Israele, primo sì del governo alla “guardia nazionale” di Ben Gvir. Che apre al reclutamento degli ultras
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Il Consiglio dei Ministri israeliano ha approvato la costituzione di una nuova “guardia nazionale” come richiesto dal leader del partito di estrema destra Otzmah Yehudit (“Potere Ebraico”) e Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Per finanziare il nuovo corpo di polizia per un totale di un miliardo di shekel (circa 260 milioni di euro) è stato richiesto a tutti gli altri ministeri di tagliare i propri bilanci dell’1,5%.
“La Guardia Nazionale che il governo ha approvato è un messaggio importante per i residenti di Israele e per la loro sicurezza personale, un'esigenza necessaria e fondamentale che gode di un ampio consenso", ha dichiarato Ben-Gvir in seguito alla decisione. Decisione che pure, secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, ha suscitato forti tensioni anche in seno allo stesso governo, con diversi ministri che avrebbero espresso la propria contrarietà – pur scegl…
GERUSALEMME – Il Consiglio dei Ministri israeliano ha approvato la costituzione di una nuova “guardia nazionale” come richiesto dal leader del partito di estrema destra Otzmah Yehudit (“Potere Ebraico”) e Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Per finanziare il nuovo corpo di polizia per un totale di un miliardo di shekel (circa 260 milioni di euro) è stato richiesto a tutti gli altri ministeri di tagliare i propri bilanci dell’1,5%.
“La Guardia Nazionale che il governo ha approvato è un messaggio importante per i residenti di Israele e per la loro sicurezza personale, un'esigenza necessaria e fondamentale che gode di un ampio consenso", ha dichiarato Ben-Gvir in seguito alla decisione. Decisione che pure, secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, ha suscitato forti tensioni anche in seno allo stesso governo, con diversi ministri che avrebbero espresso la propria contrarietà – pur scegliendo alla fine di votare a favore della fondazione della nuova forza di sicurezza.
“Il governo ha approvato tagli indiscriminati per finanziare la milizia privata di Ben-Gvir,” ha attaccato invece il leader dell’opposizione Yair Lapid. “Taglieranno sanità, istruzione, sicurezza, tutto per finanziare un esercito privato di teppisti.”
All’inizio della scorsa settimana, quando a fronte delle proteste senza precedenti ha cominciato a emergere che il premier Benjamin Netanyahu si preparava a interrompere per un mese l’iter legislativo della controversa riforma della giustizia, Ben-Gvir ha minacciato di uscire dalla maggioranza – cosa che avrebbe portato alla caduta del governo. Per evitarlo, il premier gli ha promesso la formazione del nuovo corpo speciale, con duemila agenti.
Mesi fa, Ben-Gvir, nei negoziati per dare vita al governo, aveva insistito perché gli fosse assegnato il Ministero della Sicurezza Interna con poteri rivisitati ed ampliati, incluso il controllo della polizia. Nelle ultime settimane però si è scontrato più volte con il capo della polizia Kobi Shabtai, che giorni fa gli ha inviato una lettera dichiarando che la formazione della nuova guardia nazionale avrebbe effetti catastrofici, per via della scarsa chiarezza rispetto al ruolo delle forze dell’ordine regolari e per gli alti costi. A esprimere contrarietà anche il Procuratore Generale Gali Baharav-Miara.
Ben-Gvir ha suscitato indignazione anche sabato, quando ha esplicitamente menzionato i membri del gruppo estremista La Familia come possibili reclute della nuova forza. In un’intervista al canale televisivo 13, il ministro ha sostenuto che tanti ragazzi di sinistra dai kibbutz lo hanno contattato per chiedere di entrare a far parte della guarda nazionale: “Anche noi e non solo quelli de ‘La Familia’.” Formalmente un’associazione di tifo organizzato per la società calcistica Beitar Jerusalem, il gruppo ha alle spalle una lunga storia di razzismo anti-arabo e violenza verbale e fisica. Quando il club decise di ingaggiare due calciatori musulmani nel 2013, alcuni affiliati all’organizzazione diedero fuoco alla sede della società. Nel 2016, in seguito a una complessa operazione di polizia con agenti infiltrati nel gruppo sotto copertura, 56 dei suoi membri vennero arrestati.
Pressato dall’intervistatore per sapere se considerava gli ultras adatti a servire nella forza di polizia, Ben-Gvir ha risposto come “tra loro ci sono tanti ufficiali e persone di valore” che sarebbero i benvenuti, a patto di non avere trascorsi criminali, accusando i media di calunnie nei confronti del gruppo.
Nonostante il voto favorevole del Consiglio dei Ministri, alcune incognite sull’effettiva operatività della guardia nazionale rimangono. Secondo la decisione approvata oggi infatti, a definire i dettagli del progetto sarà un comitato appositamente formato che avrà 90 giorni per presentare il piano. Incluso il nuovo corpo si troverà effettivamente alla diretta dipendenza di Ben-Gvir oppure di colui che ricopre il ruolo di capo della polizia, ossia Shabtai.