Fox News torna a puntare su Trump con discorsi incendiari, senza il tycoon gli spettatori si annoiano
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Poche settimane fa, senza proclami, Fox News aveva cominciato a scaricare Donald Trump, virando sul potenziale sfidante, il governatore della Florida Ron DeSantis. Era stato il proprietario della rete, il gran mogul dell’editoria Rupert Murdoch, a indicare al management la nuova linea. Anche il giornale di famiglia, il New York Post, aveva invitato Trump a mollare. Ma con l’incriminazione votata dal gran giurì nei confronti di The Donald, accusato di aver pagato in nero una pornostar che aveva minacciato nel 2016, in piena campagna elettorale, di rivelare la loro breve relazione, Fox si è resa conto di una cosa: senza il tycoon non può stare. I telespettatori si annoiano, rischiano di cambiare canale. Così da venerdì tutti i conduttori star di Fox sono tornati in prima linea, in difesa di Trump come nel 2020, con una serie di interventi infarciti di minacce, insulti agli avversari, di dibattiti concentrati sui problemi de…
NEW YORK - Poche settimane fa, senza proclami, Fox News aveva cominciato a scaricare Donald Trump, virando sul potenziale sfidante, il governatore della Florida Ron DeSantis. Era stato il proprietario della rete, il gran mogul dell’editoria Rupert Murdoch, a indicare al management la nuova linea. Anche il giornale di famiglia, il New York Post, aveva invitato Trump a mollare. Ma con l’incriminazione votata dal gran giurì nei confronti di The Donald, accusato di aver pagato in nero una pornostar che aveva minacciato nel 2016, in piena campagna elettorale, di rivelare la loro breve relazione, Fox si è resa conto di una cosa: senza il tycoon non può stare. I telespettatori si annoiano, rischiano di cambiare canale. Così da venerdì tutti i conduttori star di Fox sono tornati in prima linea, in difesa di Trump come nel 2020, con una serie di interventi infarciti di minacce, insulti agli avversari, di dibattiti concentrati sui problemi del presidente Joe Biden.
L’inversione a ‘u’ arriva nei giorni in cui il network deve affrontare la causa per diffamazione da 1,6 miliardi di dollari che la società di software Dominion ha avviato, dopo essere stata falsamente accusata di aver pilotato il conteggio dei voti elettronici nel 2020 con l’obiettivo di far perdere Trump. La fase pre-processuale davanti al gran giurì ha portato alla luce una serie di atteggiamenti ipocriti della rete: nei giorni drammatici dell’assalto al Congressso, il 6 gennaio 2021, da parte dei sostenitori trumpiani fomentati dal tycoon, i conduttori Tucker Carlson e Laura Ingraham avevano condiviso nelle chat messaggi in cui si facevano gioco delle accuse di Trump, liquidate come bufale, e ironizzavano sul suo staff legale, da Rudy Giuliani a Sydney Powell, definiti “fottutamente pazzi”, “bugiardi”. Carlson scriveva nella chat che non vedeva l’ora di smettere di parlare di Trump. Ma intanto andava in onda ogni sera sostenendo le false accuse dell’allora presidente. Lo stesso Murdoch, durante la sua testimonianza in aula, aveva ammesso che nel sostenere le false accuse di brogli si “erano spinti tutti un po’ oltre”. Sembrava una resa su tutti i fronti, ma la storia è di nuovo cambiata. Fox è tornata a cavalcare il trumpismo, forti di un pubblico che ha dimenticato in fretta di essere stato ingannato per mesi.
Da giorni conduttori e opinionisti si alternano in studio per attaccare la procura di New York. Pete Hegseth, che conduce Fox & Friends Weekend, ha detto che la foto segnaletica di Trump, una volta si sarà consegnato alle autorità per presentarsi al tribunale di New York, dovrà essere resa pubblica e stampata su milioni di magliette, per fare di The Donald una rock star al pari di Elvis Presely, Johnny Cash, Mick Jagger, Jimi Hendrix e Frank Sinatra, tutti finiti in un “mug shot”, foto frontale e di profilo, dopo essere stati fermati dalla polizia. L’altro anchorman di punta, Sean Hannity, ha commentato: “Questa è una grande idea”. “E’ quasi come - ha sentenziato Carlson - se stessero spingendo la popolazione a reagire”. “A che punto dobbiamo arrivare - ha aggiunto - per concludere che lo stanno facendo per scatenare una reazione?”. Un ospite, Jason Whitlock, ha invocato la “rivolta”. “Io sono pronto a tutto quello che ci aspetta - ha detto, rivolto a milioni di telespettatori - e spero che lo sia ogni altro uomo che sta là fuori a guardare lo show. Io spero che siate pronti a quello che sta per succedere. Se è ciò che vogliono, diamoglielo”. Qualcuno, come Hannity, si è rivolto al publbico, invitandolo a restare “pacifico”, ma usando termini incendiari come “disgustoso” e “ripugnante” per definire l’incriminazione nei confronti di Trump. “E’ tempo per il Partito repubblicano - ha rincarato un altro conduttore ultraconservatore, Mark Levin - di capire che questa è una guerra al partito, è una guerra al conservatorismo e al movimento trumpiano”. Un altro opinionista, Leo Terrell ha chiesto ai sostenitori di fare subito donazioni alla campagna presidenziale di Trump. DeSantis, il nuovo cavallo su cui aveva puntato Murdoch, è tornato in seconda fila.