare di peggiorare la propria situazione legale, come si fa con i criminali comuni. Poi gli faranno la foto segnaletica e gli prenderanno le impronte digitali. In teoria dovrebbero arrestarlo, con tanto di manette ai polsi, ma è probabile che su questo ci sia un negoziato con i procuratori, per evitargli l’umiliazione, ma soprattutto per non aizzare la folla che lui ha già sollecitato a protestare in piazza. E tutto questo ammesso che lui si consegnerà volontariamente, perché altrimenti si aprirà la disputa per l’estradizione dalla Florida, che coinvolgerà il suo probabile rivale elettorale Ron DeSantis, governatore dello stato dove vive.
Sono i prossimi passi che attendono Donald Trump, dopo l’incriminazione senza precedenti votata dal Grand Jury di Manhattan, su indicazione del procuratore Alvin Bragg. L’atto d’accusa riguarda il pagamento fatto alla pornostar Stormy Daniels, affinché tacesse sulla relazione avuta con lui mentre la moglie Melania partoriva il figlio Barron. Il reato è quello di aver usato fondi della compagnia per rimborsare l’avvocato Michael Cohen, che aveva materialmente pagato Daniels, giustificandoli poi come spese legali. A questo verrà probabilmente aggiunto il reato di aver violato le regole sui finanziamenti delle campagne elettorali. La procedura prevede ora che il procuratore formalizzi l’incriminazione davanti ai giudici. Quindi Trump dovrebbe essere arrestato, per comunicargli ufficialmente l’incriminazione, leggergli i “Miranda rights”, ossia il diritto di tacere, scattare la sua foto segnaletica e prendere le impronte digitali.
In genere quando avviene l’arresto la persona incriminata viene ammanettata, con le mani dietro la schiena se ha commesso reati violenti, o davanti se i crimini non sono violenti. Poi in genere l’incriminato viene rilasciato, se come nel caso di Trump non ha commesso un reato violento e non pone rischi per la sicurezza di altre persone. A quel punto si istruisce il processo, che può durare a lungo. Il primo problema però riguarda il comportamento di Trump. Il suo avvocato Joe Tacopina ha detto che “non ha violato la legge e si difenderà in modo vigoroso”. Se si consegnerà volontariamente ai giudici, è probabile che ci sia un negoziato sulle modalità.
L’ex capo della Casa Bianca verrà accompagnato dagli agenti del Secret Service che devono sempre proteggerlo, e il procuratore Bragg probabilmente potrebbe evitargli l’umiliazione delle manette, anche per non eccitare le reazioni violente dei suoi sostenitori. Trump però potrebbe avere invece interesse a farsi vedere con i polsi legati, proprio per eccitare la folla. Se l’ex presidente non si consegnerà, inizierà il procedimento per l’estradizione dalla Florida, dove risiede ufficialmente. A quel punto la decisione sulla sua sorte dipenderà dal governatore DeSantis, che dovrà decidere se consentire il suo trasferimento a New York o no. DeSantis è un probabile avversario politico di Trump in vista delle presidenziali del 2024, e ha il mandato di far rispettare la legge, ma sarà anche sotto forte pressione politica da parte dei compagni di partito repubblicani per ostacolare il procedimento contro l’ex presidente e ancora leader del Gop.
DeSantis con Trump, Florida non accetterà estradizione
Ron DeSantis, si schiera dalla parte dI Donald Trump e annuncia che la Florida non lo estraderà. "La strumentalizzazione del sistema giudiziario per far avanzare un'agenda politica capovolge lo stato di diritto ed è anti-americana", scrive su Twitter. "Il procuratore distrettuale di Manhattan, sostenuto da Soros, ha costantemente piegato la legge per declassare i reati e giustificare condotte criminali. Tuttavia, ora sta forzando la legge per prendere di mira un avversario politico", attacca DeSantis sottolineando che la "Florida non risponderà alla richiesta di estradizione".