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Usa, il repubblicano Hutchinson si candida per il '24 e chiede a Trump di mollare

(afp)
L'ex governatore dell'Arkansas spara a zero sul tycoon: "Pensi a difendersi dalle accuse, invece di come tornare alla Casa Bianca"
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New York - Un Repubblicano che attacca frontalmente Donald Trump, di questi tempi è un fenomeno raro. Uno che lo fa, presentando la sua candidatura alle primarie e invitando l'ex presidente a ritirarsi, ancora meno.

L’ex governatore dell’Arkansas ha coperto questo vuoto nello spazio di un’intervista televisiva: Asa Hutchinson, 72 anni, ha annunciato oggi la sua corsa per la Casa Bianca alle elezioni del 2024 e chiesto ufficialmente a Trump di farsi da parte. “Mi metto in gioco - ha confessato in un’intervista su Abc - e la ragione e questa: ho attraversato il Paese per sei mesi, ho sentito persone parlare di guida del nostro Paese, e sono convinto che la gente voglia leader che si appellino al meglio dell’America, non semplicemente ai suoi istinti peggiori”. “Credo - ha aggiunto - di essere quel tipo di leader per l’America”. Hutchinson presenterà ufficialmente la sua candidatura a Betonville, Arkansas, all…

New York - Un Repubblicano che attacca frontalmente Donald Trump, di questi tempi è un fenomeno raro. Uno che lo fa, presentando la sua candidatura alle primarie e invitando l'ex presidente a ritirarsi, ancora meno.

L’ex governatore dell’Arkansas ha coperto questo vuoto nello spazio di un’intervista televisiva: Asa Hutchinson, 72 anni, ha annunciato oggi la sua corsa per la Casa Bianca alle elezioni del 2024 e chiesto ufficialmente a Trump di farsi da parte. “Mi metto in gioco - ha confessato in un’intervista su Abc - e la ragione e questa: ho attraversato il Paese per sei mesi, ho sentito persone parlare di guida del nostro Paese, e sono convinto che la gente voglia leader che si appellino al meglio dell’America, non semplicemente ai suoi istinti peggiori”. “Credo - ha aggiunto - di essere quel tipo di leader per l’America”. Hutchinson presenterà ufficialmente la sua candidatura a Betonville, Arkansas, alla fine del mese, ma il suo nome è già diventato virale sui social, anche se non sembra avere molte possibilità di successo. Lui è il quarto in corsa alle primarie, dopo il tycoon, Nikki Haley (ex ambasciatore Usa alle Nazioni Unite proprio sotto l’amministrazione Trump) e l’imprenditore conservatore Vivek Ramaswamy.

Hutchinson aveva attaccato l’ex presidente venerdì, dopo la decisione del gran giurì del tribunale di New York di incriminare Trump per il pagamento in nero, nel 2016, di una pornostar, Stormy Daniels, che aveva minacciato di rivelare in piena campagna presidenziale di aver fatto sesso con lui. Tutto il partito e le reti conservatrici, a cominciare da Fox, si erano schierati al fianco del tycoon. Tutti tranne lui, che aveva chiesto all’ex presidente di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca.

Alla domanda se l’ex presidente si fosse dovuto fare da parte dopo l’incriminazione, Hutchinson ha confermato in tv la sua posizione: “Beh, dovrebbe”. “Ma allo stesso tempo - ha aggiunto - sappiamo che non lo farà. Non c’è nessun obbligo dal punto di vista costituzionale”. “Il processo - ha continuato - va fatto e noi dobbiamo avere rispetto della giustizia penale ma anche dell’incarico di presidente”. L’ex governatore ha consigliato a Trump di concentrarsi più su come difendersi dalle accuse, che di come tornare alla Casa Bianca. “Quello del presidente - aveva spiegato - è un ruolo più importante di ogni questione personale. Per il bene di quell'incarico, lui dovrebbe concentrarsi sul processo, c'è troppa distrazione e attenzione e un presidente non può permetterlo”.

Rispetto agli altri due candidati ufficiali, Hutchinson è il primo ad aver chiesto ufficialmente a Trump di ritirarsi dalla corsa. Haley e Ramaswamy hanno accusato il procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg, di cercare una “vendetta”. L’ex vicepresidente Mike Pence, tra i potenziali sfidanti del tycoon, ha definito l’incriminazione un “oltraggio”. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, candidato ancora sotto traccia e considerato il probabile vero sfidante di Trump, ha bollato l’inchiesta come un atto “anti-americano”. Ma entrambi sanno che un ritiro del tycoon faciliterebbe la loro discesa in campo.