La carovana della pace a Odessa. E fa i conti in tasca alla guerra: portare 500 tonnellate di aiuti costa un 1/15esimo di un tank
dal nostro inviato Matteo Pucciarelli , dal nostro inviato Matteo PucciarelliODESSA. Quasi 48 ore di viaggio, incluse pause, lungo stop per i controlli alla frontiera e una striminzita notte di riposo. La carovana della pace partita giovedì mattina da Padova è arrivata a Odessa. La prima consegna di aiuti è prevista all'ospedale pediatrico della città portuale ucraina. E nelle lunghe ore di trasversata si fa anche il conto della serva: quanto costa spostare gli oltre trenta mezzi e i volontari dall'Italia all'Ucraina? Chi paga? Poi, altro dato di raffronto interessante: le cinque carovane della pace da qui all'inizio della guerra, valse un milioni di chilometri percorsi e 500 tonnellate di aiuti donati, finora sono costate meno di un quindicesimo di un singolo carro armato tedesco Leopard (l'Italia ha in mente di acquistarne cento).
Il costo delle missioni solidali
Come detto, durante le cinque carovane 'StopThe War Now' sono stati percorsi un milione di chilometri, sommando tutti i furgoni e le a…
ODESSA. Quasi 48 ore di viaggio, incluse pause, lungo stop per i controlli alla frontiera e una striminzita notte di riposo. La carovana della pace partita giovedì mattina da Padova è arrivata a Odessa. La prima consegna di aiuti è prevista all'ospedale pediatrico della città portuale ucraina. E nelle lunghe ore di trasversata si fa anche il conto della serva: quanto costa spostare gli oltre trenta mezzi e i volontari dall'Italia all'Ucraina? Chi paga? Poi, altro dato di raffronto interessante: le cinque carovane della pace da qui all'inizio della guerra, valse un milioni di chilometri percorsi e 500 tonnellate di aiuti donati, finora sono costate meno di un quindicesimo di un singolo carro armato tedesco Leopard (l'Italia ha in mente di acquistarne cento).
Il costo delle missioni solidali
Come detto, durante le cinque carovane 'StopThe War Now' sono stati percorsi un milione di chilometri, sommando tutti i furgoni e le automobili che hanno partecipato. "Le nostre carovane sono un cammino e una condivisione, non solo un risultato finale", ci tiene a specificare Gianpiero Cofano dell'associazione Papa Giovanni XXIII, uno degli organizzatori. Tra costi vivi di carburante, pedaggio, vitto e pernottamento, ogni singola missione 'costa' sui 30 mila euro. Una parte delle spese sono coperte dalle varie associazioni che compongono la rete pacifista, ma poi ogni volontario paga per sé hotel e pasti, in alcuni casi c'è chi ha messo a disposizione anche il proprio mezzo. Comunque, dall'inizio del conflitto in Ucraina parliamo insomma di un totale di 150 mila euro.
Poi ci sono le 500 tonnellate di aiuti umanitari portati, per un controvalore di circa un milione di euro, anche questi frutto di varie donazioni. Il trasporto in Italia di 80 bambini orfani di guerra, in una delle prime carovane, è costato circa 70 mila euro, questo perché avvenne in aereo.
Nei mesi di attività della rete 'StopThe War Now' sono stati installati 10 dissalatori, ciascuno dei quali può fornire acqua potabile fino a 5 mila persone al giorno, per un totale di 250 mila euro di controvalore. Nel corso di questa quinta carovana poi verranno consegnati diversi generatori: uno da 200 kW per l’Ospedale pediatrico di Odessa (dal valore di 55 mila euro), una trentina da 5 kW per i centri di aiuto umanitario, i rifugi, altri dissalatori (controvalore complessivo 60 mila euro) e ancora cinque generatori da 25 kW per una collaborazione diretta tra sindacati dal valore totale di 75 mila euro. Insomma, solo di generatori sono 190 mila euro. Comunque, tutto messo assieme, fa un totale di 1,72 milioni di euro.
"L’azione congiunta di 'StopThe War Now' ha poi permesso alle associazioni aderenti di interagire fra di loro per organizzare non solo l’aiuto immediato e diretto, ma anche dei progetti più strutturali e di medio respiro, tra cui uno in corso da 3 milioni di euro, perché la pace si deve costruire guardando lontano e non solo dando una prima risposta all’emergenza", continua Cofano.
Il raffronto
Uno dei lavori laterali del mondo pacifista e nonviolento, con in prima fila la Rete Italiana Pace e Disarmo, è l'analisi tecnica e specifica delle spese militari. Nella convinzione che una corsa agli armamenti porti sempre con sé un aumento del rischio dello scoppio di un conflitto. Comunque, fa certamente impressione sapere - specie se confrontato ai costi di un'operazione di solidarietà - che un solo carro armato Leopard ha un prezzo di 30 milioni di euro. "Se si vanno ad analizzare le proposte che i Capi di Stato di maggiore di Esercito, Marina e Aeronautica hanno avanzato nelle loro audizioni programmatiche alle commissioni Difesa di Camera e Senato - dice Francesco Vignarca, portavoce della Rete - si vede un programma di riarmo imponente, giustificato dai militari con il rischio concreto di una guerra determinato dal conflitto in Ucraina. Solo tra carri armati svedesi e tedeschi la lista della spesa richiesta ammonta a 4,2 miliardi di euro".