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Fra Trump e Daniels guerra di gadget e di allusioni sessuali: "Lui non mi fa paura, l'ho visto nudo"

(ansa)
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NEW YORK — Tutti precettati. In vista dell’incriminazione formale di Donald Trump – atteso lunedì nella Grande Mela dove pernotterà alla Trump Tower, per poi presentarsi martedì in tribunale dov è convocato alle 14.15 - il Dipartimento di Polizia ha mobilitato la totalità dei suoi 36mila agenti: per l’intera settimana schierati obbligatoriamente in divisa lungo le vie della città per garantire la sicurezza, anche se «al momento non ci sono minacce credibili », come sottolinea il portavoce della polizia, e assicurare «il diritto alla protesta pacifica».



Intanto si susseguono le riunioni fra polizia e Servizi Segreti che invece vigileranno sull’ex presidente in tutti i suoi spostamenti, da Mar-a-Lago, Florida, a Manhattan. Una logistica molto complicata: con la polizia locale impegnata a transennare strade, limitare la circolazione, e impedire scontri fra fazioni pro e contro – u…

NEW YORK — Tutti precettati. In vista dell’incriminazione formale di Donald Trump – atteso lunedì nella Grande Mela dove pernotterà alla Trump Tower, per poi presentarsi martedì in tribunale dov è convocato alle 14.15 - il Dipartimento di Polizia ha mobilitato la totalità dei suoi 36mila agenti: per l’intera settimana schierati obbligatoriamente in divisa lungo le vie della città per garantire la sicurezza, anche se «al momento non ci sono minacce credibili », come sottolinea il portavoce della polizia, e assicurare «il diritto alla protesta pacifica».



Intanto si susseguono le riunioni fra polizia e Servizi Segreti che invece vigileranno sull’ex presidente in tutti i suoi spostamenti, da Mar-a-Lago, Florida, a Manhattan. Una logistica molto complicata: con la polizia locale impegnata a transennare strade, limitare la circolazione, e impedire scontri fra fazioni pro e contro – un nucleo di trumpiani arriverà nei pressi del tribunale capitanato dalla deputata complottista repubblicana Marjorie Taylor Greene – e i Servizi Segreti responsabili della sicurezza fisica di “The Donald”.

Anche per questo venerdì una squadra ha condotto un sopralluogo nella sede del tribunale al numero di 100 Centre Street, nei pressi della Borsa, dove il giudice Juan Merchan notificherà le accuse al tycoon, saranno prese le impronte digitali e sarà scattata la foto segnaletica. La direttrice del Secret Service , Kimberly Cheatle, ha chiesto ai suoi agenti di creare una bolla fisica intorno a Trump per impedire che qualcuno lo avvicini. Per precauzione, tutte le altre cause previste per martedì in tribunale sono sospese.
Massima allerta anche a Washington: pure Capitol Hill sarà transennata per evitare che si ripetano eventi simili alla rivolta del 6 gennaio 2021.

Chi non ha paura è invece Stormy Daniels, la pornostar al centro dell’inchiesta: «L’ho visto nudo, non sarà più spaventoso coi vestiti addosso » dice, scatenata quanto il nome d’arte che l’ha resa famosa sui palcoscenici a luci rosse ( stormy in inglese vuol dire tempestosa), commentando al britannico Times l’incriminazione dell’ex amante, accusato di aver cercato di comprarne il silenzio nel 2016 con soldi provenienti da fondi elettorali. Anticipati alla pornostar da Michael Cohen, l’allora avvocato di Trump poi diventato suo principale accusatore, e rimborsati sotto la falsa dicitura “spese legali”. «È un fatto epico, ne sono orgogliosa» ha detto Stormy, rincarando: «Non è più intoccabile, ora è questa “ pussy ” ad afferrarlo», chiara allusione alla famosa frase maschilista del tycoon: “le donne le prendo per la f...”). Certo, qualche timore Stormy ce l’ha: «Ci saranno nuove violenze». E racconta pure di odiatori scatenati contro di lei: «Mi attaccano via social, mail, telefono. Era già accaduto prima, ma dagli insulti – bugiarda, puttana, cercatrice d’oro - sono passati alle minacce di morte: “Ti uccideremo”».

(afp)

Intanto la sfida fra lei e Trump, ora, è pure commerciale: dopo l’incriminazione, le merci in vendita sul sito stormydaniels. rocks sono richiestissime: foto hard autografate, un Trump-pupazzo per cani e la t-shirt con scritto #TeamStormy sono i più venduti.
L’incriminazione rimpingua d’altronde anche le casse della campagna Trump2024, che via mail è stata rapida a chiedere fondi ai sostenitori. Nelle prime 24 ore ha raccolto ben 4 milioni di dollari anche grazie alla vendita di una maglia con scritto “I stand with Trump”. In attesa di quella con la foto segnaletica, che si vuol già trasformare in icona della campagna.