Brexit, code di 15 ore per i britannici a Dover: "E a novembre sarà ancora peggio"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - È stato un altro weekend di passione per automobilisti, camionisti e viaggiatori britannici in rotta verso la Francia. Perché sono state chilometriche le code per chi voleva imbarcarsi o superare da Dover il tunnel della Manica, con attese fino a 15 ore per coloro che volevano trascorrere qualche giorno di vacanza prima di Pasqua. Saltate anche molte gite scolastiche di studenti e ragazzi rimasti imbottigliati alla frontiera con almeno un altro centinaio di pullman per molte ore. Furiosi i genitori che hanno iniziato a bombardare gli account delle autorità sui social.
LONDRA - È stato un altro weekend di passione per automobilisti, camionisti e viaggiatori britannici in rotta verso la Francia. Perché sono state chilometriche le code per chi voleva imbarcarsi o superare da Dover il tunnel della Manica, con attese fino a 15 ore per coloro che volevano trascorrere qualche giorno di vacanza prima di Pasqua. Saltate anche molte gite scolastiche di studenti e ragazzi rimasti imbottigliati alla frontiera con almeno un altro centinaio di pullman per molte ore. Furiosi i genitori che hanno iniziato a bombardare gli account delle autorità sui social.
Tuttavia, un problema a monte è evidentemente la Brexit, che almeno durante i primi due giorni di disagi non è mai stata citata. Eppure, le nuove disposizioni sono chiare: per chi non è cittadino europeo, le autorità di frontiera francesi devono apporre un timbro su ogni passaporto dei cittadini extra Ue. Ciò ovviamente prolunga notevolmente le attese, soprattutto in periodi affollati come i weekend o le ferie estive o primaverili. La ministra britannica dell'Interno Suella Braverman, falco sull'immigrazione e paladina dell'euroscetticismo, nel weekend ha rimarcato più volte che "questi problemi non hanno nulla a che fare con l'uscita dall'Ue".
Mentre Tobias Ellwood, altro tory e presidente della Commissione Difesa Brexit a Westminster ha twittato: "Certo che c'entra la Brexit. In precedenza, con la libertà di movimento in Europa, tutto questo non accadeva. E da novembre le autorità francesi dovranno prendere anche le impronte digitali ai cittadini non europei diretti in Francia...". Insomma, il peggio forse deve ancora arrivare.