"Ecco come si combatte in trincea": nella base segreta dove gli inglesi addestrano i soldati ucraini
dal nostro inviato Antonello Guerrera , dal nostro inviato Antonello GuerreraBASE MILITARE SEGRETA (INGHILTERRA DEL SUD). Se i ragazzini ucraini chiedono dagli spalti di Wembley i caccia F-16 al premier britannico Rishi Sunak, qui, in questa base militare segreta dell’Inghilterra meridionale, i loro giovani connazionali vogliono soltanto imparare a combattere: “Non so se vinceremo quest’anno, ma alla fine sconfiggeremo gli invasori russi”, ci assicura Nikola, 25 anni. Sul petto ha cucito un orsetto che imbraccia un kalashnikov. Di fianco, la bandiera gialloblu.
Questi soldati, venuti qui nel Regno Unito per farsi addestrare dalle milizie di Sua Maestà come le "Irish Guards" ma anche comandanti australiani e neozelandesi, chiedono all’Europa di sostenerli, fino alla fine: “Certo, il Regno Unito si sta impegnando moltissimo per noi, ma sinceramente non facciamo differenze tra Paesi”, continua Nikola, che si è arruolato a 18 anni nel 2015 dopo l’invasione della Russia in Cri…
BASE MILITARE SEGRETA (INGHILTERRA DEL SUD). Se i ragazzini ucraini chiedono dagli spalti di Wembley i caccia F-16 al premier britannico Rishi Sunak, qui, in questa base militare segreta dell’Inghilterra meridionale, i loro giovani connazionali vogliono soltanto imparare a combattere: “Non so se vinceremo quest’anno, ma alla fine sconfiggeremo gli invasori russi”, ci assicura Nikola, 25 anni. Sul petto ha cucito un orsetto che imbraccia un kalashnikov. Di fianco, la bandiera gialloblu.
Questi soldati, venuti qui nel Regno Unito per farsi addestrare dalle milizie di Sua Maestà come le "Irish Guards" ma anche comandanti australiani e neozelandesi, chiedono all’Europa di sostenerli, fino alla fine: “Certo, il Regno Unito si sta impegnando moltissimo per noi, ma sinceramente non facciamo differenze tra Paesi”, continua Nikola, che si è arruolato a 18 anni nel 2015 dopo l’invasione della Russia in Crimea: i nomi completi non possono essere condivisi per questioni di sicurezza e tantomeno i loro volti. “In Europa tutti hanno dato a loro modo una mano al nostro Paese e ve ne saremo per sempre grati. La guerra ti fa capire chi sono i tuoi veri amici, oltre ai nemici”.
Nikola, Valerij e Andreij, tutti col passamontagna, sono tre giovani dei circa 15mila soldati ucraini, uomini e donne, che Londra ha sinora formato sul loro britannico dall’inizio della guerra in Ucraina affinché possano tornare al fronte in patria con un know-how ed esperienza superiori per arginare e respingere gli invasori russi. L’obiettivo per il governo di Rishi Sunak è di arrivare a oltre 40mila militari di Kiev addestrati oltremanica nel prossimo anno (10mila ogni 4 mesi). Qualche mese fa eravamo andati in un’altra base, sempre nel sud dell’Inghilterra: lì ci si concentrava sulla guerriglia urbana, sull’imparare a combattere in contesti cittadini, con tutte le difficoltà annesse del caso.
Ma nel frattempo la guerra in Ucraina si è impantanata. E dunque si è spesso tornati a combattere come cento anni fa: in trincea. Per questo, questi circa mille soldati di Kiev si alleneranno qui nel sud dell'Inghilterra, per un corso intensivo di cinque settimane. Trentacinque giorni colmi di attività, dalla mattina presto a sera tardi, basate principalmente su due obiettivi. Il primo: imparare a sparare con precisione a distanza di almeno 50 metri, mentre i colpi rimbombano nei campi intorno, dove pascolano mucche e pecore.
Poi il secondo obiettivo: saper combattere proprio in trincea, qui ricreate in varie e ultrarealistiche serpentine tra queste verdi colline. “Essere tornati a un secolo fa mi rattrista parecchio”, ci confida Murray Macauly, uno dei maggiori neozelandesi che addestra gli ucraini, “anche perché è un combattimento molto difficile da imparare e da insegnare: soprattutto quando bisogna assaltare una trincea, ancor più che difenderla”. Ma sono sufficienti cinque settimane di addestramento soprattutto per coloro dei militari di Kiev che ha meno esperienza rispetto agli altri? “Ovviamente averne di più farebbe ancora più comodo, ma credo che questo allenamento sia una ottima base per andare in battaglia”.
Il vero problema sono i tempi: essendo la popolazione e i militari ucraini in numero decisamente inferiore rispetto a quelli dei russi, è cruciale contenere al massimo le perdite dei soldati alleati. Per questo, è meglio addestrare quanti più militari possibili invece di preparare alla battaglia meno truppe ma in maniera più approfondita. “Anche cinque settimane fanno la differenza, e stiamo vedendo i risultati sul terreno", conferma il sergente Greg Sargeant, australiano, “il vero problema, all’inizio, è la differenza linguistica quando arrivano qui. Ma per fortuna abbiamo ottimi traduttori che entrano subito in sintonia, sia con le reclute sia con noi”.
Oltre alla fornitura di armi e mezzi (ultimi i tank Challenger 2 appena consegnati a Kiev), l’impegno militare britannico per l’Ucraina e oggi contro la brutale aggressione della Russia di Vladimir Putin, arriva da lontano. Sin dall’indipendenza da Mosca nel 1991, quando giunsero le prime truppe di Londra. Poi, dopo l’invasione russa della Crimea nel 2014, è scattata l’“Operazione Orbital”: da allora, l’esercito britannico aveva già addestrato quasi 23mila truppe ucraine a casa loro, allora a Kiev, Odessa e Mykolaiv - artiglieria, fanteria, intelligence militare, logistica.
Secondo Valerij, che prima di arruolarsi l’anno scorso per difendere la patria dalla Russia lavorava in un negozio di elettrodomestici vicino a Kiev, “è importante essere qui perché così possiamo passare conoscenze e informazioni anche ai nostri compagni in battaglia in Ucraina". Aggiunge Andrij: “Siamo stanchi e ci mancano le nostre famiglie poiché possiamo comunicare con loro molto raramente per ragioni di sicurezza. Ma non vediamo l’ora di tornare a combattere. E vincere”.