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Sondaggi a due facce: la base repubblicana tutta con Donald Trump, l’America invece no

(afp)

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Lo scenario politico. Giocando sul vittimismo giudiziario può trovarsi la strada spianata per la nomination. Ma rischia una sonora sconfitta alle presidenziali del 2024
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NEW YORK - Vincere le primarie a mani basse, ma perdere da capo le presidenziali. Rischia di finire così Donald Trump, sul piano elettorale, dopo il dramma dell'incriminazione per i pagamenti alla pornostar Stormy Daniels.

Il primo pericolo per la sopravvivenza delle democrazia americana ovviamente sono le violenze, perché lo stesso ex presidente aveva chiesto ai sostenitori di protestare contro l'imminente arresto, riportando alla mente l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. In altri tempi i guai giudiziari sarebbero bastati a squalificare Trump, ma lui invece è convinto che l'incriminazione lo aiuterà a rilanciare la corsa alla Casa Bianca, a parte il rischio di doverla gestire dietro alle sbarre. Persone vicine al suo entourage lo descrivono sorpreso dalla decisione del procuratore Bragg - perché ormai si era convinto che niente sarebbe accaduto almeno fino alla fine di aprile - ma preparato.

La sua squadra infatti aveva …

NEW YORK - Vincere le primarie a mani basse, ma perdere da capo le presidenziali. Rischia di finire così Donald Trump, sul piano elettorale, dopo il dramma dell'incriminazione per i pagamenti alla pornostar Stormy Daniels.

Il primo pericolo per la sopravvivenza delle democrazia americana ovviamente sono le violenze, perché lo stesso ex presidente aveva chiesto ai sostenitori di protestare contro l'imminente arresto, riportando alla mente l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. In altri tempi i guai giudiziari sarebbero bastati a squalificare Trump, ma lui invece è convinto che l'incriminazione lo aiuterà a rilanciare la corsa alla Casa Bianca, a parte il rischio di doverla gestire dietro alle sbarre. Persone vicine al suo entourage lo descrivono sorpreso dalla decisione del procuratore Bragg - perché ormai si era convinto che niente sarebbe accaduto almeno fino alla fine di aprile - ma preparato.

La sua squadra infatti aveva già definito il piano per usare l'arresto come arma politica, dalla raccolta di fondi elettorali per due milioni di dollari in pochi giorni, alla creazione di gruppi di "surrogates", cioè persone di sua fiducia, che lo difenderanno sui media descrivendolo come vittima di una caccia alle streghe non motivata da alcun reato. Gli effetti già si vedono, perché da quando è cominciato questo circo ha guadagnato 11 punti nei sondaggi contro il governatore della Florida DeSantis, il rivale più temibile nelle primarie del Gop. 

Il rischio però è proprio quello di stravincere la nomination, anche grazie all'arresto, ma poi riperdere le presidenziali contro Biden. Infatti, secondo un sondaggio della Quinnipiac University, il 57% degli americani pensa che l'incriminazione dovrebbe squalificarlo dalla corsa alla Casa Bianca, anche se la Costituzione non lo richiede, mentre il 38% no. Il numero dei contrari sale però al 75% tra i repubblicani, a conferma che la base del Gop è pronta a perdonarlo e rinominarlo per le presidenziali del 2024, ma la maggioranza degli americani moderati e indipendenti, ossia quelli che dovrebbe conquistare per tornare alla Casa Bianca, pensa che Trump non possa più essere votato perché porterebbe caos, risentimento e vendetta a Washington. 

I colleghi repubblicani lo appoggiano, dallo Speaker della Camera McCarthy che accusa Bragg di aver messo la giustizia al servizio della politica, a DeSantis che già minaccia di opporsi all'estradizione dalla Florida, se Donald rifiutasse di consegnarsi volontariamente al tribunale di New York. Lo fanno perché devono, avendo lui in pugno la base del partito e minacciando chiunque lo avversi, però non conoscono gli oltre 30 capi d'accusa per frodi aziendali che il procuratore gli contesta e che sono ancora secretati. Il reato principale è aver presentato i pagamenti a Stormy come spese legali, mentre erano rimborsi all'avvocato Michael Cohen che aveva dato i soldi alla pornostar. Ma dietro potrebbero esserci crimini più gravi, incluso il riciclaggio. Se così fosse, i repubblicani che ora lo difendono potrebbero trovarsi in grave imbarazzo quando la procura pubblicherà le carte. Trump e i suoi alleati poi potrebbero anche perdere la parola per difenderlo sui media, se il giudice emanasse un "gag oder", vietandogli di parlare in pubblico del caso.

Esiste poi la possibilità che l'incriminazione di Manhattan sia solo il primo, e più debole, atto giudiziario. Infatti sono in corso anche le due inchieste gestite dal procuratore Jack Smith sul ruolo di Trump nell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 e nel trasferimento a Mar a Lago di documenti segreti. Poi c'è l'indagine in Georgia sui tentativi di cambiare i risultati delle presidenziali, spingendo le autorità locali a trovargli voti inesistenti. Questi sono tutti casi potenzialmente più gravi di quello della pornostar, anche perché difficili da liquidare come persecuzioni politiche.

L'incriminazione però pone dilemmi pure ai democratici. Biden non commenta e si tiene fuori dalla vicenda legale, magari timoroso di quanto potrebbero fare i repubblicani alla Camera contro suo figlio Hunter. Se Trump resterà comunque il candidato del Gop alle presidenziali del 2024, allora sarebbe logico contrapporgli ancora il presidente in carica, nel segno della continuità e la stabilità. Se invece Donald saltasse, il Partito democratico potrebbe essere spinto a cercare a sua volta un'alternativa a Joe.