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L'esercito moldavo chiama i riservisti: mobilitazione generale per il 3 aprile

La presidente moldava Maia Sandu (ansa)
L'obiettivo è verificare le capacità di usare le armi di artiglieria e fanteria, familiarizzare con l'equipaggiamento dell'esercito, studiare i regolamenti militari. Le esercitazioni erano già state programmate da tempo ma la tensione tra filorussi e governo resta alta
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Mentre la presidente Maia Sandu vola in Ucraina da Volodymyr Zelensky per il summit di Bucha, l’esercito moldavo chiama i riservisti: la mobilitazione generale è prevista il 3 aprile e, come sottolineano le forze armate moldave, è stata decisa solo per fare esercitazioni e addestramento militari.

Gli uomini da 18 anni fino agli over 50 che il 3 aprile non si presenteranno alle caserme dell’esercito saranno sanzionati con lavori sociali forzati fino a 150 ore oppure con una multa da oltre 32mila Lei moldavi, ovvero 1500 euro: una cifra enorme per un Paese dove gli stipendi medi sono di 4mila Lei al mese, meno di 200 euro.

In base a quanto riporta il sito Infomedia.info ci…

Mentre la presidente Maia Sandu vola in Ucraina da Volodymyr Zelensky per il summit di Bucha, l’esercito moldavo chiama i riservisti: la mobilitazione generale è prevista il 3 aprile e, come sottolineano le forze armate moldave, è stata decisa solo per fare esercitazioni e addestramento militari.

Gli uomini da 18 anni fino agli over 50 che il 3 aprile non si presenteranno alle caserme dell’esercito saranno sanzionati con lavori sociali forzati fino a 150 ore oppure con una multa da oltre 32mila Lei moldavi, ovvero 1500 euro: una cifra enorme per un Paese dove gli stipendi medi sono di 4mila Lei al mese, meno di 200 euro.

In base a quanto riporta il sito Infomedia.info citando il colonnello dell’esercito moldavo Octavian Druta, l’obiettivo della mobilitazione è verificare le capacità di usare le armi di artiglieria e fanteria, familiarizzare con l'equipaggiamento dell'esercito, studiare i regolamenti militari. I riservisti saranno convocati con un ordine di chiamata che sarà emesso dai centri militari territoriali del Comune di appartenenza e sarà consegnato personalmente a domicilio.

La mobilitazione del 3 aprile non vuol dire che la Moldavia si appresta a entrare in guerra: le forze armate hanno specificato che le esercitazioni sono condotte in base al piano di addestramento del 2023 già stabilito da tempo e non hanno relazione con la situazione nella regione. L’obiettivo dell’esercito di non allarmare la popolazione è chiaro, ma in Moldavia la tensione è alta e la mobilitazione arriva in un momento molto delicato per la nazione bessaraba: pochi giorni fa Marina Tauber, leader del partito filorusso Shor, ha dichiarato che il 17 aprile il governo filoUe di Chisinau avrebbe pianificato un colpo di mano in Transnistria, regione separatista filorussa controllata da un contingente di 2mila soldati di Mosca, principale focolaio della tensione nel Paese.

Il governo ha subito smentito e accusato il partito Shor di alimentare la tensione ma la Moldavia rimane un Paese spaccato: l’influenza russa è ancora molto forte sia al nord nella regione di Balti sia a sud nella provincia di Gagauzia, che da anni chiede l’autonomia dalla capitale Chisinau e non ha mai nascosto le simpatie filorusse.

Proprio in Gagauzia il 30 aprile si voterà il nuovo governo locale: il Pas, partito filoUe del presidente Maia Sandu e del governo, non presenterà alcun candidato. Ma i filorussi ci saranno eccome, soprattutto il partito Shor, che da mesi organizza violente proteste contro la presidenza di Maia Sandu. Dalla mobilitazione del 3 alle elezioni in Gagauzia, il mese di aprile sarà decisivo per la Moldavia: a Chisinau, dove nel frattempo è spuntato il sole dopo l’ultima nevicata di fine marzo, si vive nell’incertezza.