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Brexit, code di 15 ore per i britannici a Dover: "E a novembre sarà ancora peggio"

Le lunghe code a Dover nel weekend (ansa)
File chilometriche e disagi per famiglie, turisti e camionisti nel weekend. La ministra Braverman: "L'uscita dall'Ue non c'entra". Ma i colleghi conservatori la smentiscono
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LONDRA - È stato un altro weekend di passione per automobilisti, camionisti e viaggiatori britannici in rotta verso la Francia. Perché sono state chilometriche le code per chi voleva imbarcarsi o superare da Dover il tunnel della Manica, con attese fino a 15 ore per coloro che volevano trascorrere qualche giorno di vacanza prima di Pasqua. Saltate anche molte gite scolastiche di studenti e ragazzi rimasti imbottigliati alla frontiera con almeno un altro centinaio di pullman per molte ore. Furiosi i genitori che hanno iniziato a bombardare gli account delle autorità sui social.

Il caos è iniziato venerdi scorso, e ha ricordato quelli dei mesi precedenti…

LONDRA - È stato un altro weekend di passione per automobilisti, camionisti e viaggiatori britannici in rotta verso la Francia. Perché sono state chilometriche le code per chi voleva imbarcarsi o superare da Dover il tunnel della Manica, con attese fino a 15 ore per coloro che volevano trascorrere qualche giorno di vacanza prima di Pasqua. Saltate anche molte gite scolastiche di studenti e ragazzi rimasti imbottigliati alla frontiera con almeno un altro centinaio di pullman per molte ore. Furiosi i genitori che hanno iniziato a bombardare gli account delle autorità sui social.

Il caos è iniziato venerdi scorso, e ha ricordato quelli dei mesi precedenti in cui si erano registrati ingorghi lunghi fino a dieci chilometri lungo le autostrade del Kent. Immediatamente, le responsabilità sono state individuate in due fattori specifici: il maltempo e la lentezza dei controlli delle autorità francesi, che devono dare l'ok all'imbarco verso Calais. Lungaggini dovute - pare - a mancanza di staff.

Camion in fila  (ansa)

Tuttavia, un problema a monte è evidentemente la Brexit, che almeno durante i primi due giorni di disagi non è mai stata citata. Eppure, le nuove disposizioni sono chiare: per chi non è cittadino europeo, le autorità di frontiera francesi devono apporre un timbro su ogni passaporto dei cittadini extra Ue. Ciò ovviamente prolunga notevolmente le attese, soprattutto in periodi affollati come i weekend o le ferie estive o primaverili. La ministra britannica dell'Interno Suella Braverman, falco sull'immigrazione e paladina dell'euroscetticismo, nel weekend ha rimarcato più volte che "questi problemi non hanno nulla a che fare con l'uscita dall'Ue".

Ora i problemi a Dover sembrano stati risolti e il traffico è ritornato a una semi-normalità. Ma dopo due giorni di silenzio, all'interno dello stesso partito conservatore al potere ha parlato chi non ha potuto negare l'evidenza, almeno secondo il suo punto di vista. L'ex ministro Sir Robert Buckland ha dichiarato che "i problemi degli ultimi giorni a Dover hanno diverse cause, ma sicuramente la Brexit ha complicato l'attraversamento della frontiera con la Francia".

Mentre Tobias Ellwood, altro tory e presidente della Commissione Difesa Brexit a Westminster ha twittato: "Certo che c'entra la Brexit. In precedenza, con la libertà di movimento in Europa, tutto questo non accadeva. E da novembre le autorità francesi dovranno prendere anche le impronte digitali ai cittadini non europei diretti in Francia...". Insomma, il peggio forse deve ancora arrivare.