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Donald Trump nella sua Tower e Manhattan si blinda in attesa dell'udienza: ecco che si prevede

L'ex presidente arriva alla sua Tower a New York (reuters)
Tutti gli agenti richiamati in servizio per isolare intere aree mentre sostenitori dell'ex presidente e oppositori si danno appuntamento in vista della formalizzazione a New York dell'incriminazione per i pagamenti alla pornostar Stormy Daniels
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NEW YORK - "Speravamo di essercene liberati: e invece lo show ricomincia": affacciato all'ingresso dello store che sulla Fifth Avenue fronteggia la Trump Tower, l'elegante commesso di Bulgari che non vuol dire il suo nome, alza gli occhi al cielo guardando le transenne di metallo che gli agenti di polizia hanno sistemato ai due lati del marciapiede. Pronti a isolare l'area su fino a Grand Army Plaza all'incrocio con la 58esima e giù fino alla 55esima. Disposti a chiudere ben tre blocchi dell'arteria più famosa del mondo, celebre per i suoi negozi di lusso che distinguono proprio quest'area, pur di proteggere l'ex presidente Donald Trump dalle proteste.

Il tycoon è arrivato in città alle 16.15 ora locale entrando da una porta laterale sulla 56esima strada facendo solo un cenno di saluto alla decina di sostenitori che lo hanno aspettato per tutta la giornata, ma il cui numero era di gran lunga inferiore a quello dei gior…

NEW YORK - "Speravamo di essercene liberati: e invece lo show ricomincia": affacciato all'ingresso dello store che sulla Fifth Avenue fronteggia la Trump Tower, l'elegante commesso di Bulgari che non vuol dire il suo nome, alza gli occhi al cielo guardando le transenne di metallo che gli agenti di polizia hanno sistemato ai due lati del marciapiede. Pronti a isolare l'area su fino a Grand Army Plaza all'incrocio con la 58esima e giù fino alla 55esima. Disposti a chiudere ben tre blocchi dell'arteria più famosa del mondo, celebre per i suoi negozi di lusso che distinguono proprio quest'area, pur di proteggere l'ex presidente Donald Trump dalle proteste.

Il tycoon è arrivato in città alle 16.15 ora locale entrando da una porta laterale sulla 56esima strada facendo solo un cenno di saluto alla decina di sostenitori che lo hanno aspettato per tutta la giornata, ma il cui numero era di gran lunga inferiore a quello dei giornalisti. Dormirà nella penthouse che è stata a lungo la sua casa (ma dove ha scelto di non tornare a vivere dopo la sconfitta elettorale del 2020 preferendo prendere la residenza nel resort di Mar-a-Lago, Florida) per poi recarsi domani in tribunale per la formale notifica della sua incriminazione da parte del giudice Juan Merchan.

I suoi sostenitori si erano dati un primo appuntamento sotto alla Tower già alle 11 del mattino per una manifestazione di "bentornato a casa" davanti al pesante portone di bronzo della torre, anche se in realtà l'arrivo era previsto più tardi. I timori sono per la serata: proprio come avvenne nel 2016 all'indomani della sua vittoria elettorale, i contestatori sono attesi nel tardo pomeriggio (le manifestazioni a New York si tengono quasi sempre di sera) decisi a festeggiare sotto le sue finestre l'incriminazione.  

In realtà ieri, a 24 ore dall'arrivo dell'ex presidente, la strada del lusso era affollata come sempre da turisti, che con l'avvicinarsi della Pasqua sono particolarmente numerosi. Certo, davanti alla Trump Tower venerdì qualcuno ha scritto col gesso "No one is above the law", nessuno è al di sopra della legge: la massima latina diventata in queste ore nuovo slogan della protesta anti-Trump. Ma il messaggio è stato presto cancellato: niente a che vedere con l'immenso Black Lives Matter che gli avevano scritto a enormi lettere blu dopo la morte di George Floyd nel 2020 e che l'allora sindaco Bill De Blasio aveva fatto mantenere. 

All'ingresso dell'edificio, 58 piani di appartamenti di lusso un tempo ambiti status symbol, tiene invece banco come sempre il suo più celebre imitatore, Neil Greenfield, che delizia i passanti con una delle sue esilaranti gag, intento a dirigere il traffico mimando le mosse dell'ex presidente: si aggiusta la giacca, fa il pollice verso e punta l'indice verso gli automobilisti: "Lo faccio per soldi -  confida a Repubblica - La gente si fa foto con me e mi lascia una mancia". Poco più in là, sosta un solo sostenitore del tycoon, in mano la bandiera azzurra con su scritto "Trump2024": si chiama Sohaib Gulzar, ha 23 anni ed ha guidato fino a Manhattan da casa sua a Jersey City, dall'altro lato dell'Hudson. "Protesterò anche martedì. Sperando che la polizia ci difenda dagli Antifa", ci dice mentre posa con la sua bandiera davanti ai curiosi che lo fotografano coi cellulari. The Donald d'altronde sa bene che nella sua città natale - è nato nel Queens - non è molto popolare: nel 2020 appena il 23 per cento dei newyorchesi ha votato per lui, un risultato comunque migliore del 18 per cento ottenuto nel 2016. Anche per questo ha deciso di ripartirsene subito dopo l'udienza: per tenere un comizio alle 20.15 di martedì sera fra il "suo" popolo vero, quello di Palm Beach. 

L'imitatore di Trump Neil Greenfield davanti alla Trump Tower 

Per trovare più di un solo repubblicano che protesta per la sua incriminazione a New York, bisognerà aspettare domani: e andare a mezzogiorno al "Rally for Trump" organizzato dal "Club dei giovani repubblicani di New York" cui ha aderito pure la deputata complottista Marjorie Taylor Greene, quella che nei giorni precedenti alla rivolta del 6 gennaio offrì delle visite guidate all'interno del Congresso a persone poi coinvolte nell'assalto a Capitol Hill. S'incontreranno alle 12 (le 18 in Italia) nel Collect Pond Park, il piccolo parco situato proprio di fronte al tribunale di Manhattan al numero 100 di Centre Street e chissà quanti effettivamente saranno. Di sicuro l'area già ieri era in massima allerta: le strade circostanti chiuse al traffico e i marciapiedi transennati, con solo i pulmini delle televisioni a presidiare la zona dove dalle 13 ora locale (la convocazione di Trump è per le 14.15) tutte le altre udienze saranno sospese.   

Se oggi la presenza della polizia è discreta, ma più visibile del solito, domani sarà meglio che i delinquenti si prendano un giorno di riposo: il New York Police Department ha infatti mobilitato la totalità dei suoi 36mila agenti che saranno schierati - obbligatoriamente in divisa - lungo le vie di tutti e cinque i boroughs, i municipi della città, per garantire la sicurezza un po' ovunque, anche se "al momento non ci sono minacce credibili", come sottolinea il portavoce della polizia. Pronti ad assicurare "il diritto alla protesta pacifica" dei pro e dei contro, impedendo che si confrontino direttamente.

A vegliare sull'ex presidente, nuovamente in corsa per la Casa Bianca, ci penseranno invece gli uomini dei Servizi Segreti che gli formeranno una bolla fisica intorno per impedire a chiunque di avvicinarsi. Per la città che non dorme mai, si prepara una giornata da incubo.