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Elezioni in Finlandia, Sanna Marin sconfitta: è terza, vincono centrodestra ed estrema destra

Petteri Orpo, leader del centrodestra e vincitore delle elezioni (afp)

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I sovranisti anti-migranti e anti-Ue di Riikka Purra recuperano rispetto ai primi risultati. La destra moderata ora può scegliere con chi governare. In calo gli alleati di governo della premier, in particolare i Verdi, "cannibalizzati" da Marin
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HELSINKI - Toni Paussu aveva già capito tutto. "Aspetta, abbi fede, nel voto anticipato non brilliamo mai", ci diceva tranquillo ieri sera nel quartier generale dell'estrema destra, il Partito dei Finlandesi di Riikka Purra, quando i primi dati decretavano la sconfitta della sua formazione. Poi lo scrutinio ha dato ragione a questo militante, ex candidato, e piccolo imprenditore, che prevedeva 44-46 seggi per la sua formazione, e davanti alla possibilità di un secondo posto diceva: "Come Raikkonen? Nooo. Forza Ferrari e Forza Finlandia!".

Toni Paussu, militante ed ex candidato del Partito dei Finlandesi (foto di Daniele Castellani Perelli) 

Chi ha vinto le elezioni in Finlandia

Le elezioni alla fine le ha vinte il centrodestra della Coalizione Nazionale di Petteri Orpo: europeista (nel gruppo del Ppe) e atlantista, che ha fondato la campagna sulla se…

HELSINKI - Toni Paussu aveva già capito tutto. "Aspetta, abbi fede, nel voto anticipato non brilliamo mai", ci diceva tranquillo ieri sera nel quartier generale dell'estrema destra, il Partito dei Finlandesi di Riikka Purra, quando i primi dati decretavano la sconfitta della sua formazione. Poi lo scrutinio ha dato ragione a questo militante, ex candidato, e piccolo imprenditore, che prevedeva 44-46 seggi per la sua formazione, e davanti alla possibilità di un secondo posto diceva: "Come Raikkonen? Nooo. Forza Ferrari e Forza Finlandia!".

Toni Paussu, militante ed ex candidato del Partito dei Finlandesi (foto di Daniele Castellani Perelli) 

Chi ha vinto le elezioni in Finlandia

Le elezioni alla fine le ha vinte il centrodestra della Coalizione Nazionale di Petteri Orpo: europeista (nel gruppo del Ppe) e atlantista, che ha fondato la campagna sulla serietà e la responsabilità, al punto da promettere tagli per far quadrare il bilancio in deficit della premier socialdemocratica uscente Sanna Marin. Ha ottenuto il 20,8% dei voti e 48 seggi. Ma l'estrema destra di Purra può festeggiare pienamente. Il conto dei seggi dice che sono secondi (46, con il 20%), mentre la sinistra è solo terza (19,9% e 43 seggi). Tutti e tre guadagnano più di due punti rispetto al 2019, ma chi arriva primo può scegliersi gli alleati per raggiungere la maggioranza di 100 seggi. Centrodestra ed estrema destra sono divisi sull'Ue (Purra vorrebbe proprio uscirne, è "l'obiettivo di lungo termine", mentre ha avuto una svolta filo - Nato) e sui migranti: uno ne vuole di più, come gli imprenditori, e l'altra di meno. Mentre centrodestra e socialdemocratici sono divisi dalle misure per ridurre il budget (Marin è contro i tagli) e dalla personalità ingombrante della premier.


Ma il dato politico, espresso anche visivamente dalla felicità di Purra e dalla delusione di Marin (che ha ammesso la sconfitta e ha aperto alla Grande coalizione), è che la prima ha guadagnato ben sette seggi, e la seconda tre. Difficile ora ignorare Purra, tanto più che ieri sera Orpo ha detto: "In Finlandia non esiste l'estrema destra". Traduzione: "Proveremo anzitutto a fare un governo con loro". Poi bisognerà trovare almeno un terzo alleato, come il Centro liberale (in Europa con i macroniani di Renew) o la minoranza svedese.

"C'è un chiaro a spostamento a destra. Orpo sarà probabilmente premier. Per molti l'alleanza più naturale è con l'estrema destra. Il centrosinistra uscente è impossibile. Una Grande coalizione forse, ma con chi altro?", ci dice Teivo Teivainen, docente all'Università di Helsinki. Gli alleati sono stati infatti cannibalizzati da Marin, con i Verdi che hanno perso 4,5 punti e preferiscono l'opposizione.

Tra i "veri finlandesi"

Al quartier generale del Partito dei Finlandesi è festa. Per questa sera è l'Apollo Live Club, un teatro per concerti. I militanti presenti hanno un'età media sui 50-60, sono piccolo borghesi un po' parvenu, con fisici e abiti ruspanti. "Mi raccomando! Sventolate!", urlano dal palco. E a ogni collegamento tv questi "veri finlandesi" (così sono anche noti) si fanno riconoscere, con cori ("Riiiikka! Riiiikka!") e bandierine gialle.

"Siamo il partito delle persone comuni e delle piccole e piccolissime imprese, e non vogliamo salvare il mondo dal Co2 o dalla povertà - dice Toni Paussu - La premier paga la sua arroganza e il debito che ha creato". In video passano i loro spot, pieni di uomini bianchi e biondi (o calvi) tristi e arrabbiati. Ma sono anche i più votati dai giovani e i più popolari su TikTok. "Il nostro motto? Prima la Finlandia!", ride Sami Pajunoja, capo di una sezione vicino Tampere. È il militante più appariscente di tutti, con il suo cappello con sopra la spilletta "Suomi Takaisin", ovvero "(Vogliamo) indietro la Finlandia". Ma indietro perché? Chi ve l'ha rubata? "Ci hanno rubato la nostra Natura incontaminata, e l'economia. Noi vogliamo spostare al 2050, non più al 2035, gli obiettivi climatici". Eh ma così poi riperdete la Natura incontaminata, no? "Hmm. Serve un equilibrio, ecco".

Sami Pajunoja, capo di una sezione del Partito dei Finlandesi vicino Tampere (foto di Daniele Castellani Perelli) 

L'equilibrio, sì, servirà ora soprattutto per formare il nuovo governo. In un Paese che sta per entrare nella Nato dopo decenni di neutralità e l'ultima cosa di cui ha bisogno è l'instabilità. Il vicino di casa qui si chiama Vladimir Putin. E sta osservando.